Stemma di Diano Marina

Diano Marina

In provincia di Imperia


 

Info Diano Marina

Diano Marina è una città moderna, ricostruita dopo il terremoto del 1887 e dotata di ampi viali sui piani dell’architetto Giacomo Pisani. Vi si arriva con l’autostrada Genova- Ventimiglia (casello S.Bartolomeo al Mare), con treni e pullman, dagli aeroporti di Nizza e Villanova d’Albenga. Il Golfo dianese (sedimenti del Quaternario) è protetto dai Capi Berta e Cervo, in un tratto di circa 3 km; a nord Pizzo o Torre d’Evigno. Stupende le spiagge, ottimo il clima: i venti si scaldano per compressione superando i monti e scendendo al mare (ottobre e maggio con temperature elevate e piogge scarse). Molti giorni di bel tempo con medie invernali tra i 10 e i 23 gradi (mesi freddi dicembre e gennaio; piogge in ottobre e aprile) e mare calmo. I lungomare Trieste e Italia sono ideali per le passeggiate, ma anche per i giochi dei bimbi, paralleli alle spiagge: dal molo (fondali profondi) al Lidi Sant’Anna (sabbia finissima e bassi fondali) e Paradiso. A far da cornice giardini di palme (su tutte quella delle Canarie con fusto grande e tozzo), agavi, vegetazione mediterranea ed esotica. Il porticciolo per imbarcazioni leggere (fondali da 0,7m a 4,8m), due i moli: a levante (300m) e ponente (110m), entrambi dotati di ancoraggi e servizi come acqua ed energia elettrica. Ci sono due pontili galleggianti (70m). Il porticciolo è dotato di circa 330 posti barca e di molti servizi come carburante, ormeggio, guardianaggio, antincendio, ritiro rifiuti, officina meccanica e riparazioni. E’ in corso di sistemazione il Museo Civico (Palazzo del Parco) che custodisce documentazioni e reperti sulla storia della cittadina. Verso l’entroterra si incontra la piana con serre, ulivi e viti, coltivazioni di agrumi, fichi, pesche, albicocche e cachi. E oltre le frazioni di Diano Calderina, Diano Serreta, Diano Gorleri che offrono viste panormiche sul Golfo e sulle Alpi liguri. Per chi ama lo sport, c’è solo l’imbarazzo della scelta: attività sportive (beach volley, spinning, surf, windsurf), lezioni di ginnastica in acqua, escursioni in mare (barca a vela), minigolf, giochi per bambini e il "bowling". E ancora il Centro sportivo polivalente "Prato Fiorito" con campi da tennis (ben tre), da calcio (Golfodianese in Promozione), da bocce (coperti e scoperti). Infine, al Molo delle Tartarughe, il "Palavela" che ospita manifestazioni (anche sportive) e spettacoli.

