Stemma di Imperia

Imperia

In provincia di Imperia


 

Info Imperia

Situata allo sbocco della valle del Torrente Impero e al centro della Riviera dei Fiori, è formata da due nuclei: ONEGLIA a levante, adagiata in piano alla foce del torrente, e PORTO MAURIZIO, raggruppata su un promontorio. Nonostante i due centri siano praticamente uniti, la storia li ha visti spesso nemici, come quando Porto Maurizio, sotto la Repubblica di Genova, combatté contro Oneglia ceduta dai Doria ai Savoia nel XVI secolo. Affermatasi come località turistico-balneare, ma anche come importante centro industriale e commerciale in campo oleario e delle paste alimentari, è capoluogo di una provincia di 1155 kmq, quasi interamente compresa nella fascia di Alpi Marittime che dal Monte Saccarello vanno verso il mare, fra capo Mortola a Ovest presso il confine con la Francia e il Capo Cervo ad Est. Il territorio retrostante la città ha un andamento orografico caratterizzato da valli poste perpendicolarmente alla costa e uniformemente degradanti, nelle quali si sono sviluppati molti insediamenti che sono riusciti a conservare intatta o quasi la loro struttura originaria. Olivi coltivati su colline terrazzate con i caratteristici muretti a secco sono ancora l’elemento dominante del paesaggio. Perché la coltura dell’olivo, introdotta dai Benedettini intorno al XII secolo, ha segnato profondamente la storia dell’imperiese, così come, molti secoli più tardi, hanno fatto i fiori e il turismo. Dicono le guide che è una città "da passeggiare", passando dalla parte alta di Porto Maurizio, l’aristocratico Paraxio, al mare, a Borgo Foce e Borgo Marina, quest’ultimo antico asilo di crociati, cavalieri e viaggiatori. Fino ai portici dell’angiporto di Oneglia, che c’è chi paragona alla "Sottoripa" genovese.

STORIA

Oneglia, il cui nome richiamerebbe un "pagus Unelia" di epoca preromana, ha le sue origini sulla collina di Castelvecchio, uno dei probabili "sex oppida" dei Liguri Ingauni, dove sorse la chiesa di Santa Maria Maggiore e dove si intravedono i resti del castello. La tradizione la vuole distrutta dai Saraceni nel X secolo. Nel 1100 divenne un feudo dei Vescovi di Albenga, che però dovettero richiedere l’intervento genovese per controllare i fieri abitanti della zona (si ha notizia di una rivolta nel 1233), poi dal 1298 Oneglia entrò in possesso della famiglia Doria. Intanto a Porto Maurizio si era insediato il vicario della Riviera Occidentale, rappresentante del potere di Genova nel territorio da Savona e Ventimiglia, per controllare l’inquieto Ponente. Dai Doria Oneglia fu ceduta nel 1576 ad Emanuele Filiberto di Savoia e divenne "Civitas Fidelissima" della casata piemontese. Con Nizza fu per alcuni secoli il principale sbocco sul mare del Piemonte, anche se, per lavori continuamente rinviati, non riuscì a diventare il più importante porto del Regno. Solo verso la fine dell’800 sviluppò una discreta portualità mercantile e soprattutto il suo substrato industriale. Porto Maurizio è di origine romana. Nel VI secolo d.C. divenne importante porto dei Bizantini. Possesso dei Benedettini e poi libero Comune, la città entrò a far parte della Repubblica di Genova nel 1276. Da quel momento ebbe inizio un florido periodo di vita commerciale e marinara. Dopo l’annessione della provincia di Nizza alla Francia (1860) la città divenne il capoluogo di provincia della parte rimasta al Regno d’Italia. Oneglia e Porto Maurizio formano la città di Imperia dal 1923.

