Arte ad Alassio

Incontro con l'alassino Franco Ravera

venerdì 27 febbraio 2009

Ha ottenuto un notevole successo in tutte le personali che ha tenuto lo scorso anno ad Albenga, Sorrento e Finale Ligure: è Franco Ravera, un artista vero, senza pregiudizi, che sa spaziare nel mondo variegato del colore e della forma con forte gusto dell'equilibrio, ma è pronto all'innovazione, a sovvertire tutto quello che ci si aspetterebbe dopo aver visto il travolgente Novecento.

"Cerco di esprimermi - dice Ravera- e nello stesso tempo di suscitare emozioni in coloro che saranno i fruitori della mia arte. Per questo sono sempre attento a questi due aspetti: me stesso ed il mio ipotetico spettatore. Poi naturalmente cerco sempre di fare laboratorio, di andare sempre oltre, di non fermarmi a soluzioni già provate o viste".

Così, con occhio quasi fanciullesco, mescola la tradizione all' avanguardia e, con una forte solidità esecutiva, narra di mondi possibili, ma immaginari ricordandoci un Gianni Arde prima maniera o un Auro Albertini maturo, sempre con un forte filo narrativo a cavallo fra Calvino e Queneau.

"Ogni suo pezzo è fresco e vivace- dice l'esperto d'arte e collezionista Augusto Andreini- ed aperto a mille soluzioni, per questo è giusto l'accostamento a certo Pinot Gallizio, così come nasce immediato un riferimento ai più recenti Auro Albertini o Gianni Arde, o ancora al grande Basquit".

Ravera è nato a Genova nel 1951, attualmente vive ed opera ad Alassio, nel suo studio in via Mazzini 4. Ravera aderisce all'Unione Cattolica Artisti Italiani della diocesi di Albenga- Imperia, un sodalizio che riunisce una cinquantina di artisti provenienti dalle province di Savona, Cuneo ed Imperia.

" Di Ravera- dice Adalberto Guzzinati, giornalista e critico d'arte- avevo visto la mostra dal titolo:"Chiamare per guardare", che l'artista aveva tenuto a Finale Ligure, nella splendida cornice dei Chiostri di Santa Caterina. Lì avevo visto in esposizione una  trentina di pezzi, ed ero rimasto favorevolmente colpito non solo dall'uso del colore, ma anche dalla ricchezza delle soluzioni plastiche e stilistiche. La tecnica mista, l'uso anche misto dei materiali: gesso, terra e altri, sono il tentativo di recuperare dall'affresco rinascimentale la solidità di un fondo impregnato di colore e materia che si fonde, dando origine a forme di fondata immaginazione stabilendo un giusto equilibrio di fra la forma ed  il contenuto".

"Le ultime mie mostre - conclude lo stesso Ravera- sono state l'occasione per far conoscere al pubblico le mie ultime novità. Ho fatto degli ulteriori passi avanti verso una continua ricerca e sperimentazione, due cardini che sono alla base del mio percorso artistico".



Fonte: Claudio Almanzi



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