Liceo "Issel" di Finale Ligure

Riflessioni dell'ex dirigente Luigi Vassallo

venerdì 19 novembre 2010

 Dopo aver avuto l’onere e l’onore di dirigere il Liceo “Issel” dal 1° settembre 1986 al 31 agosto 2008 (sia pure con una interruzione di 6 anni dovuta a un distacco presso l’allora provveditorato agli studi di Savona) non posso restare in silenzio di fronte al destino che si profila per questo istituto. E non solo per ovvie ragioni affettive (che coinvolgono la mia sfera personale), ma soprattutto per ragioni pedagogiche (che coinvolgono la professionalità maturata dal personale di questo liceo e i suoi effetti sulla formazione degli studenti e sulle loro possibilità di successo formativo, nella vita oltre che nella scuola).

In questo Liceo, forse per gli impulsi che ho dato ma soprattutto per la voglia e il coraggio dei docenti di cercare nuove strade per consentire ai nostri studenti di acquisire gli elementi di una cittadinanza del XXI secolo, sono state sperimentate le possibilità di autonomia concesse dalla legge, fino a definire concettualmente e a praticare un POF (Piano dell’offerta formativa) che ha, sicuramente nella provincia di Savona e forse nella Regione Liguria, una sua originalità, non facilmente armonizzabile con altre pratiche di altre scuole.