LA NUOVA VIA GIULIA AUGUSTA

Che in una regione come la Liguria, per la sua particolare morfologia, realizzare una via di comunicazione sia un’impresa di notevole impegno lo sapevano bene i grandi costruttori di strade, cioè i Romani. L’apertura della via Giulia Augusta nella Riviera di Ponente fu determinante per lo sviluppo costiero e la penetrazione nelle valli interne. Esisteva già una via litoranea, detta via Herculea, e che doveva trovarsi in condizioni soddisfacenti, visto che nel 109 a.C. la costruzione della via Emilia Scauri di arrestò a Vado. La nuova via Giulia Augusta, aperta nel 13 a.C., ricalcò in gran parte il vecchio tracciato, ma con sostanziose varianti. Da Vado Ligure a Borgio Verezzi fu formato un nuovo tronco montano; da Borgio a Colla Micheri (Laigueglia) fu migliorato il vecchio tracciato; da Colla Micheri ad Oneglia la strada proseguì su un percorso indipendente dal precedente e da Oneglia a Ventimiglia, tranne una piccola variante a Porto Maurizio, si passò nuovamente sulla strada precedente. Da Lucus Bormani (Diano Marina) ad Oneglia si evitò Capo Berta (troppo franoso) e si scelse di passare all’interno, a sud dell’abitato di Gorleri. Attraversata Oneglia e superato il torrente Impero, a sud della Borgata San Mauro, si scendeva lungo la costa fino a Portus Maurici. Di lì, altalenando tra costa e collina, risalendo per alcuni tratti lungo il corso dei torrenti o scendendo verso il mare, si arrivava a Porciana (Santo Stefano al Mare), e ancora, a Sanremo, Bordighera e Ventimiglia. E proprio seguendo le valli dei torrenti (Roja, Argentina, Nervia e anche Arroscia nell’albenganese) dalla via Giulia Augusta salivano tronchi minori e pare esistessero tracciati trasversali per collegare le alte valli. Fra Oneglia e Porto Maurizio partiva una strada che in età medioevale prese il nome di Via Marenca, la quale, raggiunto il colle d’Oggia, saliva al Passo della Mezzaluna e all’Alpe di Rezzo fino al Colle dei Signori, un passo alpino ad oltre 2000 metri, un ramo discendeva in Val Roja e l’altro, raggiunto il Colle di Tenda, puntava verso la pianura e le Alpi Occidentali.

I PERSONAGGI ILLUSTRI

Molti personaggi di spicco della letteratura, della scienza, della politica sono nati ad Imperia o in altre località della provincia, e molti altri sono coloro che sono diventati imperiesi d’adozione. Nativo del Capoluogo e per la precisione ad Oneglia è Edmondo De Amicis (1846), scrittore e giornalista che ha ottenuto fama mondiale con il libro "Cuore", tanto amato quanto criticato (oggi si direbbe per "eccesso di buonismo") romanzo per ragazzi, divenuto comunque uno dei più grandi successi letterari di tutti i tempi. Già a due soli mesi dalla sua uscita, datata 15 ottobre 1886, "Cuore" aveva raggiunto la quarantunesima edizione e 18 domande di traduzione. De Amicis scrisse opere come "La vita militare" e "Novelle", di carattere giornalistico, diari di viaggio Spagna, "Ricordi di Londra", "In America" e i racconti "Pagine allegre", nei quali si trova tra l’altro descritta la vita degli Inglesi a Bordighera, località dove morì nel 1908. Tra gli storici si segnalano Ludovico Giordano, Giuseppe Maria Pira e Giacomo Molle (nato ad Oneglia nel 1882 e morto centenario a Roma). Fondatore dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri è stato Nino Lamboglia (Imperia, 1912 - Genova, 1977), archeologo e storico al quale si deve la presa di coscienza del valore del patrimonio storico-archeologico, artistico-monumentale e naturale della Liguria occidentale, del quale divenne accanito e strenuo difensore. A lui si devono scavi e ritrovamenti di reperti di tutte le epiche, il restauro di edifici monumentali, la creazione di musei e archivi, l’introduzione dell’archeologia sottomarina. Diresse sei riviste scientifiche e fu autore di un migliaio di pubblicazioni; tra i suoi ultimi scritti "Gli scavi di Albintinium e la cronologia della ceramica romana" e "I monumenti medioevali della Liguria di ponente". Altro scienziato di valore fu Ludovico Sicardi (Imperia, 1895 - Sanremo, 1978), che compì ricerce a Stromboli, Pozzuoli e a Vulcano e studiò la variazione della composizione chimica dei gas che si liberano durante un’eruzione. Era di Oneglia la prima laureata d’Italia Maria Pellegrina Amoretti (1756-1786), autrice di testi giuridici alla quale il Parini dedicò l’ode "La Laurea". Imperiese (1903-1979) anche il premio Nobel per la chimica Giulio Natta, che scoprì il polipropilene isotattico, sostanza alla base dei materiali plastici oggi di uso quotidiano. Tra i pittori imperiesi vi sono Gregorio De Ferrari (1644/47-1726), Maurizio Francesco Bruno (1648-1726), Francesco, Maurizio e Tommaso Carrega (vissuti nell’arco di tutto il XVIII secolo), Leonardo Massabò (1812-1886). Imperiese di adozione fu il genovese Giacomo Agnesi (1859-1929), che dopo aver trasferito l’industria molitoria e il pastificio da Pontedassio ad Oneglia e averla organizzata modernamente, dal 1905 si dedicò alla politica; eletto più volte deputato, nel ‘19 costituì l’ente portuale e, ritiratosi a vita privata a 7 anni dalla morte, si dedicò agli studi e alla filantropia. Tornando indietro nel tempo, non si può non ricordare il condottiero Andrea Doria (Oneglia, 1466 - Genova, 1560), che servì Giovanni della Rovere, il re di Francia, Carlo V re di Spagna, e dal 1528, con in pugno il governo della Repubblica al comando della sua flotta combatté contro turchi e barbareschi. Morì ad una veneranda età, 94 anni, sopravvivendo a due congiure.

