--%>

Arenzano

Gli eventi nel weekend del 13-14 dicembre

Rita Botto
sabato 29 novembre 2008

Amore Sacro, Amor Profano Winter
Un inverno d'Autore
Arenzano, 13-27 Dicembre 2008
  

Dopo il notevole successo riscosso dall'edizione estiva 2008 di Festival Amore Sacro, Amor Profano, il più importante appuntamento del Ponente genovese dedicato ai cantautori, l'Associazione Culturale Coloriamo @ Musica ritorna ad Arenzano con la realizzazione di Amore Sacro, Amor Profano Winter - Un inverno d'autore.
L'evento, organizzato in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Arenzano, sarà in primo piano nel cartellone delle manifestazioni di dicembre, e - come di regola nelle produzioni targate Coloriamo @ Musica - presenterà proposte nazionali ed estere, prevedendo per l'occasione prestigiosi contributi da Italia ed Argentina.
Saranno concerti che si spingeranno oltre i confini del cantautorato, abbracciando altri stili musicali ed altri modi di intendere lo spettacolo. La ripresa invernale si differenzierà infatti dalle Giornate della canzone d'Autore che hanno animato le sere dell'agosto passato; ma non ne tradirà lo spirito di fondo: con una considerazione particolare per il periodo natalizio, senza tuttavia rinunciare al gusto ed al rilievo culturale con cui si fregia la globalità del progetto Amore Sacro, Amor Profano.
Una rassegna musicale ideata con lo spirito di coniugare cultura ed intrattenimento, in eventi di indubbia attrattiva e di fascino immediato; una manifestazione pensata per coinvolgere un pubblico ampio, ma che non tralasci l'indispensabile qualità artistica dei contenuti che, da sempre, contraddistingue Coloriamo @ Musica nella ricerca e nella valorizzazione delle tradizioni musicali popolari. 

13 Dicembre - Grand Hotel di Arenzano - Lungomare Stati Uniti, 2
Rita Botto: "Stranizza d'Amuri" - Recital musicale sulle tradizioni del canto popolare

Per la data di esordio di Sabato 13 dicembre, il Grand Hotel di Arenzano ospiterà "Stranezza d'Amuri", recital musicale sulle tradizioni del canto popolare scritto dalla cantante ed autrice etnea Rita Botto. Pagine mirabolanti del folclore siciliano alternate alla poetica della produzione originale, nell'interpretazione di una voce potente, duttile, spesso accarezzata da un vento aspro e malinconico: un tracciato musicale ricco di seduzione e di carattere, che ha valso all'artista catanese due segnalazioni al Premio Tenco, un Cd accolto con grande favore dalla critica, nonché fruttuose collaborazioni con Franco Battiato, Carmen Consoli e Roy Paci. 

Rita Botto è un'artista che trova nella sua Sicilia l'energia per abbracciare importanti radici sonore, oggi tornate in evidente attualità. Una voce mediterranea che desta stupore, come insolita rivelazione: potente, duttile, spesso accarezzata da un vento aspro e malinconico. Nata alle falde dell'Etna, è una cantante dotata di abile versatilità: uno stimolo ulteriore che l'ha incoraggiata ad affrontare diverse iniziative musicali e teatrali, cimentandosi attraverso stili multiformi, spaziando fra il repertorio di musica leggera italiana ed il brasile, dal blues al jazz, e molto altro ancora. Si è inoltre dedicata all'insegnamento del canto, sia per la Scuola di "Musica Moderna" di Ferrara sia per la Scuola di Teatro "Baule dei Suoni" di Bologna. Durante un lungo periodo di riflessione, è nata la voglia di dare voce ai suoni della propria lingua: il siciliano. Rita è così approdate a nuove prospettive sonore in cui si sposano armoniosamente, in modo definitivamente compiuto, il calore del timbro della voce, la passionalità, l'accento espressivo connaturato nei modi mediterranei. Folgorante è stata per lei la scoperta della cantante folk Rosa Balistreri, oggi scomparsa, svelatrice di tesori favolosi immersi nella tradizione popolare siciliana.
Su queste solide fondamenta culturali Rita Botto costruisce un'attività concertistica sempre più vitale, spostandosi sulla penisola in compagnia da musicisti che interpretano la tradizione popolare per lo più jazzisticamente, ed ospitando nel proprio spettacolo personaggi come Antonio Marangolo ed Alfio Antico. Da segnalare le sue collaborazioni con Banda Jonica, diretta da Roy Paci, Franco Battiato e Carmen Consoli.
Line-up: Rita Botto: voce; Massimo Tagliata: fisarmonica; Felice Del Gaudio: basso; Ruggero Rotolo: batteria; Teo Ciavarella: pianoforte.

