Sculture a La Spezia

Delsanto e Vignale in mostra fino al 13 febbraio

riflesso interiore
martedì 5 gennaio 2010

Mostra di Scultura a La Spezia degli artisti Angiolo Delsanto Jr e Carlo Vignale.

Sabato 23 Gennaio, alle ore 17,30 presso il Centro Salvador Allende della Spezia, verrà inaugurata la mostra di scultura “Incontro con lo spazio metafisico, percorsi nell’Essere e nel Tempo” degli artisti spezzini Angiolo Delsanto Jr e Carlo Vignale.
La mostra, che ha ottenuto il patrocinio dell’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia, in collaborazione con l’U.C.A.I. - Circolo Culturale “Angiolo Del Santo”, sarà visitabile dal 23 Gennaio al 13 Febbraio p.v., da Martedì a Sabato dalle 14,30 alle 18,30.
Durante l’inaugurazione interverrà il critico Valerio P. Cremolini, membro dell’Istituzione per i Sevizi Culturali della Spezia.


Note Biografiche

Angiolo Delsanto jr, nipote dell’omonimo scultore spezzino protagonista della cultura del primo Novecento, nasce a La Spezia, nel 1961. Compiuti gli studi classici nella città di origine, consegue il diploma di Laurea in Scienze Politiche presso la Facoltà Cesare Alfieri di Firenze.
La sua formazione artistica e l’inizio dell’attività coincidono con la conoscenza dello scultore spezzino Fabrizio Mismas, docente presso il Liceo Artistico di Carrara (MS). La frequentazione dello studio dell’artista e la partecipazione ai corsi di Figura dal Vero, gli consentono di apprendere preziosi insegnamenti per un corretto approccio verso l’arte contemporanea.
Il suo modulo plastico, prevalentemente fedele al linguaggio figurativo, negli anni più recenti si è evoluto in senso analitico concretizzando una svolta che, pur rivisitando la figura umana, testimonia una modellazione più libera e sintetica.
Tra le recenti esposizioni si ricordano: le personali organizzate con i patrocini del-l’Assessorato alla Cultura del Comune di Massa presso il Teatro comunale Guglielmi (2001), dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pietrasanta presso il Chiostro di S.Agostino (2002), dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ortonovo presso il Museo Etnografico della Colombara (2003) e presso il Circolo UCAI della Spezia (2005); le collettive presso la sede del Parlamento Europeo-Bruxelles in collaborazione con il Comune di Pontremoli (2003) e presso l’Auditorium della Cattedrale di Cristo Re, La Spezia, in occasione del Congresso Eucaristico (maggio/giugno 2004).

Carlo Vignale è nato alla Spezia nel 1936, si è laureato in Ingegneria all’Università di Pisa. Ha lavorato in varie aziende e città, e, nei ritagli di tempo liberi dal lavoro, ha praticato la scultura per puro diletto, facendosi ospitare in laboratori di marmorari e studi di scultori, a Carrara e a Roma, dietro un modesto rimborso delle spese per l’uso degli spazi e delle utilities. Qui ha appreso i metodi e le tecniche della scultura, cercando di assimilarne il senso e lo spirito, integrando la pratica con la teoria attraverso la lettura della buona letteratura scultorea.
Ha cercato di attenersi all’estetica desanctisiana, secondo la quale l’arte è sintesi di contenuto e forma, interpretando però il concetto di sintesi in senso dialettico, per cui, non solo il contenuto genera la forma, ma anche la forma influisce sul contenuto.
Pur non pretendendo di possedere uno stile preciso, tuttavia, nel contenuto delle sue sculture sembrerebbe aderire ad una forma di tipo espressionista, ma di un espressionismo per così dire mediterraneo, che cerca di coniugare l’espressività con un certo realismo equilibrato, di ascendenza, fatte naturalmente le debite proporzioni, Novecentista.
È socio dell’UCAI, Unione Cattolica Artisti Italiani, sezione della Spezia, nella cui galleria partecipa alle mostre collettive, tra le quali citiamo quella organizzata presso l’Auditorium della Cattedrale di Cristo Re, la Spezia, in occasione del Congresso Eucaristico (Maggio – Giugno 2004).
Nella galleria UCAI della Spezia, ha tenuto una mostra personale nel Maggio 2007; nell’occasione, è stata edita una pubblicazione intitolata Tentativi di scultura e pittura sull’essere, in cui racconta le sue esperienze artistiche.
Commento critico:


Esperienze di Verità

È di pregnante attualità quanto scriveva nel 1978 lo storico tedesco Udo Kultermann, affermando che «l’opera d’arte non può più essere interpretata esclusivamente sulla base della bellezza formale, della purezza, o di un uso appropriato dei materiali. Non è più possibile interpretare un’opera scultorea parlando di “superfici forbite” e di “bilanciamento delle masse”, senza indagarne i significati e le funzioni più profonde. Il contenuto dell’opera d’arte è divenuto oggetto di analisi tanto quanto il suo carattere formale»1.
Gli scultori Angiolo Delsanto jr. (La Spezia, 1961) e Carlo Vignale (La Spezia, 1936) vantano esperienze artistiche, che stimolano indagini non superficiali e ritengo possano tuttora rappresentare utili sussidi alla conoscenza dei loro rispettivi lavori i miei contributi che hanno accompagnato le loro personali del 2005 e del 2007, entrambe sinceramente apprezzate.