LA NASCITA DEL TURISMO: "IL DOTTOR ANTONIO" Che un libro o un film scatenino una moda e spingano molte persone a visitare i luoghi in cui sono state ambientate le vicende narrate oggi non è una novità. Ma ciò accadeva anche in passato, e si può dire che un best seller di centocinquant’anni fa fu una delle prime guide turistiche della Riviera dei Fiori. Scoperta nel ‘700-’800 da alcuni intellettuali stranieri (artisti, scienziati, botanici attirati dalle particolarità della flora) che erano disposti ad affrontare le difficoltà del viaggio, questa zona ebbe il suo vero "battesimo" turistico tra il 1850-1870, grazie anche al romanzo di Giovanni Ruffini (nato a Genova nel 1807 e morto a Taggia nel 1881) "Il dottor Antonio". Se prima c’erano stati i libri di viaggio e le illustrazioni delle stampe ad attirare lo straniero, da quando il libro fu pubblicato ad Edimburgo nel 1855, il fenomeno, come si direbbe oggi, esplose (grazie anche all’arrivo della ferrovia!). La storia narrata nel libro appartiene al filone romantico-risorgimentale, dove l’amore del protagonista, il dottor Antonio, per miss Lucy Davenne sullo sfondo dei paesaggi di Bordighera e dintorni, si coniuga ai sentimenti patriottici evocati dai moti della prima metà dell’800. Fin da subito il turismo in queste zone fu concepito anche in funzione climatico-terapeutica. Una nuova serie di libri illustrati di viaggio ("Die Riviera", di Nestel e Karen, pubblicato a Stoccarda nel 1880; Stephen Liégeard uscì nel 1880 con "Côte d’Azur", battezzando così la riviera francese; "The Riviera" di Alexander Ansted nel 1893, illustrato da magnifiche acqueforti) propagandò ulteriormente le località imperiesi e della vicina costa nizzarda, passata alla Francia. Un duro colpo alla ormai fiorente attività turistica lo diede naturalmente lo scoppio della Prima Guerra Mondiale: via i Russi, gli Ungheresi, i Rumeni, diminuzione drastica dei Tedeschi, ma la Riviera iniziò ben presto ad essere frequentata dai nuovi ricchi italiani, non più i nobili e i notabili, ma gli industriali e, a partire dal 1924 (anno in cui fu varata la legge per le ferie annuali obbligatorie), dirigenti e funzionari delle aziende pubbliche e private. Intanto era giunto il momento di rinnovare le strutture ricettive per offrire comforts e divertimenti sia in estate sia in inverno. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale anche i sudditi di Sua Maestà Britannica abbandonarono le loro ville. Alla fine degli anni ‘50 e poi con il boom economico, la Riviera divenne meta del turismo di massa: piemontesi e lombardi, appartenenti sia ai ceti medio-alti sia ai ceti popolari, arrivarono a frotte ed entrambi si comportarono allo stesso modo, cioè andando a caccia del mattone. Il turista infatti era interessato all’acquisto o all’affitto di case per le vacanze: seguì una spaventosa speculazione edilizia, con interi quartieri sorti come funghi e destinati ad essere occupati solo poche settimane all’anno. Negli ultimi anni si è affermato anche un turismo della terza età, con molti anziani del Nord che cercano nel clima mite e tranquillo sollievo dai nebbioni e dal caos delle grandi città. Le iniziative per dare nuovo impulso al turismo e per stare al passo con le nuove tendenze sono a tutt’oggi oggetto di intensi dibattiti in tutta la Regione.