STORIA DI DIANO MARINA. Il primo insediamento risale all’Età del Ferro come testimoniano i reperti umani cremati, forse abitata era la zona paludosa detta delle Anguille. Abitata dai Liguri (dal 600 a.C. con la fondazione greca di Marsiglia), subì le invasioni celtiche. Nel 241 a.C., la conquista romana con l’insediamento del "Locus Bormani", area dedicata al culto del dio dell’acqua e delle sorgenti Borman e alla sua compagna Bormana (Apollo e Diana). Confermano la dedica le numerose sorgenti e le fontane antiche (come quelle del Varcavello o del Melo sulla strada dei Mulini. Quest’ultima fu individuata nel 1967: occupa una superficie di circa 9 metri quadri con una cisterna profonda oltre 2 metri. L’apertura è collocata sotto un archivolto tondo). Augusto riordinò le strade (25-9 a.C.): nel 13 a.C. toccò alla Julia Augusta con miglioramento della discesa a "Lucus Bormani", diventato stazione di sosta e "Pagus Dianius". Città di mare, divenne porto importante, come dimostrano i relitti navali. Nel 1975 fu scoperta una nave a circa 40 metri di profondità a un miglio dalla costa dianese: lunga 30 metri e larga ben 6, con 14 "zini" di terracotta (oblunghi, sferici e sferici piccoli) per il trasporto del mosto e un migliaio di anfore per vino da tavola. I bolli recavano i nomi dei commerciati ("Felix Pacat, Hilarus M.P., Ciprianus Primus..."). E’ la prima nave cisterna dell’antichità conosciuta per il trasporto del vino: oggetti di bordo la riportano al I secolo. Subì invasioni (V secolo) che portarono gli abitanti verso Diano Castello. Intanto sul territorio presero a predicare i Santi Dalmazzo, Siro, Marcellino, Calimero. Di seguito scorrerie saracene. Nel 967 il Comitato di Albenga entrò nella Marca di Torino. Alla fine del XII secolo, i Marchesi di Clavesana (Bonifacio I e il fratello Ottone) dominano su Diano Marina che ebbe propri consoli nel 1172. Fu coinvolta nelle guerre contro Genova fino al definitivo acquisto nel 1228. Da segnalare il decisivo apporto di una galea dianese nella battaglia della Meloria (1284). Nel ‘500, Diano Marina è descritta come di "un’abitazione di circa sessanta fuochi, nominata la marina di Diano", base commerciale per il commerci dell’olio e piccolo borgo di pescatori. Si succedono guerre tra Genova e Savoia, conflitti di successione, campagne napoleoniche. Nel 1787 Diano Marina divenne capoluogo del Cantone delle Mele con giurisdizione sino ad Alassio. Nel 1815 entrò nel Regno di Sardegna e nel 1860 torna Capoluogo di Mandamento. Il terremoto del 1887 distrusse quasi completamente Diano Marina (190 morti e 102 feriti). Nel 1891 la popolazione di Diano Marina si attestava sulle 2246 abitanti, poco più di un secolo più tardi superava i 7000. Vi nacquero personaggi famosi come il "provenzale" Alberto Quaglia, Angiolo Silvio Novaro (1868), poeta d’ispirazione pascoliana che compose liriche famose come "Il fabbro armonioso" (1919) dedicata al figlio caduto nella Prima guerra mondiale, poesie e novelle ("Giovanni Ruta", "La casa del Signore"); Agostino Novaro (1837) fondatore della casa olearia "P.Sasso e figli" e della rivista "Riviera ligure", diretta da Mario Novaro dal 1899 al 1919 con cui collaborarono Pascoli e Pirandello. Di Diano Marina, era lo stesso Mario Novaro (1868), scrittore, poeta e saggista, curò le edizioni del Boine.

