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Serie A: Sampdoria

Samp-Palermo 0-2

lunedì 5 gennaio 2009
Palermo da massima resa: due occasioni due reti, ma i rosanero non rubano nulla. Seconda vittoria in trasferta dopo quella di Torino con la Juve con una gara attenta, senza sbavature e cinica al punto giusto. Alla Samp non possono essere rimproverati voglia e orgoglio, ma in quanto ad organizzazione e idee c'è ancora molto da lavorare. Peggior girone d'andata dal ritorno in A dei blucerchiati, se non è un campanello d'allarme questo...

Nonostante le cautele di Mazzarri della vigilia, un problema al ginocchio per Bellucci nella rifinitura spalanca le porte del debutto a Pazzini, accolto da un Ferraris traboccante d'entusiasmo per il suo arrivo in blucerchiato; in regia rientra dal primo minuto Palombo, molti i cambi rispetto alla cocente sconfitta, e deludente prova di Roma. Ballardini deve far fronte alle pesanti assenze di Miccoli e Carrozzieri; e se per la sostituzione del primo l'esito è scontato, il giovane Kjaer, l'alternativa al secondo è decisamente più architettata: entra Migliaccio, Bresciano avanza di qualche metro al fianco di Simplicio e a sostegno dell'unica punta Cavani.

In un primo tempo equilibrato e povero di emozioni (un paio di colpi di testa imprecisi del Pazzo, un assist dell'ex viola sprecato da Sammarco, un rigore richiesto da Cassano e non concesso da Stefanini), è il Palermo, proprio al 45', ad andare in vantaggio: Balzaretti sfonda sulla destra, mette un delizioso pallone in mezzo, Pieri si interroga sul concetto di diagonale e la statua di Bresciano si erge a pochi passi dalla linea di porta di Castellazzi. La Samp, ovviamente, ci resta di sasso.

La squadra di Mazzarri rientra dall'intervallo anche volenterosa, ma dopo 13' è costretta ancora a capitolare: Cavani fa ballare il samba alla difesa blucerchiata e chiama ancora in causa Bresciano alla deviazione sottomisura, questa volta è Padalino a dimenticarsi di chiudere e a Castellazzi non resta che raccogliere il secondo pallone in fondo al sacco. I blucerchiati reagiscono più con la forza dei nervi che con la razionalità, ma comunque riescono a chiudere il Palermo nella propria area e a costruire un paio di occasioni da rete per riaprire la gara (su un colpo di testa ravvicinato di Sammarco è miracoloso Amelia): alla fine, però, la diga rosanero regge senza particolari sussulti.

Le bandiere blucerchiate continuano a sventolare nonostante il doppio svantaggio, ma il Ferraris rumoreggia più d'una volta in occasione di qualche errore di troppo nel convulso finale. A fine gara, così, Cassano va sotto la gradinata per rimproverare i suoi tifosi: "Cosa fischiate? Non va bene così", il labiale del talento barese. La "polemica", però, si esaurisce con un inchino ai supporter blucerchiati prima di rientrare negli spogliatoi.


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Fonte: Gazzetta.it



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