Cronotabella Milano-Sanremo

2009: La competizione ciclistica compie 100 anni

mercoledì 11 marzo 2009

La Milano-Sanremo inaugura, da sempre, la stagione ciclistica in avvio di primavera, partendo dal freddo di Milano - talvolta in uno scenario innevato - per raggiungere la Riviera dei Fiori e trovare i colori della nuova stagione.
La "Classicissima di Primavera" è una corsa ciclistica che, con i suoi 290 km di percorso, si colloca fra le corse più lunghe della durata di un singolo giorno. La corsa è ufficialmente una delle prove del circuito internazionale UCI ProTour ed è senza dubbio la più famosa e importante competizione ciclistica che si svolge in Italia.
Il percorso della Milano-Sanremo viene leggermente modificato di anno in anno: spettacolari sono i tratti finali del percorso quando i ciclisti attraversano la Riviera, molto vicini al mare.

L’ultimo ad arrivare da solo sul traguardo di Sanremo, dopo un’azione di forza sul Poggio, è stato Giorgio Furlan nel 1994. Poi o sono state volate, più o meno ristrette, o rasoiate nel finale, come quelle dell’ucraino-belga Tchmil nel 1999 e dello svizzero Cancellara l’anno scorso sul nuovo arrivo in lungomare Italo Calvino.


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Percorso Milano-Sanremo

La lista dei possibili vincitori:

Cancellara - Vincitore 2008PETACCHI
Più -Sta andando fortissimo, e ha impressionato per la tenuta in salita. L’esperienza, poi, non gli manca: sarà alla 12ª Classicissima.
Meno - Potrebbe ritrovarsi con le gambe dure nel finale se venisse attaccato a fondo già sulla salita delle Manie, a 90 km dall’arrivo.
BENNATI
Più - Ha cominciato benissimo la stagione: nessun guaio fisico, subito quattro vittorie, molto convincente in salita.
Meno - E’ il suo primo, vero assalto a una corsa così importante, e questo potrebbe condizionarlo nella gestione del finale.
BOONEN
Più - Più magro degli ultimi anni, anche il belga ha mostrato un ottimo rendimento in salita. E non ci sarà il dualismo con Bettini.
Meno - Per natura, sente di più le "sue" classiche del Nord e in volata, se dovrà vedersela con Petacchi, ha una punta di velocità inferiore.
POZZATO
Più - L’ultimo re italiano è il più veloce degli attaccanti, in caso di volata ristretta, e può risolvere la corsa con una sparata alla Cancellara.
Meno - Con due velocisti come McEwen e Napolitano in squadra, non ha i compagni tutti per lui come hanno invece Petacchi e Boonen.
SCARPONI
Più - Il morale è a mille, e nella Corsa dei Due Mari ha dimostrato di essere molto esplosivo in salita. Farà sicuramente corsa dura.
Meno - Non ha esperienza nella Classicissima ed è obbligato a giocarsi le carte su Cipressa e Poggio. Si divide i gradi con Rebellin.
LORENZETTO
Più - Il velocista della Lampre sta disputando un ottimo inizio di stagione e in salita va forte. Senza Ballan e Cunego, sarà leader unico.
Meno - Gestire la pressione psicologica di una gara come questa non è facile. E dopo 300 km è meno veloce di Petacchi e Bennati.
REBELLIN
Più - Come Petacchi, disputerà sabato la 12ª Classicissima: ne conosce ogni segreto. Può attaccare anche sulla Cipressa, e ha una squadra forte.
Meno - Ha un solo modo per vincere: staccare tutti in salita o ritrovarsi in una volata ristretta con avversari meno veloci di lui.
SANCHEZ
Più - Il modo in cui ha staccato Contador e conquistato la corsa francese è significativo dello stato di forma. Non ha nulla da perdere.
Meno - L’esperienza, in una gara di fondo e di astuzia come questa, è fondamentale. Per tenere le posizioni nel finale ci vuole coraggio.
HUSHOVD
Più - Negli ultimi giorni il velocista norvegese ha provato più volte il finale, anche con Armstrong. Non ha paura e ama le classiche dure.
Meno - La sua Cervelo è forte, l’ha dimostrato anche alla Tirreno, ma gestire il finale di una corsa come la Classicissima è impegnativo.
SY. CHAVANEL
Più - Corridore di esperienza, vincente sul pavé e nelle classiche impegnative, può attaccare anche da lontano. Ed è veloce.
Meno - E’ nella stessa squadra di Boonen e dell’altro velocista australiano Allan Davis (2° nel 2007) e questo può condizionarlo.