CHIESE E RESTI ANTICHI A DIANO MARINA. Resti dell’Età del Bronzo e della tarda romanità sono emersi fra l’Ospedale e il Palazzo Comunale (tratto di due km circa), dall’Età del Ferro al Medioevo intorno alla Chiesa di S.Nazario e a monte alla Chiesa di S.Siro. Poi strati di età imperiale e tardo romana sotto i quali sono state recuperate anfore con chiara la lettera "D". La Chiesa romanica di Ss.Nazario e Celso (XIII secolo) è sconsacrata e inserita in centrale idrica: un’unica navata e monofore tardo-romaniche. Rimane la parte alta dei fianchi, non quella anteriore. L’abside semicircolare (emersa negli scavi degli anni ’50) è più antica di età bizantino-longobarda o altomedioevale, edificata su un grande edificio di età imperiale con un basamento a reseghe multiple, in conci di piccole dimensioni attribuibile a età romana-bizantina o al VI-VII secolo. Poche, invece, le tracce della Chiesa di S.Siro sempre su rovine romane. L’originale Chiesa dovrebbe collocarsi presso un rudere accanto ai resti di quella attualmente riconosciuta (forse era un palazzo dei Cesari o un tempio di Diana). Gli studiosi attestano la struttura seguente al XI-XII secolo passata con il territorio circostante ai Cavalieri di S.Giovanni di Gerusalemme che la diedero alla famiglia Rodini. All’inizio del XVII secolo era in rovina, ne fu realizzata un’altra, oggi adibita a casa colonica. A queste Chiese va affiancato il Santuario della Madonna delle Rovere tra Diano e Cervo: tutte e tre distano un miglio l’una dall’altra, creando un perimetro triangolare che racchiude probabilmente il Lucus Bormani. Nel 1956 un restauro portò alla scoperta di tre tombe precendenti al Santuario su un’area che conserva frammenti del II-III secolo. Altre tombe non oltre il periodo bizantino o altomedioevale. Entra nella storia nel 1505 con la separazione da S.Giorgio di Cervo, celebrata dal Vescovo di Albenga. Il restauro (1956) ha mascherato il campanile seicentesco e decorazioni barocche policrome. La pianta è a croce latina con abside poligonale a tre navate (ridipinte nel XIX secolo) separate da quattro pilastri. Sul fondo dell’abside l’ancona della Vergine (tavola del 1578); dietro la scala del campanile arco a tutto sesto e mensole laterali del ‘400. Prima era una piccola cappella (impianto del ‘500, una navata con transetto a croce latina), fu ampliata (1579) e risistemata con forme barocche e pilastri quadrati a fasciare colonne ottagonali per via della volta più alta (1646-1647). Il portale rinascimentale è del 1553, in origine il campanile del 1602 era esterno, la facciata neoclassica risale al 1810. Al Santuario sono legate fatti eccezionali: la figura della Madonna in legno venne realizzata in seguito all’apparizione a un contadino di Andora; un altro piccolo dipinto in legno è incrinato a metà: una parte era sparita e solo grazie alle preghiere fu ritrovata sulla spiaggia di Cervo; il Crocifisso si è "saldato" nella Chiesa dopo una sosta di pellegrini francesi al Santuario della Madonna di Mondovì: al momento di partire non riuscirono a smuoverlo e Cristo disse "Dove sta la Madre, può stare anche il Figlio" e così fu, mentre il Cristo rimane ancora oggi con le labbra socchiuse. Della Parrocchiale di S.Antonio Abate si parla già nel 1259, ma diventa indipendente solo nel 1469. Fu ricostruita nel 1865 e si erge su una chiesa barocca di cui conserva il pulpito (1596), altar maggiore e tabernacolo in marmo (1506). Presenta tre navate e colonne; conserva un polittico del Casanova (XVI secolo), tele di scuola ligure tra cui "Morte di S.Giuseppe" di Luca Cambiaso, "Deposizione" di Giovanni Battista Casone (1609-1681), "Santa Elisabetta" di Giovanni Agostino Ratti (1699-1775). A occidente, il Forte e la Torre di S.Erasmo erano conosciuti dai Sabaudi come S.Elmo. Era probabilmente originaria la Torre circolare inclusa nel nuovo forte (1836), poi villa (la torre divenne una sala); della Chiesa restano poche tracce nel terreno. Al confine con Oneglia , si trova la Porta Bellina (1601). Si ritiene fosse utilizzata per mettere alla "berlina" i condannati e un documento del periodo la descrive come "porta murata con pietre senza calcina". Nel punto più alto di Capo Berta si staglia la Torre dell’Alpicella (XIV secolo) con funzione di avvistamento: pianta circolare con muratura in pietra grezza e copertura tronco-conica. Curiosa la porta sopraelevata al terreno, tipica delle fortificazioni. All’estremità orientale di Diano Marina, direttamente sulla spiaggia, sorgeva il Bastione sulla riva destra del torrente S.Pietro: fu sconfitto e distrutto dall’erosione marina prima del 1840. In origine era a pianta di ottagono irregolare con uno sperone avanzato verso il mare.

