martedì 23 marzo 2010
Oscar Freire è così: vince quando non te l'aspetti. In alcuni casi, come accaduto nella Classicissima numero 101, domina. Senza l'aiuto della squadra, senza dare il tempo ai rivali di rispondere a quell'unico, micidiale, colpo di pugnale. Lo spagnolo della Rabobank ha stravinto il confronto con Tom Boonen, secondo, e Alessandro Petacchi, terzo. E dopo i successi del 2004 e del 2007, la terza Milano-Sanremo - come Fausto Coppi - risplende da stasera in una bacheca straordinaria, dove sono già finiti 3 Mondiali.
Il conto delle vittorie torna dunque in territorio straniero: 51-50, le ultime quattro di fila. Eppure i nostri le hanno provate tutte. Francesco Ginanni sulla discesa della Cipressa, Vincenzo Nibali scendendo dal Poggio, Filippo Pozzato in contropiede dopo l'attacco di Gilbert negli ultimi 10 km di corsa. Petacchi ha addirittura risposto in prima persona agli assalti portati sull'ultima ascesa della Sanremo, che per l'ennesima volta non è stata decisiva. Ma allo sprint non c'è stato niente da fare. Freire ha tenuto la ruota di Bennati, pilotato da Oss. Dietro di lui Boonen e Petacchi. Quando Oscarito si è alzato sui pedali, l'aretino della Liquigas-Doimo è rimasto lì (chiuderà quinto). Petacchi? Staccato. Ed è Freire senza problemi, con Modolo, il neo-professionista della Colnago-Csf Inox, ottimo quarto. Tra i delusi di giornata Boasson Hagen e Cavendish (foratura sul Turchino). Bene invece Cunego, la nostra speranza per le classiche del Nord.
"Vincere la Sanremo è sempre importante, ma questa è la terza... - dice Freire - Quest'anno sto andando molto bene, spero di continuare così. Dedico il successo alla mia squadra: ero l'unico ad aver vinto due volte ma nessuno mi dava per favorito. Vediamo se sarò tra i favoriti per l'anno prossimo"
La giornata era cominciata con la lunga fuga di Ratti, Caccia e Piemontesi, scappati al km 1 ed arrivati ad accumulare oltre 20 minuti di vantaggio, era proseguita con la caduta lungo la discesa del Turchino del brasiliano Fischer, costretto al ritiro con una frattura alla clavicola sinistra, e l'attacco del duo Bouet-Grabovskyy sul Capo Berta. Avvisaglie della bagarre annunciata su Cipressa.
Petacchi è sereno: "Ho fatto una grande Sanremo. Sono rimasto meravigliato per come sono andato sul Poggio. Sapevo che Gilbert e Pozzato sarebbero partiti, ho cercato di stare alla loro ruota e non mi sono accorto che c'era il vuoto. Poi in discesa ho cercato di stare davanti per non correre rischi". Pozzato: "Avevamo già stabilito che, qualora non fosse andata bene sul Poggio, ci avrei provato agli ultimi due chilometri. Complimenti a Oscar". Boonen: "Freire è stato grande. Anche io andavo bene, ero alla sua ruota ed ho provato ad anticiparlo ma Oscar mi ha dato due bici. Dopo uno sprint così si può solo dire che è stato Freire il più forte".
Fonte: Gazzetta.it