Biennale d'arte a Venezia

Due grandi installazioni

Biennale d'arte a Venezia
martedì 23 giugno 2009

Tra le molteplici proposte veneziane, all'interno e fuori della Biennale, vi sono due installazioni, realizzate da due artisti italiani che mi hanno particolarmente colpito: quella del grande maestro Michelangelo Pistoletto e quella realizzata dall'ultima rivelazione per eccellenza nazionale Marco Lodola. Le due opere sono fruibili in modo ottimale perché sono state collocate, fra l'altro, in spazi idonei, in cornici scenografiche ideali, accanto ad altri grandi maestri che in una sorta di competizione ed osmosi artistica stimolante li valorizzano ancor più.

L'installazione di Pistoletto ( metaforica, luminosa, labirintica, a suo modo geniale e dissacratoria; irriverente, per molti irritante, ma affascinante e magica), che è stata completata dall'artista in occasione della performance all'apertura della Biennale, è ospitata nella Sala dell'Arsenale, nel padiglione alle Corderie- Artiglierie. Con " Crash" Pistoletto è tornato allo specchio, cioè alle sue origini; " Con questi enormi specchi racchiusi da cornici dorate ha voluto quasi celebrare sé stesso- dice Augusto Andreini, noto collezionista ed esperto d'arte- come se tutto il suo lavoro fosse giunto a compimento ed avesse completato un ciclo da grande maestro. Ed ha fatto bene, perché quest'anno alla Biennale c'erano, fuori e dentro i vari padiglioni, almeno una mezza dozzina di artisti che si sono ispirati direttamente al grande artista biellese".

Pistoletto poi ( che è un giovane di 76 anni) ha colpito ancora una volta critici e curiosi con una geniale burla: nella Biblioteca della Biennale ( splendido edificio a forma di sommergibile all'ingresso dei Giardini ) c'erano in bella mostra migliaia di stupendi volumi d'arte dedicati ai più grandi maestri ospiti della " kermesse" veneziana ( cataloghi, brochure, mega tomi, biografie, volantini, pubblicità di eventi e mostre precedenti, testi, autobiografie, etc). Insomma una " manna" per studiosi e critici, giornalisti ed appassionati. Alcuni artisti con il loro materiale occupavano addirittura due o tre spazi.

Quando sono arrivato a quello contraddistinto dall'etichetta "Michelangelo Pistoletto" ho aperto e mi sono specchiato: dentro infatti c'era soltanto uno specchio. La composizione di neon di Lodola ( " Hangar/ Balletto plastico"), che è visibile nell'ambito del Padiglione Italia "Collaudi", omaggio a Filippo Tommaso Martinetti, riesce invece a comunicare un forte senso di movimento e di plasticità:  "L'Opera - dice Luca Beatrice, uno dei curatori di " Collaudi"- è un omaggio al Futurismo ed in particolare al mito della velocità e della tecnica. L'elettricità, l'automobile e poi l'aeroplano furono  i simboli di una modernità che in ambito artistico si espresse con l'aeropittura. Il lavoro di Lodola, una sorta di visione di uno spettacolo teatrale all'interno di un aereo, si delinea come la sintesi del pensiero novecentista, riconducibile al binomio dinamismo-plasticità".



Fonte: Claudio Almanzi

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