CULTURA A DIANO MARINA. Diano Marina non dimentica la cultura: la sala mostre e convegni di Palazzo del Parco, sede anche di un info-point turistico, accoglie per quasi tutto l'anno le opere di pittori, scultori ed artisti di ogni genere. Nella stessa sala si svolgono anche numerose manifestazioni culturali quali: "lezioni di concerto", "incontri di letteratura", "immagini dal mondo", "incontri di archeologia" e poi convegni, dibattiti culturali, presentazioni di libri e molto altro ancora. Il palazzo è sede anche della biblioteca civica Angiolo Silvio Novaro, aperta al pubblico nel 1972 e interamente restaurata nel 2001 (orario estivo: da lunedì a sabato 9.00/13.00; orario invernale: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30). Insieme ai residenti, anche i turisti possono accedere alla consultazione dei numerosi volumi, dei quotidiani e dei periodici, navigare su internet da una delle postazioni informatiche e usufruire del comodo servizio di prestito (per accedere a quest'ultimo servizio occorre esibire un documento di identità). Al secondo piano del Palazzo del Parco ha sede il Museo Civico, recentemente riaperto dopo la realizzazione di un nuovo interessante allestimento ad opera dell'amministrazione comunale e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria. Il Museo si articola in tre Sezioni: Archeologica, Risorgimentale e Mineralogica.
La Sezione Archeologica sviluppa il suo percorso espositivo attraverso dieci sale, di cui una multimediale, ripercorrendo cronologicamente le varie fasi della frequentazione umana individuate nel territorio compreso tra Capo Berta e Capo Cervo, che dall’età del bronzo antico giungono sino alla tarda antichità e alle prime invasioni barbariche, che provocarono l’abbandono dell’insediamento costiero e l’arroccamento sul “Castello di Diano” corrispondente all’attuale Diano Castello. Nella Sezione Archeologica vi sono oltre 500 reperti tra fossili, ceramiche, anfore, metalli, vetri, ossa, monete ed epigrafi, calchi e grandi ricostruzioni grafiche e fotografiche.
La Sezione Risorgimentale espone oggetti e cimeli appartenuti al dianese Andrea Rossi, il “Pilota dei Mille”, a cui la sala è intitolata, e al generale Nicola Ardoino, combattente risorgimentale che diede anche un importante contributo alla libertà della Spagna durante il regno della regina Isabella la Cattolica. Nella sala sono visibili bandiere, divise (tra cui quella celebre dei garibaldini), medaglie, armi, documenti (lettere, diplomi ecc.), nonché la famosa “lanterna” donata da Garibaldi alla figlia del Rossi ed utilizzata dall’“eroe dei due mondi” nella discesa dell’Aspromonte.
La Sezione Mineralogica espone una parte della collezione della famiglia De Cavero acquisita nel 1960 dal Comune di Diano Marina; i numerosi esemplari (piriti, gessi, calciti, salgemme, limoniti, ametiste, lapislazzuli, quarzi, galene ecc.), per un totale di 250 pezzi, provengono da diverse località liguri e italiane e da alcuni stati esteri, Brasile, Uruguay, Madagascar e Sud Africa. Nell’atrio del Palazzo è esposta in due vetrine una prima scelta dei materiali più significativi.

DIANO MARINA: DAL MARE ALLA COLLINA. Le valli di Diano sono solcate dai torrenti S.Pietro e Cervo e da rii minori originati dalla dorsale Pizzo d’Evigno-Pizzo Aguzzo. La ricca vegetazione è favorita dal territorio: spazi brevi verso la montagna e valli con zone secche, umide, soleggiate. Sono comuni pini marittimi e d’Aleppo, corbezzolo, roverella, bosso, orniello, carpino nero e leccio sul litorale. Poi ginestra, euforbia, oleastro, carrubo, mirto, lentisco, erica, valeriana rossa, bocca di leone, viola, narciso, spadacciola e orchidee, ofridi (Ophrys opifera, Ophrys lutea). E ancora le erbe da cucina (timo, origano, ginepro, rosmarino, malva, alloro) e gli alberi da frutto (mandorli, ciliegi, peschi, limoni, aranci). Nell’entroterra, fauna selvatica, numerosi uccelli (come assioli, fringuelli, merli) tra cui rapaci (poiane, gheppi). Tra gli uccelli marini dominano il gabbiano comune, quello reale e quello corallino, berte e sule e, alle foci dei torrenti, martin pescatore e cavaliere d’Italia, ballerina, garzetto e aironi. L’ambiente marino è caratterizzato da orate, spigole, muggini, triglie, sardine, acciughe, naselli e dentici; al largo passaggi di delfini e capodogli e anche qualche innocuo squalo.

