Il porto s'ha da fare

ALBENGA - Continuano le polemiche per il nuovo porto

martedì 5 agosto 2008

Non accennano a placarsi le polemiche ad Albenga circa l’ubicazione ed il progetto relativo al porto turistico, di cui da molti anni si discute, ma del quale non se ne intravede ancora la realizzazione: “Si tratta - dice il sindaco di Albenga, Antonello Tabbò - di un’opera necessaria allo sviluppo della città, che implica scelte importanti, che però devono essere prima condivise da tutti, o per lo meno dalla più parte dei cittadini e dei soggetti che vi sono coinvolti. Non vogliamo che il porto finisca per trasformarsi in una guerra fra agricoltura e turismo, vogliamo invece che la filosofia che sottende al progetto, qualsiasi sia quello che verrà poi scelto, sia quella di una vera e propria sinergia fra i vari settori produttivi. Tanto meno vogliamo imporre scelte, né stravolgere il piano urbanistico pur di realizzare questa importante struttura. Per questo invitiamo i cittadini a prendere visione in Comune dei vari progetti già esistenti. Certo siamo consapevoli che alla fine si dovranno fare delle scelte che, volenti o nolenti, forse non troveranno tutti d’accordo”.

Porto a Vadino? o verso Ceriale?, fluviale o al posto della attuale Darsena? Sono varie le opzioni ed ora a queste se ne aggiungono altre, come quella presentata da una azienda veneta, che vorrebbe realizzare invece il porto proprio nel cuore della città. A presentare questo progetto è stata la ditta Sipim (sostenuta dalla Banca Popolare di Vicenza) che, volendo realizzare un progetto, che fosse caratterizzato da poche nuove cubature, avrebbe pensato alla possibilità di utilizzare quelle già esistenti relative al Seminario, all’Ortofrutticola ed all’area ferroviaria. Un progetto dunque che più che sottrarre spazio alla costa (per la gioia degli stabilimenti balneari) sogna il porto in città, addirittura con la possibilità di attraccare le barche in piazza Matteotti, zona che attualmente ospita l’ingresso della stazione ferroviaria.

Intanto anche l’ associazione bagni marini non ha  voluto esser da meno ed ha lanciato una sua proposta:"Chiediamo all'amministrazione di trovare una collocazione leggermente diversa, ridimensionando la striscia di fronte mare occupata dalla struttura portuale - dice Massimo Zanelli, rappresentante della categoria - L'approdo si potrebbe compattare, costruendolo negli 800 metri tra il rio Burrone e il camping Lionetta, invece che nei 1300 previsti inizialmente, ed ampliandolo in mare, senza peraltro intaccare le praterie di poseidonia. Questo cambio di perimetro ci consentirebbe di avere lo stesso numero di posti barca, salvaguardando la darsena a ponente del rio Burrone. In questo modo si amplierebbe anche l'arenile a levante dell'approdo, facendone aumentare la profondità fino a settanta o ottanta metri”.

Pronta la risposta del sindaco: “Gli stabilimenti hanno presentato le loro proposte – ha detto Tabbò- e noi li abbiamo ascoltati. Nei prossimi giorni ci rivedremo coi tecnici, e in quell'occasione le categorie potranno rivolgere a loro queste osservazioni. Non ho motivo di pensare che possa esserci qualcosa in contrario a valutare anche questa ipotesi”.

Un primo punto sulla situazione comunque verrà fatto soltanto martedì 19 agosto, in occasione della seduta del Tavolo blu, nella quale interverrà anche Jules De Smedt, progettista dell'attracco.

                                                              CLAUDIO ALMANZI



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