MONUMENTI CHIESE E MUSEI

Ad Oneglia, dalla centrale Piazza Dante, sulla quale si affaccia l’ex municipio, da Via Belgrano e Piazza De Amicis (dove si trova la casa natale dello scrittore) si può scendere verso il porto, con i caratteristici portici. Rientrando verso il centro si trova la Collegiata di San Giovanni Battista, in stile tardo-barocco con elegante campanile; all’interno, l’altare maggiore in marmi policromi è del 1793, il coro ligneo intagliato del 1736 e vi sono inoltre due tabernacoli marmorei ai lati del presbiterio, uno dei quali è di Pace Gagini (1516), un crocifisso seicentesco e la Madonna del Rosario di Anton Maria Maragliano. L’attuale Palazzo del Municipio, con torre sulla facciata, si trova a metà strada tra Oneglia e Porto Maurizio sulla Via Matteotti. Sulla piazza, il monumento dedicato ad Edmondo De Amicis. Porto Maurizio ha una parte moderna che si stende da nord verso il circolare specchio d’acqua del porto racchiuso tra due lunghi moli. Sul promontorio che si affaccia sul mare si trova la città vecchia, con le viuzze, le scalinate, le tipiche case liguri e i resti di antichi edifici con portali in pietra nera. Si sale in Via San Maurizio fino alla Piazza del Duomo, dove sorge la Collegiata di San Maurizio, forse una delle più grandi chiese liguri - se non la più grande - eretta tra il 1781 e il 1832-38 in stile neoclassico su disegni di Gaetano Cantoni secondo canoni di sfarzo e maestosità a testimonianza della ricchezza della Repubblica di Genova e di Porto Maurizio stessa. La facciata ha un atrio a otto colonne, affiancata da due campanili e con una grande cupola con soffitto a cassettoni sopra la quale si eleva ancora una lanterna circolare. L’interno a pianta centrale (croce greca), conserva tele ottocentesche (Ascensione e Gloria di Sant’Agostino del bergamasco Francesco Coglietti), la statua di San Maurizio di Carlo Finelli (1842) sopra l’Altar Maggiore, la statua della Madonna della Misericordia (1618) e un crocifisso di Anton Maria Maragliano; in sagrestia, Cristo consegna le chiavi a San Pietro di Domenico Piola. In Piazza Duomo si trovano anche la Questura e il Museo Civico. La Pinacoteca Civica comprende quadri e disegni dei secoli XIX e XX. Il Museo Navale del Ponente ligure si segnala per la cura negli aspetti didattici soprattutto per quanto riguarda l’attività cantieristica e la vita di bordo. Il museo riveste inoltre la funzione di centro di documentazione marittima ed è suddiviso in numerose sezioni: cartografia e strumentazione della navigazione, cantieristica, uniformologia, modellistica mercantile e militare, marineria veliva, marineria a vapore, navigazione velica a Capo Horn, malacologia, reperti sottomarini e lavori subacquei, ex-voto, archivio e documentazione tecnica e scientifica. Salendo per Via Acquarone, con i palazzi dai portali in ardesia, si arriva alla zona alta della città, il Paraxio, con residenze nobiliari come il quattrocentesco Palazzo Pagliari, con portico ad arcatura gotica; nei suoi pressi, via Zara, con le sue volte medioevale, che si collega a via Santa Caterina. Nei pressi sorge l’Oratorio di San Leonardo (1612), con adiacente casa natale del santo. All’interno, un altare di Giovanni Battista Casella (1667) con marmo fior di pesco e tele di Gregorio De Ferrari (il suo capolavoro L’Addolorata e le anime purganti) e Sebastiano Conca (Morte di San Giuseppe). Nel vicino convento di Santa Chiara, nella via omonima, si trovano una chiesa nella quale sono conservate S. Domenico Soriano e Madonna di Domenico Fiasella e Madonna col Bambino e Santa Caterina del Conca; sul retro del convento un loggiato dal quale si gode un ampio panorama. Più in alto ancora si trova la settecentesca chiesa di San Pietro, legata ad una confraternita di antichi mercanti che, grazie ai loro mezzi, vi intervennero più volte. L’interno fu affrescato da Tommaso Maurizio Correga e conserva due crocefissi quattrocenteschi (uno catalano). Salendo ancora vi è Palazzo Gastaldi (XVII sec.) dove sostò Napoleone in occasione della prima campagna d’Italia. La sommità del promontorio è occupata da via Paraxio (il nome forse deriva dal palatium che un tempo vi sorgeva. In piazza Chiesa Vecchia vi sono i resti dell’originaria chiesa di San Maurizio e la balconata panoramica. Verso il mare si snoda Corso Garibaldi con i suoi palazzi. A levante del Torrente Cascione si trova Borgo Foce, vecchio rione di pescatori, e, raggiungibile da una passeggiata pedonale rialzata sugli scogli, Borgo Marino, quartiere di case tipiche oggi prossimo al porticciolo turistico. All’inizio della Salita Croce di Malta si incontra l’antica chiesa dedicata a San Giovanni, che è quanto resta dell’ospizio medioevale dei Cavalieri di Malta. E’ sconsacrata, ma si segnala per i portali e l’abside gotico. L’ospizio forniva ospitalità agli appartenenti all’antico ordine cavalleresco in corrispondenza di un importante scalo marittimo delle rotte mediterranee. Nel 1365 vi sostò anche Francesco Petrarca.

