Stemma di Castelvecchio di Rocca Barbena

Castelvecchio di Rocca Barbena

In provincia di Savona
Bandiera Arancione 2016


 

Info Castelvecchio di Rocca Barbena

CASTELVECCHIO, IL PRIMO BORGO MURATO DELLA VAL NEVA. Pittoresco borgo annidato su uno sperone roccioso che svetta in un grandioso castello semidiroccato, Castelvecchio di Rocca Barbena, che prende nome dalla vetta più alta della zona, a 1142 metri, prima della fondazione di Zuccarello era il centro più importante e popolato dell'alta Val Neva.
"Paese che conosci da gran tempo la morte nelle case e non hai spazio, ricco solo di pietre, di torrenti dal greto asciutto, di fasce spezzate..." così Silvio Riolfo Marengo descrive con questi versi di una sua poesia lo stato di abbandono in cui si trovava il centro storico di Castelvecchio, prima dell'attento e intelligente restauro che ne ha completamente trasformato il volto. Caratteristici del borgo il Castello dei Del Carretto sulla rupe sovrastante il paese, in un ambiente che al primo impatto sembra un miraggio, la piazzetta dell'Oratorio dedicato alla Maddalena incantevole palcoscenico, il cimitero a forma di cuore anima del paese. Il primo nucleo del paese fu costruito tra i secoli XI e XII, ma una leggenda lo dice di origine longobarda, attorno alla rocca su cui sarebbe sorto il castello dei Clavesana, passato poi ai Del Carretto, dei quali divenne roccaforte insieme con il borgo munito di torri, case fortificate e porte. Castelvecchio ha conservato in parte l'antica tipologia murata con le vie strette e le case collegate da archi in pietra, i frequenti passaggi coperti, la mole del castello incombente dal roccione di pietra calcarea, pur avendo perso il carattere ferrigno e austero che lo caratterizzava al tempo delle guerre e degli assedi, tra cui memorabile quello del 1672, con cui la Repubblica di Genova lo espugnò per sete togliendolo ai piemontesi che lo avevano occupato.

BREVE STORIA. Nel suo comprensorio comunale venne scoperta, presso la Cascina, la cosiddetta "necropoli romana di Erli", ma furono probabilmente i bizantini ad erigere, in funzione antilongobarda, le prime fortificazioni sul vertiginoso sperone di roccia dove poi i Clavesana edificarono il loro castello, nel punto più idoneo a controllare contemporaneamente due valichi: il San Bernardo che porta nell'alta Val Tanaro e lo Scravaiòn che immette, invece, in Val Bormida. Questa eccezionale posizione strategica spiega sia la natura di borgo murato del paese, sia le complesse vicende politiche e militari che lo hanno poi coinvolto, a cominciare dall'inserimento nella marca arduinica avvenuto in età carolingia. Verso il 1100, con Bonifacio del Vasto, capostipite dei Clavesana, Castelvecchio passò alla marca Aleramica e, nel 1326, in seguito al matrimonio di Caterina Clavesana con Enrico Del Carretto, entrò a far parte del Terziere del Finale, rimanendovi per 71 anni, fino al 1397, quando, dopo aver istituito il marchesato di Zuccarello, Carlo I vi spostò la sede marchionale. Il castello tornò ad essere abitato dai Del Carretto nel XVI secolo, in uno dei periodi più torbidi della sua storia. Nel 1958, Rodolfo II d'Asburgo confiscò il marchesato e nominò nel castello, in qualità di commissario cesareo, il marchese Ottavio Del Carretto. Già anziano, nel 1614, mentre infuriava la guerra del Monferrato, egli fu costretto a rimanere segregato in un'aula dell'edificio occupato dai savoiardi. Nel 1624, le truppe del duca di Savoia, complice di tradimento di alcuni mercenari tedeschi, si impadronirono nuovamente del castello e nel 1672 il paese fu ancora invaso dalle milizie savoiarde del conte Catalano Alfieri, un antenato del famoso drammaturgo, per tornare, poco dopo, in mano ai genovesi (nei combattimenti scomparve anche il famoso Bastian Contrario, una sorta di Robin Hood piemontese, il cui spirito di contraddizione è diventato proverbiale). Castelvecchio dovette subire nuovamente l'assalto degli austro-piemontesi nel 1746 (guerra di successione austriaca) e tornò per l'ultima volta alla ribalta nel 1795, quando il suo territorio fu coinvolto nella "battaglia di Loano".

VISITA AL BORGO DI CASTELVECCHIO E DINTORNI. Un giro per le strade di Castelvecchio può cominciare dalla piazzetta, davanti all'osteria del Ponte dove si apriva una delle porte presso una fontana in pietra. Si percorre la via principale, che scavalca la sella di monte, oltre la quale travalicano le case del paese, fino al nucleo ai piedi del castello. Lungo lo stretto caruggio si possono osservare gli archi antisismici di collegamento tra casa e casa e certe gobbe sporgenti dai muri: sono i forni delle vecchie case. Se si segue invece l'itinerario che porta all'oratorio, si entra su uno scenografico palcoscenico, che ha come quinte i muri dell'oratorio stesso e le rocce della montagna soprastante. E' il luogo ideale per audizioni musicali e rappresentazioni teatrali. La chiesa parrocchiale, dedicata all'Assunta e trasformata in epoca barocca, lascia intravedere, specie nella cuspide del campanile, i segni della sua origine gotica. La costruzione più sorprendente del paese è il castello, conservato in alcune sue parti e tuttora abitato. Dal palazzetto di accesso si vedono l'alta valle del Neva e i monti che lo circondano. A Castelvecchio esistono altre cose interessanti: il santuario delle Grazie, sulla collina di fronte al paese, fondato nel secolo XVIII in occasione di una pestilenza e il vecchio cimitero chiuso in un recinto poligonale e affacciato sulla valle, che si dice abbia forma di cuore. Vero o non vero, con la cappelletta centrale a pianta rotonda e le tombe a raggio tutt'attorno, questo cimitero ha la sua parte di fascino: in esso l'angoscia della morte lascia il posto a pensieri sereni. Castelvecchio ha una sola frazione, Vecersio, sulla strada che porta a Balestrino. Vale la pena di salire anche a questo piccolo paese; da un tornante della strada si abbraccia  con lo sguardo tutto l'abitato di Castelvecchio. Sulla sinistra per chi sale, una "casella", piccola costruzione circolare in pietra, caratteristica del Ponente ligure, costruita per dare riparo ai pastori, offre un esempio perfettamente conservato di questo antichissimo genere di rifugi.

 

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Foto di Castelvecchio di Rocca Barbena
Panoramica di Castelvecchio di Rocca Barbena - Foto F.Trunzo
Il Castello dei Clavesana - Foto F.Trunzo
L'abitato di Castelvecchio - Foto F.Trunzo
Uno scorcio del paese - Foto F.Trunzo
La piazza del centro storico - Foto F.Trunzo
Per il centro storico di Castelvecchio - Foto F.Trunzo
Uno scorcio del paese con il castello feudale - Foto F.Trunzo
La Chiesa dell'Assunta - Foto F.Trunzo
Particolare di un muro esterno di una vecchia casa - Foto F.Trunzo
Percorrendo gli stretti carruggi - Foto F.Trunzo

 

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