ITINERARI A DIANO MARINA. Seguendo un percorso a gradoni, si raggiunge Capo Berta e, lungo il crinale, fino ai borghi di Diano Gorleri (nucleo di Cà de Bergi, distrutto dai Saraceni; bella la parrocchiale del ‘700), Diano Serreta (Chiesa di Sant’Anna) e Diano Calderina con la Parrocchia di S.Giacomo con oratorio che conservava polittico di "S.Giacomo e i Santi", attribuito al Pancalino (1525-1578), spostato all’Istituto Divin Maestro. A ponente del torrente Varcavello e poi a sud, si arriva all’imbocco della galleria di Capo Berta, in piano all’ex fortezza di S.Erasmo e alla Porta Bellina (le case dei contadini erano probabilmente posti di guardia sulla strada per la "Casa rossa"), attraversando una località franosa detta "gli Scaglioni". Nei pressi della galleria un sentiero conduce alla Cava dei Maistandi. Oltre la parrocchiale c’è il bivio per Diano S.Pietro e Castello. Diano S.Pietro è un tipico nucleo agricolo con due borghi distinti: il primo a monte, l’altro accanto al torrente dove si colloca la Parrocchiale primitiva cristiana. Dal Mille, la comunità fu a capo dell’organizzazione religiosa della Valle, poi perse il primato quando il Vescovo Adalberto di Albenga, su richiesta dei Clavesana, spostò la potestà alla Chiesa di S.Nicolò di Diano Castello. A S.Pietro rimase, nelle vigilie di Pasqua e Pentecoste, la cerimonia della benedizione dell’acqua santa, alla quale dovevano presenziare anche le altre autorità. Fu demolita (1784) e venne realizzata l’attuale barocca: in parte sistemata nel Battistero originale (ottagono completo, mentre oggi ha solo 4 lati ed è addossato al tempio). Da vedere il pulpito in marmo (XVI secolo). Anche Diano Arentino ha due borghi ravvicinati: fu luogo cruciale per l’Alta valle di Diano come dimostrano edifici e dimensioni. A Diano Borello spicca la Chiesa di S.Michele con il sagrato in ciottoli. L’aspetto e la pianta sono medioevali, l’interno ha tre navate con colonne; capitelli in pietra scura e portale (XIV secolo). La fonte battesimale risale al XII-XIII secolo, conserva trittico di Antonio Brea (1516) con "S.Michele e i Santi". Più avanti la Cappella di S.Sebastiano (tetto a capanna, archi bassi e rotondi, panca di pietra e portico antistante con sedili) e Diano Castello, fortificata con pianta ovoidale: restano segni del Castello (XI Secolo), le porte d’accesso (Marina, Borgo, S.Pietro, Mercato), resti di cinta e torre quadrangolare in conci di pietra regolari (in via delle Torri). Da vedere le Chiese di S.Giovanni Battista (due delle tre abside semicircolari, finestre ad arco; oggi ha un’ampia navata), di Santa Maria Assunta (romanica in blocchetti di arenaria, facciata altissima, affreschi del XV secolo e due polittici liguri del XVI secolo), di S.Nicolò (colleggiata nel 1123. L’attuale aspetto è barocco con un Crocifisso del Maragliano del 1719, un coro ligneo del 1749), il Convento francescano (1741) con la Chiesa di Santa Maria degli Angeli (XVI secolo) e l’Oratorio di S.Bernardino.