ITINERARI TRA GLI OLIVI

Nei dintorni di Imperia si possono visitare una serie di frazioni, borghi, monumenti. Nella frazione di Castelvecchio di Santa Maria Maggiore, storicamente rilevante in quanto primo insediamento di età preromana nella zona, domina la foce del torrente Impero la barocca chiesa dedicata appunto a Santa Maria Maggiore, attribuita a Giovanni Battista Marvaldi. Le altre frazioni sono Piani, Caramagna Ligure, Borgo Sant'Agata, Costa d'Oneglia, Poggi, Torrazza, Moltedo e Montegrazie. L’orografia (il profilo dei rilievi) delle valli imperiesi è caratterizzata dalla dolcezza del paesaggio, dovuta al succedersi di valli e costiere convergenti al mare verso il promontorio di Imperia, e dalle diverse colorazioni della vegetazione a seconda delle quote. La massiccia presenza delle pietre dei terrazzamenti è un’altra delle caratteristiche della campagna imperiese. In soli 15 chilometri si passa in linea d’aria dal livello del mare ai 1149 metri del Monte Faudo, ai 1218 del Guardia Bella e ai quasi 100 del Torre o Pizzo di Evigno e a ciascuna corrisponde una serie di valichi che, attraverso strade di crinale, collegano le valli tra loro e con quella Padana; sono le antiche vie marenche, usate per la transumanza, e tutto il percorso è punteggiato da santuari, oratori, piloni, ponti. Non manca la possibilità di percorrere le Vie dell’Olivo, itinerari come quello che da Imperia porta a Santa Brigida (toccando Piani, Clavi, S. Giorgio Torrazza, Torre, Monte Cinque Burche, Monte Carmo, Santa Brigida) o come quello che da Dolcedo porta, sempre per il Monte Carmo e Santa Brigida, ai passi di Vena e di Tavole.