Dalla loro lettura emerge limpidamente il peso accreditato alla relazione tra arte e filosofia, discipline frequentate da Delsanto e Vignale con approcci autonomi e con analogo interesse. Si impone, inoltre, una forte carica di concettualità, per cui è indispensabile far precedere all’esercizio del guardare un adeguato processo di riflessione, in quanto «utilizzando il linguaggio del sensibile, del sentire, del vedere e dell’immaginare, l’arte problematizza, approfondisce e amplia le rappresentazioni e i modi di senso e produce un tipo di esperienza di verità, un tipo di conoscenza che non solo “accenna al pensiero”, come direbbe Hegel, ma alimenta il pensiero e in qualche modo contribuisce a costruirlo»2(Mario De Pasquale).
Per Delsanto e Vignale la scultura rappresenta la migliore sintesi fra spinta intuitiva ed espansione del pensiero, concretizzata in meditati progetti che svelano sapiente manualità nel creare forme tutt’altro che convenzionali, avvolte dalla ricchezza del pensiero filosofico.

Ciascuna opera, infatti, possiede una speciale vitalità ed emana una specifica energia, concorrendo a costituire un percorso creativo denso di argomentazioni e di non obbligata originalità.
Con indubbia scioltezza narrativa gli artisti ci fanno partecipi delle loro ricerche, richiamando aspetti significativi attinenti all’interpretazione delle sculture, la cui genesi è radicata in ponderati piani di lavoro. Sia Delsanto che Vignale affiancano alla tecnica esecutiva un notevole bagaglio di quesiti, che scandiscono la tensione analitica anteposta alla fase formativa delle diverse opere. Delsanto prosegue un cammino che si articola in vari passaggi, ognuno dei quali vede la produzione di opere dimostrative di un approccio mai forzato con le diverse materie (gesso, cemento, marmo, bronzo, resina). La perseverante ricerca di equilibri formali, l’accentuazione di aspetti intimisti, lo studio della figura, sono componenti che nel prosieguo dell’attività sono state gradualmente abbandonate a favore di un orientamento più sperimentale, approdato ad una elaborata sintesi plastica, che penetra a fondo le relazioni fra la persona e l’universo. La scultura, definita da una modellazione governata dalla conquista di ritmi mai accelerati, si allea con la filosofia per magnificare la centralità del pensiero nell’evolversi della vita dell’uomo. Innumerevoli concetti sono comuni sia a Delsanto che a Vignale. Quest’ultimo dichiara esplicitamente che l’Essere, protagonista del processo cosmico, e il Tempo, nozione teorizzata in più ambiti, costituiscono il contenuto della sua vicenda artistica, rivelatrice di un atteggiamento riflessivo e consapevolmente critico nei confronti dell’uomo e della storia, nel suo inarrestabile succedersi di eventi. Inoltre, non sfugge la singolare capacità inventiva di Vignale nel realizzare un’inconsueta ed elaborata figuratività, la cui lettura, per acquisirne gli elementi costitutivi, impone tempi non fuggevoli. Lo scultore ama raccontare con dovizia di particolari il suo rapporto con la materia e le sue parole sono coerenti con le testimonianze di altri scultori.

Penso a Fabrizio Mismas, che in alcune belle pagine afferma che «è la materia a comandare, lei che suggerisce, è lei che impone i cambiamenti, è lei che si trucca da vena d’oro: prima si cela, poi maliziosa si fa desiderare, scoprire lentamente, infine, quando si rivela ti compromette e ti obbliga a seguire il suo verso e ti ritrovi dove tu non volevi e dove lei aveva deciso».


1 U.Kultermann, I Contemporanei, Arnoldo Mondatori Editori, Verona, 1979, p.8.

2 M.De Pasquale, Alcuni problemi attuali in didattica della filosofia, da www.sfi.it

Di sovente il risultato finale costituisce un’inattesa sorpresa, che sollecita ulteriori approfondimenti sul binomio forma-contenuto, tramite per avvalorare il significato dell’idea e favorire un processo cognitivo che ha nell’opera d’arte un riferimento espressivo, che ambisce ad assecondare comunicazioni dai confini illimitati.
Sullo stesso crinale, Angiolo Delsanto jr. colloca il corpus della sua sorprendente produzione scultorea, armonizzata tra scelte figurative e convincenti impulsi astratti, quasi a rifiutare l’esistenza di barriere tra le due modalità esecutive.
È una ricerca complessa, segno di libertà e di dinamica attività del pensiero, che si intreccia tra vari dualismi, quali essere-non essere, spazio-tempo, realtà-apparenza, finito-infinito, immanente-trascendente, identità-diversità, felicità-infelicità, lasciando comunque aperte altre possibilità interpretative della sua indagine che, precisa lo scultore, riguarda «le reciproche relazioni tra l’individuo e l’universo, tra l’essere e l’assoluto».
Entrambi i percorsi raccolgono avvincenti lavori dei due artisti, degni di attenzione e rappresentativi della loro condivisa frequentazione del rapporto tra arte e filosofia, convinti, come afferma Massimo Donà, «che filosofica l’arte lo è sempre stata nella misura in cui è il suo semplice mettersi “in mostra” ad aver sempre costituito una reale pro-vocazione nei confronti del pensiero e della riflessione».

Valerio P. Cremolini (Istituzione per i Servizi Culturali della Spezia)

metamorfosi notturno volo teso vignale-dreamer, il sognatore vignale-dreamer, il guidatore vignale, il pensiero rammemorante vignale, il peso del passato

Fonte: Consuelo Barsacchi



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