MANIFESTAZIONI, TRADIZIONI, MERCATI E PRODOTTI A DIANO MARINA. Nella stagione estiva l'atmosfera frizzante delle giornate al mare si potrae fino a tarda sera e l'allegria della spiaggia si trasferisce nei tantissimi locali o in piazza dove ogni sera, in un ricchissimo calendario che da giugno arriva fino a settembre, si susseguono gli spettacoli più vari. Le manifestazioni musicali e teatrali spaziano dal jazz al revival '70-'80, dal folk al blues, dalla disco musi alla lirica, dal cabaret al balletto, allo spettacolo di burattini, in un susseguirsi strepitoso di eventi. Gli appuntamenti tradizionali di Diano Marina sono quelli con il Carnevale (dal 1966), con la sfilata per le strade dei carri bardati e di migliaia di persone in costume, con l’accompagnamento della banda folkloristica. A giugno, la cittadina si raccoglie nella celebrazione del "Corpus domini" con la coreografica "Infiorata": per le vie della città, squadre di decoratori si cimentano di notte in composizioni colorate e magnifiche forme geometriche intrecciate, fatte di petali di fiori sulle quali passerà la processione, il giorno dopo. Per ferragosto, invece, tocca ai lumini sul mare. Ogni settimana, precisamente al martedì, si tiene il mercato nella zona centrale di corso Roma. Vi si trova di tutto dall’abbigliamento alla pelletteria, dai prodotti per la casa alla profumeria, dalla gastronomia ai prodotti tipici e artigianali. Da sempre il territorio è stato favorevole all’allevamento e all’agricoltura regolati nei "Capitula della Comunitas Diani" (1363) che individuano anche la figura del "mercatores olei". L’olivo fu introdotto dai Benedettini (XI secolo) e per la sua coltivazione furono concesse esenzioni sul mercato genovese (XIV secolo): all’inizio del ‘500 Diano era il distretto olivicolo più importante della Liguria come sottolinea A.Giustiniani (1530) che descrive Diano come "famosa per la bontà e la quantità dell’olio, quale in quella nasce abbondantissimamente, talché molte fiale gionge a diciotto e vintimilla barrili". Olio e vino con il "vermentino" a farla da padrone, ideale anche come aperitivo con la "sardenaira" o la "piscialandrea", con pesce e primi piatti (trofie).

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Mercati/mercatini a Diano Marina

  • Merci varie (220 banchi)
    Dove: Corso Roma - Corso Europa Piazza Papa Giovanni XXlll
    Quando: Martedì (orario: 08.00 / 13.00 periodo invernale 08.00 / 14.00 periodo estivo)
    Organizzatore: Categoria Ambulanti - Comune tel. 0183 490268 - fax 0183 493048
  • Artigianato (15 banchi)
    Dove: Passeggiata a mare porticciolo turistico
    Quando: Dal 14 Giugno al 15 Settembre (orario: 20.00 / 24.00)
    Organizzatore: Associazione percorsi creativi tel. cell. 333 1505674
  • Collezionismo, Antiquariato (100 banchi)
    Dove: Villa Scarsella
    Quando: Tutte le prime domeniche di ogni mese (orario: 08.00/20.00)
    Organizzatore: Ass.Culturale "La Luna" Sig.Coppero tel.338 3228503

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Foto di Diano Marina
Panoramica di Diano Marina - Foto F.Trunzo
Il mare con la città di Diano Marina - Foto F.Trunzo
La passeggiata di Diano Marina con il campanile della Chiesa di Sant'Antonio - Foto F.Trunzo
Passeggiata di Diano Marina - Foto F.Trunzo
Passeggiata di Diano Marina - Foto F.Trunzo
Monumento ai Caduti del Mare sulla passeggiata di Diano Marina - Foto F.Trunzo
L'aquila del monumento ai caduti sulla passeggiata di Diano Marina - Foto F.Trunzo
La chiesa sul lungomare con il globo terrestre rivestito di tessere multicolori - Foto F.Trunzo
Chiesa di Sant'Antonio Diano Marina - Foto F.Trunzo
Il Palazzo del Parco di Diano Marina
Il porticciolo di Diano Marina - Foto F.Trunzo
Sulla spiaggia di Diano Marina - Foto F.Trunzo
Il mare di Diano Marina - Foto F.Trunzo
Il mare di Diano Marina - Foto F.Trunzo
Il mare di Diano Marina contro gli scogli - Foto F.Trunzo
Panoramica del golfo dianese - Foto di F.Trunzo
La spiaggia di Diano Marina - Foto F.Trunzo
La spiaggia e la passeggiata di Diano Marina - Foto F.Trunzo
La spiaggia sabbiosa di Diano Marina - Foto F.Trunzo
Per le vie del centro di Diano Marina - Foto F.Trunzo
Il carnevale di Diano Marina - Foto B.Roncato

 

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