Cinema Ambra Albenga

La programmazione del weeek-end e dei giovedì dell'Ambra 2009

Cinema Teatro Ambra Albenga
martedì 13 ottobre 2009

Le schede dei prossimi film in programma al cinema Teatro Ambra di Albenga in Via Archivolto del Teatro, 11 nel centro storico ingauno, a circa 50 metri dall'ex ospedale.

La programmazione del week end

Venerdì 23 e sabato 24 ottobre
Prezzo biglietti: Intero € 6,00 - Ridotto Militari/Ragazzi € 4,00 - Ridotto Anziani (oltre 60 anni) € 3,00
Spettacolo Unico ore 21:15

Domenica 25 ottobre
Prezzo biglietti: Intero € 6,00 - Ridotto Militari/Ragazzi € 4,00 - Ridotto Anziani (oltre 60 anni) € 3,00
Orario Spettacoli:  16:30 19:00 21:15

Lunedì 26 e martedì 27 ottobre
Ingresso: € 4.00
Spettacolo Unico ore 21:15 

Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (The Imaginarium of Doctor Parnassus)
Nazionalitá: Francia/Canada. Anno: 2009. Durata: 122 minuti.
Genere: Avventura/Fantastico/Mistero.
Regia: Terry Gilliam. 
Interpreti: Johnny Depp, Heath Ledger, Jude Law, Christopher Plummer, Lily Cole, Tom Waits, Verne Troyer, Andrew Garfield, Richard Riddell, Mike Godfrey, Mark Benton, Colin Farrell, Simon Day.
Produzione: Davis-Films, Infinity Features Entertainment, Parnassus Productions.
Distribuzione: Moviemax.
Trama: La compagnia teatrale guidata dal Dottor Parnassus, offre al pubblico uno spettacolo ben superiore a quello che gli spettatori si aspetterebbero. Il Dottor Parnassus, infatti, è dotato della capacità di far vivere alle persone delle esperienze indimenticabili grazie al suo specchio magico, ma, a causa del patto che ha stretto con il diavolo, sta per perdere la figlia Valentina; il patto prevede che al compimento del sedicesimo anno d'età la ragazza vada nelle mani del demonio...
Sito ufficiale:  http://www.doctorparnassus.com/

I giovedì dell'Ambra 2009

29.10.2009 NEMICO PUBBLICO N°1 –L’istinto di morte (F-I-Can., 2008. 110’) di Jean-François Richet.

Interpreti e Personaggi: Vincent Cassel (Jacques Mesrine), Cécile de France (Jeanne Schneider), Gérard Depardieu (Guido), Roy Dupuis (Jean Paul Mercier), Gilles Lellouche (Paul), Elena Anaya (Sofia), Michel Duchaussoy (Padre di Mesrine), Myriam Boyer (Madre di Mesrine), Florence Thomassin (Sarah).
Soggetto: Jacques Mesrine (autobiografia).
Sceneggiatura: Abdel Raouf Dafri.
Fotografia: Robert Gantz.
Montaggio: Hervé Schneid.
Scenografia: Emile Ghigo.
Costumi: Virginie Montel.

