lunedì 4 maggio 2009
Venerdì 15 maggio, parte la tre giorni dedicata all’Inquietudine con ospiti d’eccezione Gino Paoli e direttamente dai “Cesaroni” a Finalborgo – una splendida Eleonora Giorgi che sarà intervistata da Massimo Fini Domani partirà la tre giorni della Festa dell’Inquietudine, con iniziative e spettacoli a partire dalle 14.00 alle 23.00. Alle 14.00 a partire da Piazza Santa Caterina si svolgerà un concerto itinerante a cura di Roberto Rebufello, alle 14.45 verrà inaugurata la mostra del fotografo Gino Russo, alle 15.00 verrà inaugurato lo spazio “babyinquieti” con Mr. Gabbo, alle 15.15 presso l’Auditorium di Santa Caterina si terrà il colloquio inaugurale con Gino Paoli, cui seguirà l’incontro tra Eleonora Giorgi e Massimo Fini. A concludere la prima giornata di attività si svolgerà il concerto-spettacolo a cura di Roberta Alloisio e dell’Orchestra Bailamme. Durante le giornate di manifestazione si potrà visitare la mostra di Oliviero Toscani “Razza Umana/Italia”.
Dibattiti & Incontri
“Eros & Inquietudine” è il tema principale, per il 2009, dell’evento Dibattiti & Incontri ideato dal Circolo degli Inquieti di Savona per concorrere, con la Festa dell’Inquietudine, a celebrare e promuovere l’Inquietudine come sinonimo di conoscenza e crescita culturale. Ma che cos’è l’Eros? "Il principio di Eros è il pulsare medesimo dell’inquietudine. Eros si muove da una parte all’altra, risolve le situazioni stagnanti, come accade nelle Nozze di Figaro di Beaumarchais. L’inquietudine è quella che per gli Stoici era la passione, la perturbazione dello stato di quiete, l’incresparsi di una superficie d’acqua”. Eros è una prodotto di due nature, divina e umana, oscillante tra cielo e terra, tra sicurezza e insicurezza. Rappresenta il contrario dell'entropia, della morte, dell'eterno ritorno all'uguale. E' l'apertura all'oltre, la ricerca costante del rinnovamento di se stessi;il passaggio, lo sconfinamento da una situazione all'altra...
Note su note di Dario Caruso
IL GATTO E IL PETTIROSSO. Alla fine degli anni Sessanta Gino Paoli era già Gino Paoli.
La televisione aveva soltanto due canali, che si scambiavano gentilezze indicando l’un l’altro gli inizi della trasmissione successiva con una freccina in basso a destra del teleschermo; i personaggi come Paoli facevano il pieno di ascolti a “Canzonissima”, “Senza rete” o qualsivoglia varietà del sabato sera. Appena Gino compariva sul piccolo schermo mia nonna commentava immancabilmente: “U ghè u gattu!” con la confidenza che solo le persone di quella generazione dimostravano verso Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Mike Buongiorno e altre icone dello spettacolo; insomma verso le celebrità che diventavano di famiglia. L’appartenenza di Paoli al mondo felino è indiscutibile. Non solo per via dell’arcinota dichiarazione d’amore dedicata ad un esemplare di gatto che fa felici intere generazioni di bambini e nonni, ma anche e soprattutto per il suo essere gatto dentro (riservato, indipendente, diffidente, costantemente in amore) e fuori (baffo felino e occhio fintamente distratto).
Quando venne a ricevere la pentola sghimbescia di Inquieto dell’Anno, all’inizio del secolo, arrivava dal Festival di Sanremo di quell’anno. Quest’anno sarà ancora dei nostri per festeggiare l’Inquietudine ed il nuovo Inquieto; ma Sanremo quest’anno è stata matrigna. Quali siano i meccanismi che determinano le scelte delle canzoni e dei cantanti e degli autori e dei direttori d’orchestra e degli ospiti e dei presentatori nessuno lo sa. Potrebbe essere l’occasione, incontrandolo, per farci spiegare. Fatto sta che da quasi mezzo secolo il Ginone nazionale più inquieto della Liguria fa sentire tutti cantanti. Non c’è essere umano deambulante sull’intero stivale che non conosca almeno tre ritornelli da canticchiare sotto la doccia, sbarbandosi, passeggiando in campagna o in riva al mare (fate mente locale e provate anche voi…sono sicuro che sono almeno tre i ritornelli, anche per il più distratto). Tempo fa al ristorante, degustando un piatto di acciughe, incominciò a pensare: sapore di sale, sapore di mare, che hai sulle pinne, che hai sulle squame…. Il discografico gli disse che sì, la musica funzionava ma il testo rischia di essere stantio (si sa, il pesce se non è fresco puzza); gli consigliò di scrivere per una donna. Gino non se lo fece ripetere due volte. Da quel giorno ha fatto molto di più: ha scritto non per una ma per tutte le donne facendole sentire amate. E ogni volta che si permette un’incursione in un altro ambito è una tragedia. Da pochi mesi …apriti cielo! il Gatto ha deciso di mettere in primo piano un pettirosso e c’è stata una levata di scudi in difesa delle vittime della pedofilia, come se avesse esaltato chissà quale mostro. Pur di sollevare polverone ci si aggrappa anche ad urlare che la torre di Pisa è pendente.