 

Il gruppo sulla Riviera Ligure Il gruppo sulla Riviera Ligure

Alcune delle Sanremo più affascinanti della storia

1909 - Ganna coglie la prima vittoria italiana dopo una fuga solitaria di 100 chilometri e un favoloso duello col grande Emile Georget. Vince con 3' su Georget, 18' su Cuniolo e Van Hauwaert, 21' su Gerbi, 22' su Faber, 26' su Galetti. Un ordine d’arrivo regale.

1910 - Christophe solo nella più terribile Sanremo della storia. I corridori attraversano la tormenta di neve. Nella discesa del Turchino la neve è alta 25 cm. Arrivano solo in 7 al traguardo, ma solo 4 vengono classificati. Christophe precede Cocchi di oltre un’ora. Poi arriva Marchese e a oltre due ore Sala.

1918 - Girardengo solo dopo 200 chilometri di fuga con la pioggia e il fango. Attacca a Rivalta Scrivia, scollina solo sul Turchino. A Voltri ha 7' su Belloni, l'unico che gli resiste. Vince con 13' su Belloni, un'ora su Agostoni, un'ora e 37' su Corlaita.

1929 - Alfredo Binda solo dopo una fuga solitaria di 115 chilometri. Migliora la media-record, volando a 31,628 km/h. Binda stacca Frascarelli di 8'30" e Caimmi di 21'30".

1946 - Fausto Coppi vince la Sanremo della rinascita con un assolo di 147 chilometri. Un'apparizione folgorante. Coppi, dopo due anni di prigionia in Africa, allunga sul Turchino e fugge imprendibile. La gente, provata dalla guerra, ritrova il sogno. Coppi vince con 14' sul francese Teisseire e 18'30" su Ricci e Bartali.

1947 - Bartali giunge solo dopo una rimonta che distrugge il sogno di Cecchi, Lo Scopino di Monsummano. A Savona Gino ha 9'30" di ritardo. Si scatena e stacca i compagni. Insegue solo. A 22 chilometri dal traguardo piomba su Cecchi e lo lascia. Vince con 3'57" su Cecchi e 9' sui fratelli Maggini, Bailo, Bizzi, Magni, Ortelli.

1970 - Dancelli, splendido corsaro, arriva solo e spezza l’incantesimo: erano 17 anni, da Loretto Petrucci, che gli italiani non vincevano. Dancelli sorprende gli assi con un attacco da lontano. Vince con 1'39" su Karstens, Leman, Zilioli, Godefroot, ottavo è Merckx.

1974 - Gimondi vince con la maglia di campione del mondo. Fa la selezione a San Lorenzo al Mare. Resta solo a 14 chilometri dal traguardo che percorre come un refolo di vento glorioso. S’impone con 1'53" su Leman, De Vlaeminck, Bitossi.

1976 - Merckx, ormai sul viale del tramonto, risorge con una torsione stupefacente, vince la sua settima Sanremo, battendo il record di Girardengo. Ai piedi del Poggio allunga. Solo Vandenbroucke riesce a riportarsi sotto. Merckx batte allo sprint il connazionale, poi squalificato perché positivo. E’ primo con 28" su Panizza.

1983 - Saronni arriva solo in maglia iridata. Moser frantuma il gruppo nella discesa della Cipressa. In cima al Poggio, con uno scatto felino, Saronni si libera dei compagni di fuga e s’impone con 44" su Bontempi, Raas, Vanderaerden, Kelly.

1984 - Moser, a due mesi dal record dell’ora di Città del Messico, scatta nella discesa del Poggio. Con una picchiata da falco arriva solo con 20" su Kelly, Vanderaerden, Rosola.

2001 - Zabel s’impone allo sprint e fa poker. La volata è selvaggia, rotta da una caduta rovinosa, ma Zabel galleggia davanti e riesce a tenere a bada Cipollini, il campione del mondo Vainsteins, Conte e Bettini.

2002 - Cipollini trova la vittoria al quattordicesimo tentativo. Primo, nettamente, davanti allo statunitense Rodriguez, a Markus Zberg, Planckaert e Freire.

Fonte: Gazzetta.it



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