Artefice dell’insurrezionale Ma 6-t va crack-er (1997) e dello scontroso De l’amour (2001), Jean-François Richet è un cineasta geneticamente banlieuesard. Cresciuto a Meaux (comune a una cinquantina di chilometri da Parigi), il quarantatreenne regista francese ha dato visibilità e credibilità cinematografica allo scontento delle cités facendo piazza pulita delle formulette spettacolari o delle bellurie accattivanti adoperate da Kasso nel fumettone incolore La Haine (1995). Anche quando si è cimentato col remake carpenteriano Assault on Precinct 13 (2005), Richet ha privilegiato un’ottica periferica, laterale, marginale. Inevitabile quindi l’incontro con le marginal più celebre dell’esagono, quel Jacques Mesrine che da Clichy-La-Garenne (quasi omonima di Clichy-sous-Bois, epicentro delle rivolte del 2005) ha mosso un attacco solitario e istintuale a società e istituzioni di due continenti, imbracciando fucili a pompa e lanciando bombe a mano. Rivoltosa e provocatoria autobiografia scritta da Mesrine durante la sua ultima detenzione nel carcere parigino della Santé (quello de Il buco, 1960, di Jacques Becker), L’istinto di morte è il fondamentale testo di riferimento per Richet e lo sceneggiatore Abdel Raouf Dafri, che tuttavia intensificano lo sfondo politico della formazione criminale del personaggio, sottoponendo la materia a una calibrata torsione destrorsa ravvisabile nella figura di Guido, rital ancora legato alla mala italiana nel libro, membro dell’organizzazione paramilitare OAS (Organisation de l'armée secrète) nella pellicola. Ma, a sottolineare la sostanziale irriducibilità di Mesrine a qualsivoglia orientamento ideologico, fa da contraltare l’amicizia con Jean-Paul, attivista dell’FLQ (Front de libération du Québec), gruppo indipendentista di matrice dichiaratamente marxista.
Non è la prima volta che Mesrine compare sul grande schermo, il cinema francese si è già misurato tre volte col leggendario bandito: la prima nel 1984 col pessimo Mesrine di André Genoves, la seconda nello stesso anno con l’avvertitissimo e imprescindibile documentario Jacques Mesrine: Profession Ennemi Public di Hervé Palud (con la consulenza del giornalista Gilles Millet) e la terza nel 2006 con l’interessante Tv movie La chasse à l’homme: Jacques Mesrine di Arnaud Sélignac (basato sul libro La chasse à l'homme. La vérité sur la mort de Mesrine pubblicato nel 2002 dal commissario Lucien Aimé-Blanc). Ma è certamente la prima volta che intorno alla sua figura si concentra un progetto così imponente: regista di punta, cast stellare e superproduzione (le riprese del dittico sono durate addirittura nove mesi, dal maggio 2007 a gennaio 2008). Risultato: un paio di Premi César in saccoccia (Migliore regista e Miglior Attore Protagonista) e ottima accoglienza di critica e pubblico (oltre due milioni di spettatori).
Tanto entusiasmo è giustificato dal film? Stando alla prima parte del dittico (ma il presentimento che il secondo capitolo sia più incisivo è forte) non del tutto: dopo un esaltante prologo-epilogo in multi-frame e un poderoso incipit algerino, Nemico pubblico N.1 - L’istinto di morte si sgonfia quasi subito, propinandoci una lunghissima ricostruzione d’epoca dalla messa in scena macchinosa e patinata. Nei panni di Guido, Depardieu gigioneggia di brutto e un impomatato Vincent Cassel stenta a entrare nel personaggio di Jacques. Non aiutano certo le musiche di Marco Beltrami, altisonanti e pervasive, a metabolizzare il polpettone. Decisamente meglio la seconda parte (dalla fuga in Canada in poi), con la sezione carceraria e la successiva pioggia di piombo a risollevare le sorti di un film che sembrava nascere selvaggio e crescere tronfio. Detto altrimenti, Richet si mostra molto più a suo agio in prossimità degli anni ’70 che nei primi ’60, mettendo a segno distorti quadri penitenziari (riprese in grandangolo per rappresentare l’alienazione dell’isolamento) e sequenze action di grande destrezza visiva (l’attacco al carcere insieme a Jean-Paul, il ruvido Roy Dupuis, coniuga mirabilmente fluidità e tumultuosità). Più il film si avvicina ai ’70 più Cassel si trasforma in un Mesrine convincente (senza peraltro scadere nel mimetismo necrofilo), giungendo, nella sequenza che chiude il primo capitolo, a uscire definitivamente dalla caricatura e a conquistare finalmente il personaggio. Più che decorose le prove femminili: se Elena Anaya sbozza una Sofia plausibilmente riottosa, Cécile de France incarna ineccepibilmente una Jeanne Schneider pronta a tutto. Ma è da Ludivine Sagnier nelle vesti di Sylvia e dalla seconda tranche del dittico che aspettiamo fuoco e fiamme. Altrimenti: colpo in bianco.