In realtà Paoli nella sua canzone il mostro lo ha ucciso, morto tra le braccia della vittima. Basta leggerla. Ed ascoltarla. “Il pettirosso” è una canzone, non è un trattato di sociologia, né un tomo di psichiatria. Si parla di un amore malato. Il brano si apre con dei suoni armonici sulla chitarra che trasmettono l’idea della purezza e della cristallina ingenuità di una bambina di undici anni e mezzo che in un parco incontra un uomo di settant’anni. Quest’uomo (un flauto traverso etereo ci trasmette la sua falsa e disturbata virilità) approfitta di lei. La narrazione è cruda, scarna, neanche le rime baciate rendono poetico quell’atto di violenza morbosa. Paoli resta fedele a se stesso, non è nuovo alla trattazione di tematiche sociali anche se i motivi trainanti degli album sono e restano brani d’amore. In veste di esperto cantore d’amore sarà nostro ospite. Ci parlerà dell’eros nella canzone. Perché lui sa…
“Se questo non è amore io non lo so cos’è (…)
E’ una parola dolce come il miele
perchè nessuna è dolce come te (…)
Se non lo chiamo amore lo so come farò,
io gli darò il tuo nome e poi ti chiamerò.”
(da “Il nome”, una delle canzoni d’amore di “Storie”,
l’ultimo album di Gino Paoli che contiene anche “Il pettirosso”)
Dibattiti & Incontri
15:15 – 17:00 Auditorium
Colloquio inaugurale con Gino Paoli "Storie, d'amore, di morte, di quotidiana Inquietudine"
Colloquio su Eros, erotismo e sesso tra Eleonora Giorgi e Massimo Fini.
Eleonora Giorgi, l’attrice che per anni ha stregato con il suo erotismo e la sua bravura il cinema italiano a colloquio con Massimo Fini, ribelle per autodefinizione. Un colloquio che prenderà le mosse da quel “Dizionario erotico” a cui Massimo Fini ha dato un sottotitolo inequivocabile, Manuale contro la donna a favore della femmina. Un'opera provocatoria, a metà tra il sillabario divagante e la confessione personale, che esplora più di centocinquanta voci inerenti l'universo erotico femminile. Così come lo vedono gli uomini. A uno sguardo superficiale potrebbe sembrare l'opera di un maschilista spudorato, ma scorrendo l'indice di questo audace dizionario-diario, accanto ad alcune voci prevedibili (ma non altrettanto prevedibile è il modo in cui vengono affrontate), troviamo inediti spunti filosofici, osservazioni, irriverenti o amare, sull'evoluzione (dal punto di vista dell'autore sarebbe più corretto dire involuzione) della femminilità. Questa guida all'eros visto dal maschio, antifemminista ma non antifemminile, riserva più di una sorpresa, e la conclusione non è affatto scontata. Con uno stile crudo, che non si nega nulla ma non è mai volgare, spesso sarcastico, talvolta persino tenero, il Di[zion]ario è anche un'intelligente analisi del costume che, in qualche modo, ci mostra una delle prospettive con cui possono essere osservati, e vissuti, i rapporti uomo-donna. Un colloquio con due personalità “irregolari” che ci aiuta a dipanare il filo conduttore della Festa.
Un libro del 2000 con edizioni plurime, Marsilio Editore.
Dibattiti & Incontri 17:30 – 19:00 Primo chiostro
"Di(zion)ario di viaggio nel mondo dell'Eros"
con Massimo Fini ed Eleonora Giorgi
Roberta Alloisio e Orchestra Bailam
in “LENGUA SERPENTINA”
Roberta Alloisio: voce
Franco Minelli: arrangiamenti, chitarre, bouzouky, baglamas, oud, voce
Edmondo Romano: sax soprano, sax contralto, clarinetto, flauti, cornamusa
Luciano Ventriglia: batteria, derbouka, percussioni, chitarra, voce
Luca Montagliani: fisarmonica Roberto Piga: violino
Tommaso Rolando: contrabbasso, basso
“Difficile aspettarsi uno spettacolo innovativo e potente come l'inedito Lengua Serpentina. Il progetto, in cui la brava Roberta Alloisio, vocalist e attrice, è spalleggiata dallo spavaldo e barricadiero ensemble dell'Orchestra Bailam è quello del recupero dell'antica ed aspra lingua ligure, un po' sulle tracce di quanto fece De André, ma con inserimenti e riferimenti a tutto campo...”(Guido Festinese , Il Manifesto)
Roberta Alloisio, una delle principali voci della scena musicale ligure, interprete potente e raffinata, e il mitico ensemble dell’Orchestra Bailam finalmente insieme per un concerto ricco di contaminazioni musicali che spaziano da influssi medio-orientali ai tempi dispari della musica balcanica, al cantilenare proprio della lingua genovese nei testi recuperati dalla letteratura colta e popolare, dal XIII secolo ai giorni nostri.
