Toirano: L'Itinerario dei Presepi

Lungo le vie del borgo dal 20 dicembre al 6 gennaio

Itinerario dei Presepi Toirano
venerdì 16 dicembre 2011

Un po' di storia. Il 25 luglio del 1997 veniva inaugurato e aperto al pubblico il "Museo Etnografico della Val Varatella" del Comune di Toirano, il cui allestimento venne curato da Orlando Boccone, scelto per tale compito dall'allora Giunta Comunale. A fine estate si decise assieme al sig. Ernesto Bacchetti di riprendere un'usanza del primo triennio del Novecento quella di esporre dalle finestre lungo le vie del paese, del Borgo in particolare, i presepi.

Infatti molti anziani di Toirano, ricordando episodi della loro infanzia, rammentavano la suggestiva notte di Natale quando percorrendo il carruggio principale si potevano notare attraverso le finestre i semplici presepi delle varie abitazioni, illuminati dalla fioca luce dei lumini ad olio o delle candele.

A questi presepi si aggiungevano i grandi allestimenti organizzati in casa come quello della famiglia Bacchetti, fabbricato dal dopoguerra in poi, nel paesaggio Gaspare Bacchetti, e per l'impianto elettrico affidato al fratello Beppi. Anche in casa Pisano, il padre Giacomo negli anni Trenta realizzava un presepe grande quanto una stanza, illuminato elettricamente e arricchito da una notevole quantità di statuine in gesso e terracotta. Da queste testimonianze legate ad una forma spontanea di devozione e creatività nasce "L'ITINERARIO DEI PRESEPI".

La prima edizione si svolse dal 22 dicembre 1997 al 6 gennaio 1998 con 18 partecipanti. Gli allestimenti erano in prevalenza tradizionali, ma dall'anno successivo iniziarono ad inserirsi presepi eseguiti con materiali e tecniche diverse, apportando alla manifestazione un aspetto oltre che tradizionale anche moderno e attuale. A distanza di cinque anni la manifestazione era cresciuta sensibilmente. Nell'edizione 2001-2002 i presepi erano già 47 e l'anno successivo 60.

A questo appuntamento aderirono artisti ceramisti come la toiranese Caterina Massa, Anita Oliveri, Luisa Vincini, Gianfranco Monaca, Ivana Giusti, per citarne alcuni e il compianto figulinaio Mario Cenere di Loano, che tenne per quattro anni il suo laboratorio di statuine in terracotta, nel quale realizzava i "manachi" le immagini da presepe ispirati alla tradizione albisolese. Alla manifestazione non mancano appassionati toiranesi come il signore Angelo Oddone che realizza statue e paesaggi in creta dipinta, Roberta e Antonella Tognoloni con allestimenti astratti ed originali, i pregiati ricami  di Angela Mattoscio e tanti altri ottimi artisti, anche bambini.

Le scuole di Toirano e Loano contribuiscono nelle diverse edizioni con riusciti e simpatici allestimenti. In questi anni la sensibilità delle persone locali fu tale da permettere la costituzione di una mostra interamente dedicata ai materiali d'epoca a soggetto natalizio di produzione locale. Contemporaneamente alle raccolte del Museo Etnografico della Val Varatella, principalmente rivolte alle attività agricole, artigianali e domestiche, stava prendendo forma anche l'aspetto devozionale.

Dal secondo anno si iniziò ad allestire anche la mostra dei materiali d'epoca con il presepe popolare in terracotta albisolese (con l'esempio eccezionale del presepe posseduto da Giacomo Durante "Mimin"), e il presepe in gesso degli stucchini di "Lucca", e tutti quegli oggetti come, le letterine natalizie, stampe presepiali, cartoline augurali, almanacchi e le statuine del Bambin Gesù, i così detti "Bambinelli". Alla mostra venne dato il titolo "Immagini ed Oggetti sulla Tradizione del Natale" in quanto vengono esposte molte delle espressioni devozionali natalizie della tradizione toiranese e ligure in genere. L'ITINERARIO DEI PRESEPI vuole mantenere quell'aspetto sereno di festa popolare dove tutti indistintamente partecipano, con capacità e creatività spontanea, senza vincoli di competizione come deve essere lo spirito di chi si accinge a realizzare il presepio.


