FESTIVAL DI BORGIO VEREZZI

LELLO ARENA E' CAPITAN FRACASSA

lello arena
mercoledì 18 luglio 2012

Lello Arena è l’interprete di “Capitan Fracassa”, lo spettacolo tratto da Théophile Gautier e dai canovacci di Francesco Andreini che andrà in scena in prima nazionale, per la regia di Claudio Di Palma, giovedì 19 luglio al Festival Teatrale di Borgio Verezzi (ore 21,30, repliche venerdì 20 e sabato 21). Insieme a Lello Arena, che vestirà i panni del protagonista, il barone di Sigognac-Capitan Fracassa uscito dalla penna di Gautier, reciteranno Fabrizio Vona, Francesco Di Trio, Giovanna Mangiù e Barbara Giordano, oltre ad un gruppo di altri otto attori e musicisti.

Cosa spinga un attore a scegliere un testo fra migliaia è uno dei misteri più oscuri ed intricati nel quale mi sia mai imbattuto. – dice Lello Arena - Alcuni miei colleghi si lasciano guidare da una loro personale “urgenza” del momento, un’inderogabile necessità che li spinge, li obbliga, li costringe a vestire i panni di quel personaggio e di nessun altro. A me invece piace piuttosto che gli spettacoli si facciano perché ce n’è bisogno. Preferisco che quella indispensabile “necessità“ sia in qualche modo espressa dalla gente, dal pubblico che, oggi come allora, è uno degli ingredienti primari di quel rito che si chiama Teatro. E allora me ne sto, con le antenne ritte ed il naso al vento, ad annusare l’aria in attesa che arrivi un consiglio, un suggerimento che faccia da miccia, da fonte di ispirazione per quel lungo e complicato viaggio che inizia solo quando la scintilla scocca in quella maniera così magica, unica ed inattesa. Portare in scena Capitan Fracassa mi è sembrata un’idea potente subito. Ha resistito alle mie personali riserve di indossare panni straordinari ma forse fin troppo prevedibili per me di soldati spacconi e Falstaff vari. Con la stessa energia ha evidenziato subito alcuni dei temi con i quali credo avremo a che fare per un bel po’ del tempo che ci aspetta e nel quale andrà in scena Capitan Fracassa con la sua “necessaria “ funzione sociale. La prima questione è che occorre recuperare un valore epico ed etico delle nostre giornate. Abituati a pensare e convinti ad arte che il nostro agire sia ormai inutile perché troppo grande la dimensione della nostra esistenza , indeformabile dalle nostre piccole azioni quotidiane, troppo spesso rinunciamo a vivere e ad occuparci della nostra vita e di quella delle persone che amiamo. Raccontare a tutti come solo l’arte, o comunque anche l’arte, la musica, il teatro, la pittura sia un elemento indispensabile per aiutarci a recuperare quella passione, quella energia vitale, quel senso naturale delle cose, quella unicità preziosa del nostro passaggio in questo mondo, è missione imprescindibile per questo momento. Capitan Fracassa ben sa nella sua epopea romantica quanto sia necessario, se non addirittura obbligatorio, rinunciare alla tentazione di tirare i remi in barca, di anestetizzarsi ad ogni sentimento ed emozione, di seppellirsi ancor prima della propria morte, di rendersi indisponibile per quella passione, origine prima addirittura della propria stessa nascita. Altra suggestione, altro spunto, altra illuminazione. L’obbligo “sociale” di dover essere per sé e per gli altri affidabili. Affidabili e coerenti. Affidabili e sinceri. Affidabili e sicuri. Quando ci penso mi viene sempre in mente un proverbio classico riscritto dal grande Rodari: Non c’è peggior sordo di quello che finge di sentire! E’ sempre più semplice, in un momento nel quale le risorse individuali sembrano bastare a malapena per se stessi, mettersi al riparo dalle richieste altrui, evitando i fastidi e le ripercussioni proprie del dire no, usando la facile alternativa di un sì senza valore. Anche perché, data la difficoltà del momento, le giustificazioni, le scappatoie, le scuse, gli appigli e i cavilli assolvono con facilità chiunque da ogni parola data e da ogni impegno preso. Non vi posso raccontare troppe cose. Un prestigiatore non dice mai che trucco sta per fare. Così se sbaglia nessuno se ne accorge. Ma un Capitan Fracassa che muore davvero, dopo un duello fatto con delle spade finte, proprio per dare senso a un grande amore è una straordinaria metafora sul tipo di persone che ci farebbero molto comodo di questi tempi”.

Per informazioni e prenotazioni:

tel. 019/610167 – biglietteria@comuneborgioverezzi.it.



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