05.11.2009 NEMICO PUBBLICO N°1 –L’ora della fuga (F-Can., 2008. 130’) di Jean-François Richet. Con Vincent Cassel, Mathieu Amalric, Ludivine Sagnier . Thr/Bio

Tornato in Francia dopo anni di esilio in Canada, Mesrine si allea con un killer soprannominato 'La Portaerei' ed insieme mettono in atto una serie di rapine a mano armata. Finito nuovamente in prigione, Mesrine fa amicizia con l'astuto François ed insieme studiano con successo un piano per evadere. Il suo gesto lo renderà celebre tanto da imprimere le sue gesta in un'autobiografia. L'incontro con la nuova compagna Sylvia e la simpatia di alcuni estremisti politici di sinistra daranno poi un'ulteriore svolta alla sua esistenza. Ma la polizia francese e alcuni suoi vecchi 'amici' hanno ancora dei conti in sospeso con lui... 

12.11.2009 RACCONTI DELL'ETÀ DELL'ORO (Romania, 2009. 100’) di Ioana Uricaru, Hanno Höfer, Razvan Marculescu, Constantin Popescu, Cristian Mungiu. Com./St.

Brevi storie per raccontare, con umorismo, gli anni della dittatura e del regime comunista in Romania. Romani, rom, rumeni... stessa matrice, stessa lingua d'origine. Tanto che il regista Cristian Mungiu, Palma d'oro 2007, si è ispirato alla commedia italiana anni '60-'70 per il film collettivo, cinque episodi, 'I racconti dell'età d'oro'. L'idea nasce in risposta alla critica di una diciottenne al vincitore di Cannes, '4 mesi, 3 settimane, 2 giorni' (plumbea storia di aborto e sensi di colpa) in quanto film «da festival» e si propone come opera dall'anima popolare, prodotto e scritto dallo stesso Mungiu, che dirige uno dei corti insieme a Uricaru, Hoffer, Marculescu e Popescu. Sono le leggende metropolitane dell'era Ceausescu, surreali ma non troppo, distillato dell'humor di massa, antidoto alla rigida e insensata disciplina di partito. “Film magico, divertente, amaro, attori geniali, storie drammatiche e ridicole di come le dittature asserviscono e zittiscono interi popoli." (Natalia Aspesi, la Repubblica). 

19.11.2009 QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA (F-I, 2009. 84’) di Jacques Rivette. Con Sergio Castellitto, Jane Birkin, André Marcon.Com/Dr.

Proprio alla vigilia dell'inizio della tournée estiva, il proprietario di un circo viene a mancare. Nonostante tutto gli artisti decidono di proseguire lo stesso con il programma fissato e chiedono alla figlia del defunto direttore, Kate, di prendere lei in mano la direzione del circo. Kate è lontana dal mondo circense da oltre quindici anni ed ha una sua attività ben avviata, però accetta di unirsi a loro. Tuttavia, non sarà solo Kate il nuovo elemento della troupe. Infatti, a loro si unirà anche Vittorio, un italiano appassionato del circo che non solo riuscirà ad entrare nel palinsesto dello spettacolo ma anche a fare breccia nel mondo segreto di Kate... 

