lunedì 4 gennaio 2010
Un regalo ad ogni bambino che si è presentato al centro Caritas di Vadino: è stata questa la bella iniziativa realizzata ieri, presso le opere parrocchiali di Vadino, da un gruppo di volontarie della locale Caritas.
“ La gioia di vedere un bambino contento- dice Caterina Rosso, una delle volontarie Caritas coinvolte nel progetto- è la soddisfazione più grande per noi che operiamo presso questo centro della Caritas della parrocchia di Vadino e che a causa della crisi è sempre più frequentato non solo da stranieri, ma anche da italiani”. “E’ vero – conferma il Direttore della Caritas diocesana, don Renato Rosso – ai classici utenti che si rivolgono a noi, e che sono principalmente stranieri, si aggiunge ora una fetta sempre più numerosa di italiani. Si tratta di persone che hanno perso il lavoro e che non riescono più a pagare l’affitto, le bollette, i medicinali e altre spese che una volta non costituivano un problema. Noi li aiutiamo a reinserirsi, indirizzandoli nelle agenzie interinali e, per quanto possibile, dando loro anche un aiuto economico”. Anche a Vadino vengono consegnati aiuti, soprattutto sotto forma di vestiario e pacchi alimentari.
Molte sono le persone che si stanno impegnando nei vari progetti, ma per quanto riguarda quello di Natale, che ha visto sorridere, grazie ad un bel regalo, i bambini che hanno fatto visita al centro di Vadino, hanno collaborato oltre a Caterina Rosso, Gemma Rondissone, Lucia Volpiano, Marilena Boragno e Sunia Sandarj.
Nelle strutture della Caritas di Albenga delle 790 persone che hanno fatto richiesta di aiuto lo scorso anno, 474 erano immigrati e 316 italiani: “Ogni giorno ci ritroviamo ad ascoltare i problemi di queste persone – prosegue don Renato Rosso – Le criticità riguardano la poca disponibilità di unità abitative ad equo canone, le esigue offerte di lavoro anche solo stagionale, la carenza di mense sociali e di spazi di aggregazione. E sono problemi che riguardano tutti coloro che si rivolgono a noi, indipendentemente dal colore della pelle”.
Fonte: Claudio Almanzi