Stemma di Magliolo

Magliolo

In provincia di Savona


 

Info Magliolo

Il Comune di Magliolo si estende su una superficie di 1918 ettari sviluppandosi lungo la prima parte del corso del torrente Maremola, il quale nasce all'interno del territorio comunale e sfocia a Pietra Ligure. Il confine settentrionale coincide con lo spartiacque montano che separa la Val Maremola dalla Valle del Bormida per mezzo di una sella, il colle del Melogno, punto di particolare interesse anche per la presenza di due forti ottocenteschi e delle splendide faggete circostanti. La particolare posizione geografica e l'altitudine permettono una fruizione diversificata del territorio in base alle attività outdoor praticate. L'escursionismo, la mountain bike e il trekking sono supportati da una fitta rete sentieristica: l'Alta Via dei Monti Liguri, il Sentiero delle Terre Alte e la via del Ferro, il sentiero dei Castagni, sono i principali itinerari. Inoltre, la realizzazione della Via Ferrata degli Artisti, un esclusivo percorso attrezzato che si sviluppa sulla Costa dei Balzi Rossi, coniuga la bellezza di un'escursione con l'inattesa scoperta lungo il cammino di alcuni dipinti che l'artista Mario Nebiolo ha "estrapolato" dalle rocce: tutto all'interno di un bellissimo paesaggio che dall'alto domina l'intera Val Maremola.

CENNI STORICI. Magliolo e gli altri centri della Val Maremola (Tovo S.Giacomo, Bardino Vecchio e Bardino Nuovo) fecero parte della Marca Aleramica, passarono sotto la Signoria dei Vescovi di Albenga e quindi del Marchesato dei Del Carretto. Il Marchesato fu ceduto nel 1598 alla Spagna, quindi anche Magliolo passò sotto la giurisdizione spagnola, fino a quando dopo alterne vicende venne acquistato dalla Repubblica di Genova. Magliolo e il Colle del Melogno, come altri territori limitrofi furono teatro delle battaglie tra l'esercito napoleonico e l'austro piemontese. Nel 1797 Magliolo fa parte della 13ma Giurisdizione detta delle Arene Candide e nel 1805 fu incluso nel Dipartimento di Montenotte. Con la caduta di Napoleone, dopo il regno dei 100 giorni, tutta la Liguria, nel 1815, è incorporata nel Regno di Sardegna, retto da Vittorio Emanuele I di Savoia.

ORIGINE DEL NOME. Diverse sono le ipotesi sull'origine del nome Magliolo formato anticamente da una quindicina di borgate, poste su un terreno collinare in declivio. I toponimi di queste località derivano con tutta probabilità da famiglie fuggite dalle zone costiere a causa delle invasioni barbariche e in seguito dalle incursioni saracene e normanne o da gruppi familiari dello stesso casato ai quali il feudatario concedeva terre coltivabili detti "mansi". Magliolo invece, secondo Nino Lamboglia, uno dei più importanti studiosi di storia ligure, potrebbe derivare da "Magliuolo" (malleulus) ovvero da tralcio di vite che si trapianta per farlo abbarbicare. "Maiolo" è una sorta di uva nera diffusa in val Maremola. Altre ipotesi fanno risalire il toponimo alla casata dei Maggiolo, ormai estinta in paese, a S. Maiolo, abate benedettino di Cluny che soggiornò per un periodo di tempo nella diocesi di Albenga o come da "maior" in quanto il territorio di Magliolo era il più esteso del marchesato dei del Carretto.

VISITA AL COMUNE DI MAGLIOLO ED ESCURSIONI NEL VERDE. Chi giunge a Magliolo, Comune situato nell'alta Val Maremola a 270 metri sul livello del mare, può ammirare un vasto territorio collinare coperto da boschi di castagni e faggi. Qui il paesaggio rurale ha consevato ancora, in modo evidente, il modello abitativo di una secolare cultura contadina, integrando nuovi insediamenti abitativi per le nuove generazioni. Ecco quali tracce ha lasciato il passato per arricchire gli occhi dei visitatori. L'elegante Santuario dedicato ai SS. Cosma e Damiano (XVII-XVIII secolo), che domina la vallata, la cui costruzione attuale risale alla prima metà del '700: esterno e interno vanno osservati nella loro unicità architettonica data dalla rottura con il canonico barocco; il gruppo ligneo dei due santi viene portato ancora oggi in processione il 27 settembre. L'antica tradizione si rinnova convogliando qui ogni anno gli abitanti delle vallate vicine. La chiesa parrocchiale di S.Antonio Abate (XV secolo), il campanile tardomedievale e l'epigrafe in pietra sulla facciata principale che ne indica l'anno di costruzione e la grande lettera T (tau greca) in rilievo, simbolo dell'Ordine degli Ospedalieri di Sant'Antonio Abate e testimonianza del loro passaggio. Il seicentesco Oratorio di S.Bernardo, ristrutturato  e ruotato nell'orientamento nell'800: l'abside semicircolare ed il piccolo campanile triangolare dalle forme barocche che riproduce in scala quello dell'oratorio campestre di S.Eligio situato sulla strada che conduce a Tovo S.Giacomo. Il complesso difensivo dei Forti del Melogno (fine '800), un'opera dell'esercito sardo-piemontese a difesa della costa. La cappella (seconda metà dell'800) e l'adiacente casa del canonico Nicolò Morelli in località Melogno: docente universitario a Genova, estese le sue ricerche in questa parte del territorio ligure cui era molto legato. La Via del Ferro che coincide in parte con il sentiero Montà: l'antica mulattiera per Isallo permetteva il collegamento tra la Ferriera, che lì si trovava già dal 1730, e i porti della riviera dai quali partivano i bastimenti carichi dei lingotti di ferro. Il sentiero dei Forti tocca nel suo percorso tutta la linea difensiva del Melogno, snodandosi lungo l'Alta Via dei Monti Liguri ed il Sentiero delle terre Alte, all'interno di un'affascinante foresta di faggi, la Barbottina.
Isallo, Melogno e Cà Nova sono le caratteristiche frazioni del Comune di Magliolo, costellate da cascine sparse e splendidi sentieri nei boschi e attraverso le contrade, tutti ben segnalati, come il Sentiero dei Castagni, dove incontriamo i particolari tecci, le caselle, le nevriere e gli essicatoi per le castagne. Oggi è stato rivalutato l'aspetto ambientale, escursionistico e sportivo; chi ama l'avventura può cimentarsi nell'arrampicata della Costa dei Balzi Rossi, dove tra il 2002 e il 2004 è stata realizzata la Via Ferrata degli Artisti, che si presenta come un sentiero per arrampicata attrezzato, dove non mancano incantevoli scorci panoramici.

