Camera di Commercio

Oltre un milione di euro per sostenere le imprese savonesi

mercoledì 17 dicembre 2008

Oltre un milione di euro per sostenere le imprese savonesi. E' il fondo straordinario stanziato dalla Camera di Commercio per limitare il "contagio" della crisi sulle attività economiche locali. "Un intervento che andrà ad aggiungersi agli stanziamenti ordinari di bilancio - sottolinea il presidente Giancarlo Grasso - ed all'iniziativa già assunta a fine ottobre assieme a Unioncamere e Regione con i tre milioni di controgaranzie per il credito alle imprese".

Deciso in Giunta camerale e poi ratificato in novembre dal Consiglio di Palazzo Lamba Doria, il fondo straordinario andrà ulteriormente a rafforzare le garanzie offerte dal sistema dei Confidi alle banche contro i rischi di insolvenza delle imprese, agevolando il flusso dei finanziamenti. "Le garanzie del fondo - spiega il presidente della Camera di Commercio di Savona - si aggiungeranno a quelle già offerte dai Confidi, con un duplice effetto: la copertura del rischio passa dal normale 50 per cento dell'affidamento fino all'80 per cento e la durata del finanziamento può essere spostata dal breve al medio-lungo termine, vale a dire dai 5 anni ordinari agli 8-10 anni. Naturalmente si tratta di variabili che devono essere oggetto di una trattativa a tre, tra confidi, banche e imprese, ma non c'è dubbio che si aprono interessanti spazi di manovra".

Con l'intervento straordinario, è la stima prudenziale dell'Ente camerale, si otterrebbe un effetto leva, con lo "scongelamento" di almeno 20 milioni di euro che le piccole e medie imprese possono utilizzare per far fronte alle crisi di liquidità che dovessero insorgere in seguito ai mancati pagamenti da parte dei clienti. Spesso le banche, per mantenere gli affidamenti alle imprese, chiedono garanzie comprese anche del 30 - 50% superiori all'importo mutuato. Il ruolo dei Confidi, sempre importante, diventa oggi fondamentale in una situazione di emergenza per evitare che le imprese finanziariamente piú fragili escano dal mercato.

In particolare, i Confidi liguri, che attualmente contano su circa 50 milioni di euro di mezzi di garanzia privati e pubblici, a fronte di circa 600 milioni di euro di finanziamenti bancari a favore di oltre 13 mila imprese, potranno con le nuove risorse costituire una massa critica in grado di incrementare notevolmente il valore degli affidamenti.

"E' tuttavia chiaro - sottolinea il presidente della Camera di Commercio - che non ci saranno automatismi, nel senso che le garanzie non andranno a disperdersi in tutte le direzioni ed a coprire anche le situazioni insostenibili. La raccomandazione ai confidi sarà quella di sostenere sia l'attività produttiva, sia l'occupazione, premiando quelle aziende che saranno in grado di presentare piani di impresa credibili, rivolti al superamento della crisi e orientati all'internazionalizzazione, allo sviluppo tecnologico e alla creazione di nuove imprese, direttrici strategiche per assicurare il consolidamento a lungo termine delle attività".

Manca a questo punto il coinvolgimento pieno e positivo degli istituti di credito, la cui tendenza naturale, in tempi di ridotta liquidità, è piuttosto quella di restringere le linee di finanziamento piuttosto che allargare le maglie. E' in questa direzione che gli enti economici si impegneranno nelle prossime settimane. "Siamo stati tra i primi a decidere un intervento straordinario - conclude Giancarlo Grasso -, ma abbiamo evitato l'effetto annuncio, preferendo lavorare sul progetto pressochè definito. Sappiamo cosa le imprese si attendono da noi, siamo pronti ad agire nell'interesse dell'economia della provincia, senza tuttavia farci tirare per la giacca. Stiamo facendo in pieno la nostra parte, anche se ci rendiamo conto che non sarà sufficiente a tenerci al riparo dalla crisi, che richiede l'attuazione di un vasto piano di investimenti pubblici e privati. Abbiamo degli accordi di programma che attendono di essere attuati. Vogliamo ancora discuterne? Credo che la grande maggioranza della comunità locale non lo capirebbe".


Fonte:
Sergio Ravera
Camera di Commercio

 



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