martedì 23 giugno 2009
C’era anche una delegazione savonese al convegno dedicato al Futurismo, svoltosi nell’ambito della Biennale ( moderatrice Patrizia Magli ), presieduto da Walter Pedullà, presidente del comitato nazionale per le celebrazioni del Manifesto futurista. Venezia ha voluto in questo modo tributare al Futurismo ( nel centenario della nascita) un omaggio organizzando al Teatro Piccolo Arsenale, l’importante convegno "Macchina di visione: futuristi in Biennale", a cura di Paolo Fabbri.
" Si è trattato- dice Adalberto Guzzinati, che guidava la delegazione ingauna - di un convegno che ha cercato di ricostruire criticamente il senso politico ed estetico dell’impegno futurista a Venezia".
Il convegno fa parte del progetto omonimo curato dal Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia (LISAV), in collaborazione con Università IUAV di Venezia, Biennale di Venezia ed Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC).
Luigi Ballerini, provocatorio e finissimo, ha voluto far riflettere gli studiosi sulla necessità di un ritorno alla sana filologia, allo studio dei testi, soprattutto di Marinetti, cercando di uscire con coraggio dai soliti cliché di destra e di sinistra, con un occhio di riguardo all’aspetto ludico e comico contenuto nelle opere ( che lo studioso ha voluto suddividere in 4 periodi) del più grande dei futuristi.
Interessanti anche gli interventi degli altri relatori Renato Barilli, Giovanni Bianchi, Philippe Daverio, Walter Pedullà, Jeffrey Schnapp ( in video conferenza da Standford) e Paolo Fabbri. Quest’ultimo ha impostato il suo intervento sugli aspetti innovativi, soprattutto grammaticali, del futurismo rilanciando l’idea che dal Futurismo, in chiave espressiva e linguistica si siano poi dipanati i grandi movimenti d’avanguardia e di sperimentazione del 900.
Il progetto "Macchina di visione: futuristi in Biennale" comprende anche la mostra dedicata ai futuristi presenti nelle Biennali dal 1926 al 1942 ( la mostra è aperta al pubblico fino al 22 novembre a Ca’ Giustinian, San Marco 1364/a, nella rinnovata sede della Biennale, tutti i giorni dalle 9 alle 20).
Dal convegno è nata la riflessione che una storia del Futurismo alla Biennale di Venezia non è stata ancora scritta e che lo spazio per riflessione e ricerca in questo campo sono vasti.
Fonte: Claudio Almanzi