IAT - Informazioni e Accoglienza Turistica di Arenzano - Lungomare Kennedy - Tel. 0109127581
 

Domenica 14 dicembre - dalle ore 15 alle 16.30 - Nuovo Cinema Italia

Concerto di Natale a cura del Circolo Roccolo con il Coro di Tiglieto.  

Domenica 14 dicembre - ore 21 - Oratorio di S. Chiara
XIX Stagione concertistica dell'Accademia Musicale Teresiana
CORO DEL PATRIARCATO ORTODOSSO DI MOSCA

Direttore Anatoly Grindenko.
Musiche natalizie della tradizione ortodossa. Ingresso libero.

Lo spirito natalizio può essere un momento per confrontarsi con le altre religioni e le altre culture, in un crescendo di fratellanza e di pace: questo può essere possibile grazie alla musica. L'anno scorso era stato proposto un concerto di musica ebraica e palestinese; quest'anno è la volta di un gruppo di religione ortodossa.
La voce del popolo russo, voce che esce dal profondo legame con la terra d'origine, una terra immensa di sterminate pianure, segnata da secolari emigrazioni e popolata da gente di diverse estrazioni sociali ma incredibilmente tenute insieme da una medesima identità di linguaggio. I canti corali: espressione più alta della vocalità umana, un modo per comunicare, per raccontare, per pregare.
Noto ed apprezzato in ogni continente, il coro del Patriarcato Ortodosso di Mosca è stato fondato da Anatoly Grindenko nel 1983. Assolutamente unico nel suo genere, può essere considerato una sorta di laboratorio nel quale un'approfondita attività di studio sfocia in esecuzioni straordinarie per l'interesse musicologico e per la suggestione. Formato da 13 elementi, compreso il direttore, svolge l'attività di un reale coro da chiesa, essendo il coro nella liturgia ortodossa parte integrante della celebrazione caratterizzato. Ognuna delle incisioni discografiche del coro del Patriarcato rappresenta una virtuale scoperta nel campo del medioevo musicale; l'altissimo livello delle esecuzioni è poi testimoniato dalla regolare partecipazione ai più importanti festival europei (Utrecht, Maastricht, Barcellona, Nizza, Ravenna, Gerusalemme, Innsbruck, ...) e dalle performance abituali nelle più prestigiose sale da concerto (Mozart Saal a Vienna, Berliner Philharmonie, Ravel Saal a Lyon, New Hall a Bilbao, Casino Hall a Basilea, ...). Nutrito è il numero delle tournée in tutti i continenti e numerosi sono i premi discografici ottenuti.
Il concerto di Arenzano è l'unica tappa in Liguria, tra Torino e Firenze. 

PROGRAMMA
ANONIMI (sec.XVI)
PËTR IL´IC CJAKOVSKIJ (1840-1893)
SERGEJVASIL´EVIC RACHMANINOV (1873-1943)
PAVEL GRIGOREVIC CESNOKOV (1877-1944)
P.I. CAJKOVSKIJ
S.V. RACHMANINOV
ALEKSANDR TIHONOVIC GRECANINOV (1864-1956)

