venerdì 18 aprile 2014
La Sagra del pesce di Camogli, uno degli appuntamenti gastronomici più attesi e amati, in cui la padella più grande del mondo friggerà pesce per gli ospiti ed i villeggianti per la festa più tipica della Liguria.
La manifestazione, organizzata dall'Associazione Turistica Pro Loco con il patrocinio del Comune, è ormai nota in tutta Italia ed all'estero ed attira un notevolissimo numero di persone. Nata come gesto spontaneo di alcuni camogliesi che decisero, nel 1952, di regalare ai residenti ed ai visitatori una frittura di pesce, questa simpatica tradizione si è trasformata in un importante momento di comunicazione e di proiezione dell'immagine a vocazione turistica della Città.
Simbolo della Sagra è la padella di 3,80 metri di diametro e che pesa ben ventisei quintali, nella quale vengono fritti circa tre tonnellate di pesce azzurro, una vera e propria attrazione folcloristica, in cui vengono cotte circa 30.000 porzioni da distribuire gratuitamente agli ospiti della festa, grazie all'impegno dei molti volontari che offrono il loro apporto alla buona riuscita della manifestazione.
Manifestazione legata alla plurisecolare festività di San Fortunato, patrono dei pescatori: la sera della vigilia, dopo la celebrazione religiosa, con la processione dell'Arca di San Fortunato alla quale partecipa la Banda “Città di Camogli”, ha luogo sulla spiaggia l'incendio dei falò, vere e proprie sculture in legno costruite dai camogliesi dei quartieri Porto e Pinetto che ogni anno, con fantasia, inventano nuove forme.
vengono fritti circa tre tonnellate di pesce azzurro in un padellone d'acciaio da guiness dei primati, di 3,80 metri di diametro e che pesa ventisei quintali, una vera e propria attrazione folcloristica, in cui vengono cotte circa 30.000 porzioni da distribuire gratuitamente agli ospiti della festa.
Storia
Siamo a Camogli nei primi anni del 1700, il paese viveva solo sulla pesca , gli abitanti passavano i periodi che andavano da maggio a settembre in mare aperto per dedicarsi a questa attività. Spesso incontravano condizioni di mare brutto, e allora non gli rimaneva che rivolgere le loro preghiere all’unica Madonna di Camogli, la Madonna del Boschetto.
Nacque così l’esigenza di avere un santo dedicato proprio a loro, fu così che il parroco di allora chiese al Papa a Roma di cercare un santo: si trovò un legionario romano senza nome, i camoglini, nel 1710, partirono subito alla volta di Civitavecchia a bordo di una galea, ma il caso volle che nel viaggio di ritorno furono sorpresi da una forte burrasca , fu in quel momento che decisero di rivolgere una preghiera a questo santo che avevano a bordo. Le preghiere furono esaudite, la burrasca si placò e i camoglini fecero rientro sani a salvi in porto.
Da quel giorno decisero che la seconda domenica di maggio sarebbe stata dedicata al Santo che chiamarono Fortunato.
Da allora l’urna con le reliquie di S.Fortunato si trova nella Basilica S.Maria Assunta.
Fonte: web