'Io, Alice e l'America'

Ok il primo romanzo di Martina Parodi

lunedì 28 aprile 2008

Freschezza è la parola chiave di questo romanzo, opera prima di una giovane scrittrice ligure: Martina Parodi.

Trent’anni, amante della lettura, appassionata di viaggi, cinema e storia, l’autrice vive a Pieve di Teco, con i suoi bambini ed il marito. In " Io, Alice e l’America" narra un viaggio su un doppio piano: quello fisico e quello interiore: la protagonista che è una ragazza madre, costretta ad affrontare la dura esperienza di allevare una bimba diversamente abile, subisce il fascino dell’America ed è convinta che il viaggio possa essere davvero un mezzo non solo di crescita ( per lei e la figlia), ma anche un modo per trovare un nuovo equilibrio.

Il volume ( 156 pagine, edito da " Altromondo") ci presenta il mito americano ( legato spesso a troppi luoghi comuni) con affetto e senso critico, in una altalenante sensazione di amore e lucido distacco da quel mondo che, pur condiviso ed apprezzato, è comunque sempre e così lontano per una giovane ragazza madre italiana emigrata.

La storia, che è a tratti dura e vibrante, affronta anche, con estremo coraggio, il tema della disabilità. Questo argomento, affatto semplice, è stato infatti dalla Parodi trattato con estrema poesia, sensibilità, grazia e leggerezza.

Il libro, che ha già avuto altre critiche positive, è già stato presentato ad Albenga, nell’ambito della rassegna. " Incontri con gli autori" ( nell'auditorium San Carlo, dal critico Franco Gallea). In questa occasione Gallea ha voluto anche presentare, insieme al libro della Parodi, anche un altro volume di un’altra giovane scrittrice albenganese Brunella Canobbio: "Le parole degli ultimi" (Giraldi Edizioni), storia nella quale una bambina diventa donna attraverso un mondo che la emargina e la convince di essere una "diversa". La presa di coscienza di se stessa e del suo valore avverrà anche qui, durante un viaggio, in completa solitudine, che la porterà a confrontare passato e presente, conducendola verso un’ultima ed unica verità.
Per Franco Gallea entrambi i volumi sono interessanti ed ha avuto parole d’elogia per entrambi: " Si tratta- ha detto Gallea- di due volumi contraddistinti dal fatto di essere due libri profondi e commoventi per la loro sincerità. Ci troviamo dinanzi a due autrici che, attraverso la presa di coscienza di sé, ci conducono, con il magico mezzo della parola scritta, nel loro mondo interiore".

Fonte: CLAUDIO ALMANZI

 

 



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