Festa dei Gunbi (o Gumbi)

24a edizione a Toirano

lunedì 28 luglio 2008

Da giovedì 7 a domenica 10 agosto a Toirano si svolgerà la 24a edizione della Festa dei Gumbi, itinerario gastronomico con piatti tipici nelle cantine del centro storico organizzato dall’associazione ”Comitato Festa dei Gumbi” con il patrocinio del Comune di Toirano.

Nel borgo medievale, nei quattro giorni di festa, a partire dalle ore 17.00 si svolgerà la mostra mercato dei prodotti agricoli e artigianali e la Festa dei frantoi. A partire dalle ore 19.00 su un percorso che si snoda tra le vie del centro storico di Toirano, si potranno degustare le specialità locali.

Dalle ore 19.30 apriranno le cucine della festa: sono tre le cene tipiche che si potranno gustare. Nella Cucina del Marchese, nel parco, il menù proposto privilegia piatti a base di carne, la Cucina delle Giaire, in zona Giaire (ponte medioevale), servirà invece specialità di pesce. Non mancherà la cucina vegetariana con gli Antichi Sapori della Braia dove trionferanno i tanti prodotti locali della terra. La “festa dei gumbi” vuole essere un momento all’insegna della buona e tipica gastronomia ligure unita alla riscoperta di un borgo caratteristico che in tale circostanza apre le sue cantine, i suoi “carruggi” e le sue piazzette ai visitatori che vogliono trascorrere una serata da buongustai.

La Cucina del Marchese farà ancora da capofila al percorso gastronomico offrendo una vasta scelta di piatti a base di carni particolari, cucinate con i gusti tradizionali, lumache alla ligure, agnellone e cinghiale stufati, asino con fagioli, carni alla piastra, ravioli al ragù, pappardelle al sugo di lepre e la solita meraviglia dei gnocchi preparati dalle cuoche al momento. La cucina delle Giaire consentirà agli amanti del pesce di sbizzarrirsi scegliendo fra insalata di mare, fritto di calamari novelli, frittelle di novellame, spiedini di mare, gamberoni, orate e pesce spada alla piastra, oltre a penne al pesto o allo scoglio, zuppa di pesce, triangoli neri di pesce.

La cucina vegetariana della Braia proporrà in alternativa alla carne e al pesce un menu a base di trofie al pesto , pansotti al sugo di noci, maltagliati, polenta ai funghi, ravioli fritti, farinata, panizza fritta, tomini grigliati, frittelle alle erbe, torte di verdura, mele fritte con salsa di frutta, pesche ripiene al forno, pere allo zabaione e melone al porto, oltre all’ormai caratteristico e noto melone con macedonia, gelato e frutti di bosco.

Il restante percorso enogastronomico farà felice chi ama gustare prelibatezze passeggiando e curiosando fra i vicoli e potrà scegliere fra la mitica focaccia al formaggio (tipo Recco)e gli sbirulini (lunghi grissini con pancetta avvolta intorno) nel caruggio di via Braida, michettin (pasta di pane fritto), bruschette assortite (croccanti e ricoperte di gustose salse), piatto del sacrestano (con varie golosità), farinata, panizza e sangria dai ragazzi dei Fossi, verdure in pastella fritte e sangria dai ragazzi di piazza Rosciano, pesche al Pigato e fragole al Brachetto dalle signore di via Braida. In tutto il percorso si potranno gustare anche vini locali o vini DOC o soffermarsi a curiosare fra le bancarelle degli artigiani che esporranno opere del proprio ingegno confezionate sul posto.

I Gunbi

Il termine Gunbi identifica gli antichi frantoi, edifici in pietra all'interno dei quali si trovavano le macchine costituite da macine in pietra e da ingranaggi di legno di rovere. Nei frantoi ad acqua quest'ultima provocava la rotazione della ruota esterna cadendo dalle vasche di raccolta attraverso i canali artificiali. Il movimento era trasmesso all'interno a una ruota principale detta regina che lo distribuiva a ingranaggi più piccoli che permettevano a più impianti di frangitura di lavorare contemporaneamente.

La macina (möa) ruotando dentro la vasca di pietra (pilla) frangeva le olive che diventavano una pasta spremuta successivamente nella pressa a torchio. Alla prima spremitura dalla quale si otteneva l'olio più pregiato seguivano altre spremiture fino all'ultima quella dell'öiu lavàu cioè dell'olio mischiato ad acqua.

Più diffusi i gunbi a sangue, (quelli che utilizzavano come energia la forza animale, di muli soprattutto). Dotati di una pilla più piccola per la difficoltà degli animali a muovere la macina su grandi quantità di olive, spesso erano dotati di una stanga vicino al giogo cosicché il proprietario potesse aiutare l'animale con la forza delle sue braccia. A differenza di quelli a àigua posti naturalmente sulle rive dei corsi d'acqua e spesso isolati, i frantoi a spinta animale erano nei centri abitati, presso le case dei contadini proprietari.



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