Raduno regionale delle Confraternite Liguri a Garlenda

La pioggia ostacola l'evento

giovedì 16 aprile 2009

Una pioggia incessante ha avversato il Raduno regionale delle Confraternite che si è svolto ieri a Garlenda. Il vescovo della diocesi Mario Oliveri ha officiato, come da programma, la messa solenne, ma poi a causa del maltempo la prevista Processione, con gli oltre 100 " Cristi" che dovevano essere portati dagli oltre duemila confratelli, provenienti da tredici diocesi, non si è potuta svolgere. A Garlenda sono giunte comunque migliaia di persone e fedeli, con pulman e mezzi provenienti oltre che dalla Liguria, anche dalle regioni confinanti, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana.

L'evento non verrà recuperato e l'appuntamento per i 54esimo raduno regionale è stato rimandato al prossimo anno. " Siamo dispiaciuti per il maltempo- dicono gli organizzatori- che ha impedito lo svolgimento di parte del programma previsto, ma l'incontro è stato comunque proficuo perché ha dato a molti l'occasione per stimolare una riflessione su questo aspetto devozionale così forte in Liguria e che invece per molti rappresenta oggi soltanto un fenomeno puramente folcloristico". Le confraternite invece oltre ad avere una grande importanza nella storia delle comunità liguri rappresentano un esempio ancora ragguardevole di religiosità e fede, ereditato dal nostro passato.

" Non sono società di mutuo soccorso, o gruppi culturali- dice il professor Franco Gallea della Consulta Ligure per la Cultura- ma associazioni di laici che vogliono vivere pienamente la propria fede. Le prime confraternite nacquero, proprio in Liguria, attorno al 1230, in corrispondenza delle prime processioni di flagellanti diretti verso la Provenza. L'esigenza di un rinnovamento della Chiesa e di un ritorno alla povertà evangelica aveva dato impulso al sorgere di nuovi Ordini religiosi e le confraternite furono proprio una delle prime dimostrazioni del rinnovato fervore religioso". A Genova e nel Levante ligure sorsero le prime Confraternite di disciplinati, che seguivano la regola della disciplina penitenziale. Spesso, i confratelli appartenevano ad una stessa classe sociale o svolgevano lo stesso mestiere.  Se all'inizio le Confraternite cercarono l'appoggio e la protezione della Chiesa, a partire dal XV secolo, le stesse iniziarono a rivendicare la propria autonomia ed alcune divennero così importanti da mettere addirittura in ombra la stessa loro parrocchia. Nel corso dei secoli le confraternite cominciarono poi a costruire anche  sedi, oratori e luoghi di incontro e iniziarono a specializzarsi. Sebbene fossero nate per preparare i fedeli alla vita ultraterrena, furono coinvolte nelle attività sociali, politiche e culturali della comunità nella quale operavano. Successivamente alle confraternite titolari si affiancarono poi, spesso nel medesimo oratorio, altri gruppi che porteranno alla costituzione delle "Casacce".

" I secoli XVII e XVIII - prosegue Gallea- furono quelli di massimo splendore per le Casacce che, aumentando la loro forza  economica, fecero produrre casse, realizzare argenti, vesti e spesso commissionarono opere anche a celebri artisti. Oggi tutto queste vario e spesso ricco patrimonio artistico ed arredo è quasi sempre ospitato nei  tanti e splendidi Musei Diocesani. Gli storici in passato hanno inoltre a volte sottovalutato l'importanza delle Confraternite, così come oggi erroneamente fanno coloro che vedono in esse un puro esempio di folclore ad uso turistico.

In effetti invece casacce e confraternite, a seconda dei luoghi e delle città in cui nacquero e si svilupparono, furono praticamente impegnate in tutti i campi della vita sociale". Gestivano ospedali, organizzavano scuole, davano ospitalità ed asilo agli stranieri, ai  viandanti ed ai bisognosi, si occupavano degli orfani, donavano la dote alle giovani povere, patrocinavano le arti e la musica, perseguitavano gli eretici, accompagnavano al patibolo i condannati a morte e si occupavano delle cerimonie funebri. Quanto siano ancora importanti e radicate nella fede e nella devozione lo dimostra il fatto che al raduno regionale delle confraternite a Garlenda sono arrivati più di 2000 confratelli ed un centinaio di artistici " Cristi" lignei.


Fonte: Claudio Almanzi



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