LA VIA FERRATA DEGLI ARTISTI E LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO. La ferrata degli artisti è la prima ferrata realizzata in provincia di Savona: si tratta di un percorso esposto di medio-alta difficoltà che si sviluppa sulla parete rocciosa dei Balzi Rossi, una struttura orografica affacciata sulla val Maremola e caratterizzata da una roccia di colore rossastro che dà il nome alla parete. La via ferrata è un sentiero attrezzato che si sviluppa tra le quote altimetriche di m. 675 e m. 1309, presentando quindi un dislivello di 634 metri; l'introduzione di adeguati cavi e staffe di acciaio che agiscono prima come presa per le mani e poi come gradino per i piedi, permettono agli escursionisti-alpinisti di camminare o arrampicare su di essa, in tutta sicurezza, facilitandone la salita. La via prevede uno sviluppo di circa m. 1500 di cavo metallico, con una variante facoltativa, più impegnativa, per le persone esperte. Una particolare citazione va al ponte tibetano lungo circa 40 metri: sospeso all'interno di una profonda gola, offre la possibilità di provare l'emozione dell'essere sospesi a 50 metri nel vuoto. L'arrampicata inizia con una salita piuttosto impegnativa sulla parete rossastra, ed è alternata da alcuni tratti di sentiero lungo i quali prendono forma alcune opere di "pittura acrobatica". Accompagnati da questi arditi gesti artistici, si attraversano successive tratte, sino ad arrivare al ponte sospeso, una delle particolarità della ferrata, che conduce all'ultima parte della salita: essa unisce la difficoltà del percorso in parete alla bellezza del panorama che abbraccia la vallata. Con la creazione della via ferrata è seguito il ripristino di un antico percorso che permette il ritorno a valle, al punto di partenza e la realizzazione di alcuni sentieri di uscita laterali (vie di uscita) che consentono un comodo ritorno alla base in caso di maltempo o di contrattempi di diversa natura, oppure di raggiungere, comunque, il culmine della Costa e il Bric dell'Agnellino per un itinerario esclusivamente escursionistico. La realizzazione della ferrata alla Costa dei Balzi Rossi ha una duplice valenza: la prima, ovviamente, quella di sentiero alpinistico attrezzato a sè stante, la seconda, sarà quella di un emozionante percorso di collegamento con l'Alta Via dei Monti Liguri tracciata in prossimità del Bric dell'Agnellino, permettendo un originale legame ai percorsi del versante marino dell'entroterra della Val Maremola, tra cui il Sentiero delle Terre Alte. La creazione della via ferrata alla Costa dei Balzi Rossi è inserita in un piano di risistemazione, ripristino e valorizzazione della rete sentieristica del comune di Magliolo, permettendo la fruizione dei percorsi agli appassionati di escursionismo, equitazione e ciclismo: il piano rappresenta un tentativo di riavvicinamento ai valori di quegli uomini che per generazioni hanno curato con estrema perizia e abilità un territorio impervio come quello dell'alta Val Maremola, espressione di civiltà contadina ormai scomparsa.

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Foto di Magliolo
Il torchio donato al comune di Magliolo in memoria dei fratelli Cosimo e Damiano Monesiglio (Foto R.Roncato)
Magliolo - Chiesa parrocchiale di S.Antonio Abate (Foto R.Roncato)
Magliolo - santuario S.S. Cosma e Damiano (Foto R.Roncato)
Magliolo - Interno del santuario S.S. Cosma e Damiano (Foto R.Roncato)
Magliolo - Statue dei Santi Cosma e Damiano all'interno del Santuario (Foto R.Roncato)
Magliolo - Il santuario S.S. Cosma e Damiano con le luci della sera (Foto R.Roncato)
Magliolo - La casa della porchetta allo spiedo (Foto R.Roncato)
Magliolo - porchetta allo spiedo per la festa dei Santi Cosma e Damiano (Foto B.Roncato)
Magliolo - La festa dei Santi Cosma e Damiano (Foto B.Roncato)
Magliolo - Panoramica del paese (Foto R.Roncato)
Vista panoramica di Tovo San Giacomo e Pietra Ligure da Magliolo (Foto R.Roncato)

 

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