Si ritiene generalmente che il canto liturgico sia stato introdotto in Russia da Bisanzio sullo scorcio del X secolo, quando il principe Vladimir, granduca di Kiev, si convertì al cristianesimo. Il rito russo, al pari del bizantino, era rigorosamente a cappella, ossia privo di qualsiasi apporto strumentale, financo quello organistico. La conoscenza dell'antico repertorio russo è resa problematica dal fatto che passarono molti secoli prima che si sviluppasse la scrittura musicale. Il sistema notazionale più antico è noto come znamennyj, da znamja, che significa "segno" o "neuma", in riferimento appunto al tipo di scrittura neumatica, non molto dissimile da quella in uso nell'Europa centro-occidentale. Un momento saliente per la storia del canto liturgico russo fu il Cinquecento, quando lo zar Ivan il Terribile intese normalizzare la liturgia ortodossa che, avendo subito profonde trasformazioni dall'epoca delle origini, peccava di eccessiva prolissità. Inoltre, accanto al tradizionale znamennyj fiorì un nuovo repertorio noto con il nome di demestvennyj.
La tradizione del canto corale liturgico conobbe poi nuovo vigore in epoca romantica, quando il repertorio fu in gran parte pubblicato e insigni musicisti, come Glinka, ne offrirono nuove armonizzazioni. Anche un musicista per molti aspetti più europeo che specificamente russo come Cajkovskij decise di misurarsi con il canto sacro, di cui diede eccellenti esempi, quali sono i brani in programma. Essi sono tratti - ad eccezione dell'inno vespertino O dolce luce della Santa Gloria - dalla Liturgia di San Giovanni Crisostomo op. 41, liturgia che costituisce una delle tre forme ufficiali in cui si articola la messa ortodossa russa, in parte basata su testi di omelie e preghiere dell'omonimo santo. Notevole è stato anche il contributo di altri autori come Rachmaninov (dalla cui Liturgia di San Giovanni Crisostomo op.31 è tratto il canto Una grazia di pace, mentre il salmo fa parte dei Vespri op. 37), Cesnokov e Grecaninov. Si tratta di un suggestivo patrimonio di melodie armonizzate quasi sempre omoritmicamente, al fine di favorire la comprensione del testo, che viene morbidamente scolpito da voci che sanno parlare con efficace struggimento direttamente al cuore della fede popolare.

Anatolij Grindenko ha studiato violino a San Pietroburgo e Mosca; dopo aver terminato gli studi al Conservatorio moscovita ha tenuto concerti in Russia e all'estero, sia come solista di viola da gamba che insieme alla sorella Tatiana Grindenko (violino) e ad Aleksej Ljubimov (clavicembalo). Come membro del trio barocco di Mosca Orpharyon ha preso parte ai festival di musica antica di Utrecht, Columbus (Ohio), Tallin, Riga, Lipsia (Bachfestival) e molti altri ancora. Nel 1983 ha dato vita al coro degli studenti dei seminari e dell'accademia teologica a Troice-Sergieva Lavra con il proposito di ripristinare gli antichi canti corali russi. Nel 1985 ha creato,con la benedizione dell'arcivescovo Pitrim, il Coro del Patriarcato di Mosca. Da allora il coro ha regolarmente accompagnato tutte le liturgie utilizzando gli antichi mottetti russi. Con il Coro del Patriarcato Ortodosso di Mosca ha inciso tredici CD in Francia (Opus 111) e molti altri in Russia,Germania e Polonia. Nel 1998 con il restauratore russo Adolf Ovcinnikov ha pubblicato a Parigi per Opus 111 un libro, Harmonia Divina, incentrato sulla riflessione filosofica e teologica sull'antica arte russa e i suoi legami con l'arte egizia e bizantina. Sotto la direzione di Ovcinnikov ha dipinto icone secondo gli antichi canoni della tradizione. Ognuna delle incisioni discografiche del Coro del Patriarcato rappresenta una virtuale scoperta nel campo soprattutto del Medioevo musicale; l'altissimo livello delle esecuzioni è poi testimoniato dalla regolare partecipazione ai più importanti festival europei (Utrecht, Maastricht, Barcellona, Nizza, Ravenna, Gerusalemme, Innsbruck ... ) e dagli innumerevoli concerti tenuti con regolarità nelle più prestigiose sale da concerto di città come Vienna, Berlino, Lione, Bilbao, Basilea. Nutrito è il numero delle tournée in tutti i continenti e numerosi sono i premi discografici ottenuti.



RivieraLigure.it consiglia:
Ena Hotel Ena Hotel
Antica dimora storica nel centro di Arenzano
Poggio Hotel Poggio Hotel
Hotel modermo e funzionale ad Arenzano
Hotel Punta San Martino Hotel Punta San Martino
Ideale per gli amanti della natura e della tranquillità


Link sponsorizzati


 

Iscriviti gratis! Contattaci

Ricerca l'hotel per la tua vacanza