Una grande mescolanza sonora che costituisce da sempre una delle principali fonti di ricerca per Franco Minelli dell’Orchestra Bailam che qui ne è il direttore artistico, autore e arrangiatore di gran parte dei brani. Così la voce di Roberta Alloisio diventa lo strumento ideale per nuove composizioni che regalano al dialetto una nuova intensità d’espressione.
Il tutto condito dalla grande vitalità che caratterizza ogni esibizione dal vivo di questi artisti che sanno coinvolgere un pubblico vario ed eterogeneo in un concerto davvero emozionante.
“Lengua Serpentina” è anche il primo cd solista di Roberta Alloisio.
Uscito a settembre 2007 per CNI - Compagnia Nuove Indie vanta la partecipazione straordinaria di Marco Beasley, considerato a livello internazionale una delle più belle voci della musica antica, di Germana Venanzini, attrice, una delle colonne del teatro dialettale genovese e del percussionista Marco Fadda, da tempo collaboratore di Ivano Fossati.
L’arcana potenza della lingua originale ritorna così in vita in questo progetto, sostenuto dal Comune di Genova che promuove “Lengua Serpentina” nei rapporti culturali con l’estero.
Con questo progetto Roberta Alloisio e Orchestra Bailam, hanno tenuto concerti in tutta Italia, partecipato a Mantova Musica Festival 2007 e rappresentato la città a “L’Elmo Genovese” Festival della Fortezza di Sudak (costruita dai Genovesi nel XIV secolo) in Ucraina, ottenendo un grande successo e un nuovo invito per l’edizione del 2008.
Nel mese di dicembre il cd è stato presentato, in forma di concerto, a Parigi nella sede del Consolato Generale d’Italia e ad Istambul nell’ambito del “Pera Festival”.
Roberta Alloisio, cantante e attrice, debutta giovanissima, nel 1981, sotto la regia di Giorgio Gaber. Dopo aver affiancato in qualità di vocalist diversi artisti italiani, nel 1991 entra stabilmente a far parte della Compagnia del Teatro della Tosse ed è presente in oltre 30 produzioni, cantando composizioni originali di Ivano Fossati, Bruno Coli, Andrea Ceccon, Oscar Prudente e Gian Piero Alloisio. Alterna da sempre attività teatrale e musicale, comparendo anche per diversi anni nel cartellone della Stagione Ragazzi del Teatro dell’Opera di Genova Carlo Felice. Il 12 marzo del 2000 partecipa, con il fratello Gian Piero, al concerto-evento “Faber amico fragile” in onore di Fabrizio De Andrè e all’omonima compilation premiata con il disco di platino per il record delle vendite.
Il sito di Roberta Alloisio è www.robertaalloisio.com
L’Orchestra Bailam nasce nel 1989 dal gruppo U Boot e si distingue da subito per la sua particolare ricerca musicale: il Klezmer, il fascino dei tempi dispari balcanici per una formula vigorosamente bandistica e la musica turco greco-rebetika ed arabo egiziana per un impasto più mediorientale. Il tutto è mediato da una esperienza musicale pluriennale a 360 gradi formatasi nei “Night club” e nelle “Balere” prima, e nei principali Festival Musicali italiani e d’ Europa dopo. Proprio per una sua naturale comunicativa di palco facilita la coesione del primo organico del gruppo cabarettistico Cavalli Marci, partecipando successivamente alla trasmissione televisiva di Mediaset “Laboratorio 5”. Ha all’attivo 3 cd: “Mamma li turchi” del ‘91, “Bailamme” (01 World Music), “Non occidentalizzarti” (’06 Felmay). Direzioni musicali in produzioni teatrali: “Butterfly Bazar” “Moka Cabaret” “Il mare negli occhi” di Enrico Campanati e Carla Peirolero. E partecipazioni cinematografiche: “Tandem” di Lucio Pellegrini con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu.
Il sito dell’Orchestra Bailam è www.orchestrabailam.net
Mostre & Spettacoli
21:30 – 23:00
Auditorium
Concerto Spettacolo
Lengua serpentina
Roberta Alloisio e Orchestra Baillamme
Fonte:
Cristina Bolla
OroArgento Group
Tel. +39 019 6898607.08
Fax +39 019 5293112
Piazza S. Caterina 14
Finale Ligure Borgo (SV) - Italy
oroargento.net