Festa della donna in Liguria

La mimosa della Riviera dei Fiori

Mimosa
venerdì 20 febbraio 2009

Da Sanremo in tutta Italia il 95% delle fronde fiorite che verranno regalate per l'occasione.

Il bel sole che sta baciando in questi ultimi giorni Sanremo e la Riviera dei Fiori consentirà probabilmente di recuperare il ritardo nella fioritura e di avere bellissime fronde di mimosa per l'8 marzo, data in cui si celebra la Festa della Donna. La tradizione della fronda di mimosa come dono fiorito per questa ricorrenza è tipicamente e quasi esclusivamente  italiana. Per questo motivo, la produzione delle varietà di mimosa che fioriscono in occasione dell'8 marzo viene riservata alla abbondante richiesta proveniente dal mercato nazionale.

Pur non essendo ovviamente ancora disponibili i dati precisi del 2009 circa il flusso di fronde di mimosa che sta transitando e transiterà sul Mercato (il più importante d'Italia e del Mediterraneo), Sanremo rimane il polo principale per la mimosa in Italia e in Europa, considerato che il 95% del venduto in Italia proviene dalla Riviera dei Fiori. Gli ettari coltivati a mimosa nella provincia di Imperia sono circa 350 ( 1 ettaro = 10.000 mq), pari al 40% della superficie totale coltivata a fronde fiorite, che corrisponde alla quasi totalità della produzione italiana di mimosa. In provincia di Imperia ci sono oltre 1600 aziende produttrici di mimosa: la produzione annua nel Ponente ligure si aggira sui 36.000 quintali, con una produzione lorda vendibile nel 2008 di circa 15 milioni di €.
La mimosa rappresenta uno dei fiori "tradizionali" per l'export da Sanremo: già dalla fine dell'800 fronde di mimosa venivano spedite in tutta Europa. Oggi, ad eccezione della ricorrenza dell'8 marzo, vengono esportate in molti Paesi europei ed extraeuropei, in modo particolare in Germania, Svizzera, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Austria. Nuovi canali di distribuzione si stanno aprendo verso l'Ungheria e i paesi dell'Est, considerata la notevole richiesta proveniente in particolare dalla Russia.
Tra le specie più importanti ricordiamo Tournaire e Gaulois, che fioriscono rispettivamente a gennaio e febbraio (è la mimosa dell'otto marzo), e Floribunda (fiorisce da ottobre a aprile). La mimosa Gaulois viene coltivata con una densità di impianto intorno alle 60-70 piante/1.000 m2, con una resa produttiva intorno ai 12-13 kg/pianta; la Mimosa floribunda presenta un sesto d'impianto più stretto (circa 160 piante/1.000 m2), e la produzione si aggira sui 5 kg/pianta.
Le tipologie di vendita sono due: a mazzi o in scatola, quest'ultima  preferita per facilitare il trasporto.

MIMOSA
Un fiore vivace, forte, dal giallo intenso che rispecchia perfettamente in tutta la sua luminosità i colori del paesaggio ligure e la mitezza del clima rivierasco. E' una delle coltivazioni più caratteristiche della produzione di Sanremo. E lo è quasi fin dalla nascita della floricoltura nel distretto sanremese. La coltivazione della mimosa si è infatti diffusa, nelle vallate della Riviera Ligure di Ponente, già nei primi decenni del Novecento, proveniente dalla vicina Costa Azzurra: ancora oggi, la mimosa caratterizza questo angolo del Mediterraneo, dove ha trovato un ambiente ideale, che non si riscontra altrove. E' il simbolo della primavera, della bella stagione per eccellenza. Pur essendo un fiore tipicamente invernale. Ecco un altro elemento di pregiatezza, rarità. E' un fiore elegante che sa trasmettere sensazioni di libertà, gioia di vivere e un senso di freschezza oltre che di forza. Per queste sue caratteristiche è stato preso a simbolo dell'universo femminile, in quanto nella sua semplicità non nasconde elementi di vigore e vitalità.