AGRICOLTURA E PRODOTTI Pare che l’olivo selvatico esistesse in Liguria almeno a partire dall’Età del Bronzo. La coltura di questa pianta fu introdotta su vasta scala verso il XII secolo, la zona pilota fu quella di Taggia, ed è per questa ragione che la tipica oliva della zona è chiamata "taggiasca". L’olivo taggiasco è la specie prevalente nell’imperiese, è un albero ultrasecolare dal grosso tronco, assai sviluppato in altezza: può raggiungere infatti i 10-15 metri ed ha una chioma ramificata piramidale, con fitti ramoscelli penduli ricoperti da foglio verde intenso; i frutti giunti a maturazione hanno una tonalità viola scuro e brillante, con polpa carnosa e buccia sottile; hanno un buon rendimento e l’olio è giudicato da molti esperti come uno dei migliori in assoluto. Gli oliveti si trovano fino a quota 750-800 metri, visto che il 4/5 del territorio sono oltre i 500 metri di altitudine. Anche nel ‘700 l’olio rappresentava un importante fattore di ricchezza e aveva nel porto di Oneglia il suo naturale centro di esportazione; fondamentale il ruolo degli imprenditori straneri nella seconda metà del XVIII secolo, tra i quali si ricorda la famiglia Viessieux, quella di G.Pietro, intellettuale che visse a Firenze nel periodo prerisorgimentale. Prima di essere commerciato via mare, l’olio veniva portato in otri a dorso di mulo lungo le antiche strade del sale. L’ultima carovana partita dal nostro entroterra e giunta in un mese a Ginevra lasciò Erli con 32 muli carichi di otri alla fine del ‘700.

CURIOSITA' E MANIFESTAZIONI

Numerose manifestazioni di Imperia sono naturalmente dedicate all'olio e alle altre produzioni locali come "Olioliva", ma spiccano anche "Sol&Vento" (aquiloni e affini) e iniziative legate al mare e alla navigazione come la Imperia Winter Regatta, le Vele d'Epoca e il raduno dei Motoryacht d'epoca. Molto attivo il Teatro Cavour, che offre opera lirica, prosa ed una stagione musicale nonché un laboratorio teatrale per le scuole cittadine. Si tiene anche il Festival Grock, dedicato al famoso clown svizzero che visse nell'omonima villa.

 

Sito ufficiale del Comune: www.comune.imperia.it.

Prossimi eventi a Imperia

Ultimi eventi a Imperia

Mercati/mercatini a Imperia

  • Alimentare (10 banchi)
    Dove: Rione di Porto Maurizio
    Quando: Lunedì (orario: 08.00 / 13.00)
    Organizzatore: Comune tel. 0183 701335 - fax 0183 3290691
  • Alimentare (129 banchi)
    Dove: Rione di Oneglia
    Quando: Mercoledì (orario: 08.00 / 13.00)
    Organizzatore: Comune
  • Alimentare (123 banchi)
    Dove: Rione di Porto Maurizio
    Quando: Giovedì (orario: 08.00 / 13.00)
    Organizzatore: Comune
  • Alimentare (25 banchi)
    Dove: Rione di Oneglia
    Quando: Dal Lunedì al Sabato (orario: 08.00 / 13.00)
    Organizzatore: Comune
  • Alimentare (20 banchi)
    Dove: Rione di Porto Maurizio
    Quando: Dal Lunedì al Sabato (orario: 08.00 / 13.00)
    Organizzatore: Comune
  • Alimentare (121 banchi)
    Dove: Rione di Oneglia
    Quando: Sabato (orario: 08.00 / 13.00)
    Organizzatore: Comune tel. 0183 701335 - fax 0183 3290691

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Foto di Imperia
Imperia alla luce del tramonto (foto fornita da Claudio Crespi)
San Giovanni Battista
San Maurizio
L'antica mappa di Oneglia
Le Vele d'Epoca a Porto Maurizio
La torre di Torrazza
Lo stemma imperiese sulla facciata di S. Giovanni B.
La torre Prarola alla foce del Prino
L'Oratorio di S. Pietro
Il porto di Oneglia

 

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