26.11.2009 IL MONDO DI HORTEN (Nor-RFT-F, 2007. 90’) di Bent Hamer. Con Bård Owe, Espen Skjønberg, Ghita Nørby..Dr.

Nel momento in cui il treno lascia la stazione senza che alla guida ci sia lui, Odd Horten capisce di stare cominciando un lungo viaggio senza tabelle orarie da rispettare e senza stazioni già conosciute. Horten è in pensione e la banchina per lui non è più un luogo sicuro e familiare. Con la morte come metafora, il film dipinge il ritratto malinconico, ma anche arguto, di un uomo che si trova a vivere situazioni in cui possiamo riconoscerci nonostante siano diverse dalla nostra. "Il film norvegese eccentrico, piacevole, intelligente, ben recitato e ben diretto, ha un umorismo, una sensibilità rara, e non si prende gioco dei vecchi." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa'). 

01.12.2009 BAARÌA (F-I, 2009. 150’) di Giuseppe Tornatore. Con Francesco Scianna, Margareth Madè, Ángela Molina,Lina Sastri,Salvo Ficarra,Valentino Picone..Dr.

Le vicende di una famiglia siciliana, raccontate attraverso tre generazioni - dal capostipite Ciccio, al figlio Peppino, al nipote Pietro - e 50 anni di Storia italiana. Nella provincia di Palermo, durante il Ventennio fascista, Cicco, un modesto pecoraio, coltiva la passione per i libri e i poemi cavallereschi. Nel dopoguerra, mentre il paese versa nella fame e nella miseria, suo figlio Peppino scopre che il mondo è pieno di ingiustizie e, diventato un fervente comunista, si impegna a tempo pieno nella politica. Per questo, quando incontra Sarina e si innamora di lei, la loro unione viene osteggiata da tutti. Ma a volte la volontà e l'amore riescono a superare ogni ostacolo... 

10.12.2009 LA DOPPIA ORA (Italia, 2009. 95’) di Giuseppe Capotondi. Con Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Antonia Truppo. Dr/Thriller

Sonia, una ragazza di origine slovena che lavora come cameriera in un hotel, e Guido, un ex poliziotto custode di una villa, si conoscono durante una seduta di 'speed date'. L'attrazione è subito molto forte e i due iniziano a frequentarsi, ma quando la storia comincia a trasformarsi in qualcosa di importante Guido muore. Sonia entra così in un vortice di disperazione dove tutto è diverso da ciò che sembra e persino lei inizia a dubitare di se stessa. Ma il destino ha in serbo per lei una seconda occasione.

17.12.2009 BASTA CHE FUNZIONI ( USA, 2009. 92’) di Woody Allen Con Larry David, Evan Rachel, Patricia Clarkson. Comm/Rom.

Boris Yellnikoff, misantropo e brontolone, trascorre le sue giornate sproloquiando sull'inutilità del tutto, l'insignificanza delle aspirazioni umane e il caos totale dell'universo. Ma Boris non è sempre stato così. Ex professore alla Columbia University (autoproclamatosi genio candidato al premio Nobel per la Meccanica Quantistica), Boris era sposato con l'affascinante e ricca Jessica, e viveva in un lussuoso appartamento nei quartieri alti di New York. Poi tutto è cambiato a causa della sua perenne disperazione e si è ritrovato a vivere nei quartieri bassi e con un divorzio alle spalle. Una notte, Boris incontra Melody St. Ann Celestine, una ragazza originaria del Mississippi, in fuga e in cerca di un riparo. Boris la accoglie in casa e da quel momento la sua vita subisce un'ulteriore cambiamento. La fortuna e la felicità sembrano finalmente sorridergli di nuovo, ma poi i genitori di Melody giungono a New York. Il loro arrivo scatenerà un gorgo di imprevisti intrighi sentimentali il cui esito renderà consapevoli tutti i protagonisti del fatto che in amore non ci sono regole e che tutti dovrebbero imparare ad essere aperti, flessibili e realisti e che per quanto stravagante o straordinaria possa sembrare una relazione, è quel che serve per andare avanti nella vita.

Spettacolo unico ore 21.00 Ingresso € 3,00



Per maggiori informazioni:
www.cinemambra.it
info@cinemambra.it



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