Stemma di Vezzi Portio

Vezzi Portio

In provincia di Savona


 

Info Vezzi Portio

Il territorio di Vezzi Portio si trova sulle alture tra Noli e Spotorno ed è diviso in borgate, alle quali si può salire da Spotorno raggiungendo il villaggio di Tosse o da Noli per Voze. Alcune di queste borgate, Magnone e Portio, sono formate da case mediterranee riunite a gruppi sui poggi a solatio e sulle linee di costa, nei punti di intersezione di antichi percorsi. San Filippo e San Giorgio si trovano nell'alta valle dello Sciusa. Dal territorio di Vezzi Portio, per Voze, si accede all'altopiano delle Manie, straordinario ambiente compreso tra la valle di Noli e la valle del torrente Sciusa a Finalpia. Purtroppo gli incendi ricorrenti hanno fatto strage di parte della macchia mediterranea, specie dove alligna il maggior numero di conifere, ma l'escursione alla vetta di Capo Noli (il sentiero va cercato, in mancanza di segnalazioni turistiche, sulla sinistra, prima del bivio per il vallone di Isasco), ripaga della negativa impressione iniziale. In mezz'ora di percorso a piedi tra siepi di rosmarino, timo, lavanda, ginepri, lecci nani si arriva al Semaforo di Capo Noli (m 276) dove si gode il vasto panorama sulla costa ligure e dove è possibile vedere spuntare nelle crepe della roccia che costituisce il promontorio i bellissimi fiori azzurri di Campanula isophilla. La principale curiosità turistica dell'altipiano è però costituita dalla cosiddetta "Arma" (grotta) delle Manie, raggiungibile con una strada che si distacca dalla provinciale in prossimità di un antico oratorio trasformato in osteria. La grande caverna abitata in tutte le epoche della preistoria e della storia, usata come rifugio pastorale, come frantoio, come deposito di attrezzi agricoli è oggi parzialmente chiusa dalle recinzioni che proteggono gli scavi archeologici, in corso dal 1982. Una segnalazione sulla sinistra della provinciale conduce alla valle di Isasco, dove si trovano antichi insediamenti, caratterizzati da case in pietra con volte bombate a terrazzo.

NEI DINTORNI DI VEZZI PORTIO. La valle dello Sciusa si imbocca a Finalpia, nei pressi dell'abbazia benedettina e del santuario di Santa Maria di Pia. In prossimità dell'abitato nuovo di Calvisio nel fondovalle, sulla sinistra per chi sale, è visibile la cinquecentesca villa Buraggi, con ampio scalone d'accesso a due rampe. Al vecchio abitato di Calvisio si arriva salendo da vico Bedina, poco oltre la nuova chiesa. Si lascia l'auto sul retro della chiesa di San Cipriano, non più officiata e chiusa per lavori di scavo archeologico nel pavimento. La chiesa ha conservato intatto il campanile degli inizi del Duecento, caratteristico per i diversi ordini di bifore e i capitelli a stampella. Dalla chiesa di San Cipriano è possibile proseguire a piedi per San Bernardino. Si passa accanto alla torre Belenda e, camminando tra gli ulivi, si arriva sulla linea di costa. Dietro la chiesa di San Cipriano si stacca una strada fiancheggiata a monte da un muro a secco che porta ad alcuni agglomerati di antiche case della borgata Lacremà. Sono tra i più significativi esempi di "casazze" del territorio di Finale: nuclei di case rurali sorti come per gemmazione attorno a un fulcro iniziale, i muri in pietra, i tetti ora a terrazza, ora a unico spiovente, le scale in pietra, gli androni di accesso coperti e voltati, le finestre piccole aperte sugli uliveti. Tornati nel fondovalle si sale fino al ponte di Vezzi, si passa sul versante sinistro e si prosegue verso il paese fin quando si trova sulla sinistra una sterrata che si inoltra nella Val Ponci, dominata dall'imponente Rocca di Corno (m 313). Si lascia l'auto in prossimità di una piazzuola che serve da parcheggio per gli arrampicatori della Rocca di Corno e ci si inoltra a piedi lungo il sentiero. Si arriva in breve al primo ponte romano, detto delle Fate per la vicinanza alla caverna omonima. Il manufatto, databile al II secolo, cioè all'epoca in cui Adriano fece restaurare la via Julia Augusta, costruito in conci regolari di pietra, è ancora in ottimo stato di conservazione. Gli altri quattro ponti: Sordo, delle Voze, dell'Acqua e Magnone si trovano più in alto lungo i resti della via Julia Augusta. Si ridiscende la val Ponci e si torna al ponte di Vezzi, per continuare a risalire la valle. Si lasciano sulla destra i resti del castello Locella, alla confluenza tra i torrenti Ponci e Sciusa e un poco più a monte la bella costruzione in pietra di Finale del Mulino del Lupo, mentre sul versante destro si apre la selvaggia valletta del Rian de Curnei, che conduce, attraverso sentieri impervi immersi nel verde del bosco mediterraneo, alla chiesa di San Lorenzino di Orco. Un paese affacciato sulla val Sciusa meritevole di una visita è Boragni. Si raggiunge prendendo a sinistra la strada per Orco. Il paese è un interessante esempio di agglomerato rurale compatto, chiuso a Nord dall'alta e impenetrabile bastionata, simile alle mura di un castello, percorso sul lato a Sud dall'unica via interna coperta e a tratti voltata, sulla quale si aprono le case mediterranee, con gli spazi luminosi degli orti, le scale, i terrazzi. Tra Boragni e Orco un sentiero penetra nel bosco e conduce a una stupenda bastionata con strapiombi, su cui sono state tracciate palestre di arrampicata. Nella testata della valle dello Sciusa si trovano San Giorgio e San Filippo. frazioni di Vezzi Portio.

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Foto di Vezzi Portio

 

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