Festa della Ra Barca - Baiardo (IM)

Tradizionale appuntamento domenica 23 maggio

giovedì 20 maggio 2010

Il 23 maggio 2010, in concomitanza con la Pentecoste, si svolge a Baiardo la tradizionale festa della Ra Barca. Per l'occasione viene eretto tramite la sola forza delle braccia, dai giovani del paese, un albero di pino abbattuto la notte precedente e trasportato nel centro del paese. Il fusto simboleggia un albero maestro di una nave. Al termine dell'innalzamento si intona un antico canto, malinconico e dolente, rievocando una antica storia d'amore tragico; "A barca du mei amure" (La barca del mio amore).

La domenica successiva l'albero, come simbolo di buona sorte e felicità, viene battuto all'asta al miglior offerente. L'asta è spesso accanita per due ordini di motivi: il primo è l'alta qualità del materiale. Pino della qualità con aghi (foglie) corte Pinus sylvestris, privo di nodi all'interno del fusto (ottimo per legname da edilizia), il secondo è la "luna ideale" nel momento dell'abbattimento. La concessione dell'autorizzazione all'abbattimento è frutto di una deroga speciale in quanto a nessun altro è consentito abbattere un pino in tale periodo dell'anno. Questa festa trae origine da un avvenimento che risale al periodo delle repubbliche marinare.

Si narra che il Conte del paese, Conte Rubino, avesse, con la Repubblica di Pisa, un florido commercio di legname proveniente dai boschi del Toraggio, del Bignone e del Ceppo. Tre dignitari Pisani, giunti in paese per verificare il carico, si innamorarono delle tre figlie del Conte: cominciò quindi una frequentazione contrastata, che culminò con l'allontanamento furtivo, da parte della figlia più giovane, Angelina, dalla casa paterna per incontrare nottetempo, in quello che ancor oggi è noto come "Viale degli Innamorati", il giovane amato, in partenza per Pisa. Decisero quindi di fuggire e recarsi nella rada sanremese, dove le navi pisane stavano per salpare, ma il Conte, venutolo a sapere, li inseguì armato di spada e, raggiunti al passo Ghimbegna in località Pian Chissora (nome derivante dal commento dei marinai preoccupati dalla reazione del conte: "chissà ora!") decapitò la figlia con un solo colpo. La leggenda narra che gli abitanti di Bajardo prelevarono il corpo della giovane, lo avvolsero in un manto bianco, e lo trasportarono fin sul piazzale del castello.




Per informazioni:
E-Mail: bajcom@libero.it
Comune Tel: 0184/673054





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