Partecipanti 15esimo Itinerario dei Presepi

La mostra "Immagini ed Oggetti sulla Tradizione del Natale". La mostra, organizzata ed allestita per il XV° anno presso il Museo Etnografico della Val Varatella, nel contesto dell'Itinerario dei Presepi, offre l'occasione di apprezzare gli oggetti e i manufatti popolari legati ad una tradizione fra le più sentite della cultura cristiana. La nascita di Gesù Cristo, il Mistero del Verbo Incarnato che diffonde la sua luce all'umanità, questo è il significato di questa ricorrenza. I duecentocinquanta oggetti d'epoca esposti, ci mostrano quale fosse la fede, la sensibilità e l'estro creativo delle persone che ci hanno preceduto, le cui condizioni di vita non erano sicuramente paragonabili alle nostre, ma vincolante da un'economia avara basata pricipalmente sulle attività agricole. Questi manufatti simbolici realizzati in casa con materiali modesti, erano finalizzati ad ornare ed allietare una ricorrenza da trascorrere in famiglia. Tali testimonianze ci danno uno spaccato dell'oggettistica più o meno elaborata che veniva realizzata a Toirano, o che giungeva in questo paese. Sicuramente il presepe è il simbolo di questa festa religiosa. Dal medioevo in poi rievocare l'evento di Betlemme, per molte zone d'Italia, diventerà una tradizione. L'allestimento effimero del presepe, derivato dai "sacri drammi", sorta di rappresentazioni dove il popolo partecipava direttamente, assumerà, secondo le zone, caratteristiche diverse. In Liguria, a Genova, il presepe allestito con le statue di legno intagliato, vestite con tessuti, era già in uso dal 1600. Presso la chiesa parrocchiale di Toirano si conserva ancor oggi un esempio settecentesco. Questo tipo elaborato rientra nelle sacre rappresentazioni realizzate all'interno di chiese, oratori e palazzi, mentre presso le abitazioni comuni, il presepe si preparava a seconda della disponibilità. Il presepe popolare in terracotta, ricostruito per l'occasione nella mostra, è costituito da statuine chiamate "macachi", prodotte ad Albisola dalle "figulinaie", artigiane che lavoravano presso le botteghe di pentolame. Nella rassegna è allestito anche un presepe ottocentesco realizzato con statue di gesso, prodotte dagli "stucchini" lucchesi che smerciavano, in concorrenza con gli ambulati liguri, i loro personaggi.In paese tali manufatti giungevano per la fiera di S.Lucia il 13 dicembre, festa che dava inizio al periodo natalizio. Chi non aveva queste statuine utilizzava materiali semplici come la carta o il cartoncino dai quali si ritagliavano le sagome dei vari personaggi che poi si dipingevano. Le stampe devozionali, raffiguranti la Madonna con il Bambino o la Sacra Famiglia, provenienti dai santuari, diventavano il presepe di casa, accanto al quale si accendeva un lumino ad olio la notte del 25 dicembre. Comuni, soprattutto nell'Ottocento, erano le composizioni ottenute con l'assemblaggio di materiali diversi, come le conchiglie, i vetri colorati, i fiori secchi, che costituivano lo sfondo del Bambin Gesù. Ai "Bambinelli" la mostra dedica un settore in cui sono esposte alcune statuine, realizzate con materiali come il legno scolpito, il gesso, la cartapesta e la cera, poi vestite con abitini di seta rifiniti da galloni dorati, i cui esempi più antichi risalgono al XVIII secolo. Le immaginette raffiguranti la Natività realizzate con i primi procedimenti cromolitografici (stampa a colori), venivano utilizzate all'interno di elaborate cornici eseguite in tessuto ricamato. Diffuso già nel XIX secolo era l'uso di scrivere il biglietto augurale, soprattutto quello preparato dai bambini. La "letterina" rappresentava l'occasione d'incontro tra genitori e figli, era anche il pretesto dei bambini per ottenere qualcosa. La preziosità di queste creazioni era conferita dalle immagini cromolitografiche a soggetto religioso incollate su ricche cornici barocche, sempre prestampate, lumeggiate in oro, oppure con cornici interamente disegnate e colorate con dovizia dai bambini. Accanto a questi manufatti di virtuosismo, la mostra offre alcuni esempi di cartoline augurali giunte principalmente dai luoghi dove risiedevano i toiranesi emigrati (Argentina, Francia) i quali con puntualità inviavano nostalgici saluti ai parenti rimasti in patria. Sono inoltre esposti alcuni esempi di almanacchi assai diffusi presso le comunità contadine. Fornivano infatti le lunazioni mese per mese, con i rispettivi ragguagli riguardanti le diverse coltivazioni, indicava inoltre i numeri utili per il gioco del lotto e tutte le più rinomate fiere annuali. In Liguria il più diffuso era quello stampato dalla tipografia genovese di Casamara già attiva dal 1688. Nel dialetto toiranese veniva chiamato "U buxardu" (il bugiardo) e lo si acquistava tutti gli anni durante la fiera del 13 dicembre, a Santa Lucia. Questi oggetti, tutti ugualmente importanti, rappresentano la preziosa testimonianza di un aspetto della cultura delle persone che per secoli hanno vissuto nella Val Varatella, e pertanto vanno elogiate quelle generazioni di persone che hanno saputo conservare questi importanti documenti di vita, tramandandoli sino ai nostri giorni.


APERTURA:
Dal 20/12/2011 al 06/01/2012
Orario: 10.00/13.00 - 15.00/18.00



Fonte:
Museo Etnografico della Val Varatella
Via G. Polla 12 17055 Toirano
museo@comune.toirano.sv.it



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