Penso in particolare alle seguenti espressioni di autonomia:
1. IDENTITA’ DELL’OFFERTA FORMATIVA. Corsi tutti con obbligo di 2 lingue straniere fino all’a.s.2007-8; sperimentazioni PNI o Scienze; offerta formativa più vasta e oggettivamente più impegnativa rispetto a quella di altri licei della provincia, che ha comportato per gli studenti più materie da studiare, più ore di permanenza a scuola, più lezioni da approfondire a casa, ma anche più opportunità di acquisire conoscenze e competenze a fronte della fatica richiesta.
2. ARRICCHIMENTO DEL POF. Utilizzo di ore di lezione di 50’ con recupero dei 10’ in progetti curricolari di arricchimento, come le compresenze disciplinari o interdisciplinari che consentono anche di dividere la classe in gruppi mobili (cioè non fissi per tutto l’anno) finalizzati al recupero degli studenti in difficoltà e alla offerta di spazi di eccellenza agli studenti più dotati o più interessati. Utilizzo del fondo di istituto per prestazioni straordinarie per la realizzazione di progetti extracurricolari con significative ricadute sulla formazione degli studenti. E’ il caso dei corsi di approfondimento delle lingue straniere finalizzati all’acquisizione, presso enti esterni, di certificazioni di livello in francese, inglese, tedesco, certificazioni riconosciute all’università e nel mondo del lavoro. E’ il caso dell’incentivazione – grazie al fatto che il Liceo è test center per l’ECDL – per l’acquisizione della patente europea per il computer, titolo rilasciato in Italia dall’AICA e riconosciuto all’università e nel mondo del lavoro. E’ il caso del Laboratorio Teatrale che, coinvolgendo gli studenti interessati nelle loro energie fisiche e spirituali, produce negli stessi competenze trasversali (recuperando alcuni degli studenti anche allo studio disciplinare) e realizza un’efficace azione di prevenzione del disagio e della devianza, ben più che conferenze sugli effetti dannosi di droga o alcool. E altri progetti, la cui valenza è confermata non solo dai numeri dei partecipanti ma dai risultati ottenuti, certificati non da noi stessi ma da enti esterni: si contino, per farsi un’idea, gli attestati di idoneità alla guida del ciclomotore ottenuti dai nostri studenti o gli attestati di conoscenza delle lingue straniere o i diplomi ECDL. E si confrontino questi totali con quelli ottenuti da altre scuole che hanno un numero di alunni ben più alto di quello del Liceo “Issel”.
3. VALUTAZIONE NEL LICEO ISSEL. Una ricerca più che decennale, nella quale la pratica ha offerto spunti per gli approfondimenti teorici e la teoria ha aperto nuove strade da esplorare, ha portato i docenti dell’ISSEL a definire e praticare una valutazione degli studenti che non è comparabile con quella degli altri istituti superiori della provincia. In questo campo i docenti dell’Issel hanno sfruttato al massimo le possibilità normative dell’autonomia scolastica. La valutazione è concentrata sulle competenze (cioè sul saper utilizzare in situazioni significative, reali o verosimili, le conoscenze apprese e gli strumenti acquisiti). Per ridurre, negli studenti e nelle famiglie, il rischio di attenzione al solo risultato finale e per aumentare la possibilità che docenti, studenti e famiglie si concentrino sul processo, la valutazione intermedia, espressa nei cosiddetti “pagellini”, utilizza lettere e non voti. La valutazione finale, formulata nello scrutinio finale con i voti regolamentari, indica il punto d’arrivo del processo di apprendimento e non è la media aritmetica di votazioni assegnate in periodi diversi dell’anno: poco importa se il traguardo (prefissato nei contratti formativi di classe) sia stato raggiunto con un percorso lineare, segnato da risultati positivi in tutte le verifiche intermedie, o se sia stato raggiunto con un percorso tormentato, con alternanza di successi e insuccessi; quello che conta è il traguardo raggiunto e questo traguardo deve essere tradotto in voto, senza decurtazioni del voto stesso perché nei mesi precedenti l’allievo/a è apparso/a lontano dal traguardo.
4. CREDITI SCOLASTICI E CREDITI FORMATIVI. A differenza di altre scuole, il Liceo “Issel” non riconosce, ai fini del miglioramento del credito scolastico, qualsiasi certificazione esterna, ma solo quelle di qualità che, veramente, integrano e arricchiscono la formazione dello studente: ad esempio le certificazioni esterne in lingua straniera, l’ECDL, le attività del Laboratorio Teatrale (ma solo se valutate da un esperto sterno). Questa scelta priva gli studenti dell’Issel dei punti-raccolta con le più svariate attività (spesso incoerenti col corso di studi) ma riafferma un’idea di dignità e serietà della scuola che gli studenti che si iscrivono all’Issel (e le loro famiglie) condividono. Anche questa scelta, ovviamente, essendo oggettivamente contraria alla superficialità dal successo facile, influisce sul numero degli iscritti a questo Liceo.
Lasciando da parte specifici aspetti organizzativi, ugualmente innovativi, come la possibilità di connettersi a internet da ogni aula per immediate ricerche didattiche e culturali o l’uso del registro elettronico per consentire alle famiglie di accedere in tempo reale a informazioni sul comportamento scolastico dei propri figli nelle classi del biennio, credo che i punti ricordati sopra siano sufficienti a rivendicare al Liceo “Issel” il riconoscimento di un’autonomia scolastica che ha già saputo dignitosamente praticare in questi anni. Un’eventuale aggregazione di questo Liceo ad altro Liceo della provincia comporterebbe, inevitabilmente, l’annullamento delle specificità sopra ricordate perché, ovviamente, non potrebbero convivere in due plessi di uno stesso liceo due modi diversi di valutare o due modi diversi di utilizzare la risorsa oraria dei docenti. Forse l’aggregazione tra l’ISSEL e un istituto di altra tipologia (ad esempio l’ex Alberghiero di Finale: era del resto questa la proposta originaria della Provincia di Savona quando si preparava il primo piano di dimensionamento per l’a.s.2000-2001), pur sacrificando dirigente scolastico e direttore SGA, potrebbe consentire all’indirizzo liceale di conservare la sua pratica dell’autonomia. Perché è questo il punto: fare in modo, anche a fronte di tagli alle scuole che non si possano evitare, di non disperdere i patrimoni pedagogici faticosamente costruiti e accumulati dal Liceo “Issel” e, eventualmente, da altre scuole, soprattutto quando risultati nazionali (penso ai concorsi “Centoscuole” o ai successi di nostri allievi nelle università italiane più impegnative o, per ripetermi, alle numerose certificazioni esterne di lingua e ECDL) sembrano dar ragione a quel modo di fare scuola e di praticare l’autonomia scolastica.

Fonte: Luigi Vassallo, dirigente scolastico in pensione.

 



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