LA MIMOSA NEL PONENTE LIGURE
All'interno della sala contrattazioni del Mercato dei fiori di Sanremo l'articolo di punta all'inizio di marzo è senza dubbio la mimosa Gaulois (Acacia dealbata "Gaulois" è il suo nome botanico), quella che viene tradizionalmente regalata l'8 marzo, ricorrenza festeggiata non solo in Italia ma anche nei Paesi dell'est Europa. La produzione di mimosa, che interessa tutto il Ponente Ligure, con particolare riferimento alle valli Nervia, Crosia, Argentina si estende su una superficie totale di circa 350 ettari. In provincia di Imperia ci sono oltre 1600 aziende coltivatrici di mimosa: la produzione annua nel Ponente ligure si aggira sui 36000 quintali, pari a circa il 95% dell'intera produzione nazionale, con una PLV stimata per il 2003 di circa 13 milioni di €. La mimosa, insieme alla ginestra, connota profondamente la Riviera Ligure di Ponente.

ESIGENZE CLIMATICHE
Le mimose esigono un clima mite durante tutto l'anno e preferiscono luoghi caldi e soleggiati. Possono resistere fino a temperature minime di - 5°C senza subire danni irreversibili. Nella Riviera di Ponente il clima di coltivazione della mimosa è ideale, poiché gli inverni sono miti e la temperatura raramente scende sotto lo zero. Nell'entroterra del Ponente Ligure, fino ad altitudini di 400-500 metri s.l.m., si impiantano mimose per ottenere una fioritura tardiva. In alcune località si ottiene una buona fioritura di "Rustica", "Mirabilia" e soprattutto di "Gaulois" in febbraio e anche in marzo.

NOTE COLTURALI
In genere le specie coltivate hanno portamento arbustivo o di piccoli alberi, e raggiungono un'altezza variabile tra i 5 e gli 8 metri: alcune piante di A. dealbata possono toccare punte di 15 metri di altezza e oltre. Preferiscono in genere terreni neutri o subacidi, mentre temono i terreni calcarei e i ristagni d'acqua: in questo caso possono andare incontro a fenomeni di clorosi ferrica, per cui è necessario intervenire con adeguate concimazioni.

Classificazione botanica:
REGNO Vegetale
SOTTOREGNO Cormofite
TIPO Fanerogame
SOTTOTIPO Angiosperme
CLASSE Dicotiledoni o Simpetale
ORDINE Sinandre
FAMIGLIA Leguminose
SOTTOFAMIGLIA Mimosaceae
GENERE Acacia

Esistono circa 450 specie riconducibili al genere Acacia, di cui 350 originarie delle regioni dell'Oceania, in particolare Australia e Tasmania, le altre da Asia, Africa e America. Alcune specie introdotte in Italia nei secoli scorsi sono ormai naturalizzate. Le specie e le cultivar prodotte derivano tutte dalle seguenti specie di origine australiana: A. decurrens Willd. var. dealbata F. v. M., A. podalyriifolia Cunn., A. retinoides Sch. (A. floribunda Hort.), A. baileyana F. v. M., A. spectabilis Cunn. Derivano dalla A. dealbata le seguenti cultivar, coltivate per la produzione di fronde fiorite:

  • Touraire: fiorisce in gennaio, è la più precoce, ha un fiore di color giallo oro decorativo.
  • Rustica: inizia la fioritura in gennaio - febbraio; è la seconda a fiorire in ordine di tempo.
  • Gaulois: è una cultivar più tardiva delle altre, molto vigorosa e fiorifera. E' la varietà più affermata.

Dalla A. podalyriaefolia Cunn. si sono originate diverse cultivar. Un esempio: la Denis Boodey, che si può trovare da novembre a dicembre ed è caratterizzata da fronde pesanti e robuste. La A. retinoides, meglio conosciuta come A. floribunda, è anche detta comunemente "Mimosa quattro stagioni". Il nome "floribunda" significa "dotata di molti fiori". E' una specie rustica (resistente al freddo) originaria dell'est dell'Australia. E' naturalizzata nella Riviera francese e ligure dove trova condizioni climatiche ideali per il suo sviluppo. Fiorisce in un lungo periodo di tempo che va dall'inizio dell'estate all'autunno inoltrato. Attraverso una tecnica di potatura nella stagione estiva è possibile posticipare la fioritura in inverno inoltrato. Questa specie presenta il più esteso periodo di produzione.
La A. howitti Hort. è comunemente conosciuta con il nome di "Claire de lune" ed è presente tutto l'inverno: può essere venduta fiorita oppure "verde", cioè con i fiori non ancora formati, sia naturale che colorata artificialmente.

LA FESTA DELLA DONNA
Si ignora spesso il motivo che ha portato all'istituzione della festa della donna. Quando è nata e perché? Ci sono diverse spiegazioni dell'origine della ricorrenza. Una risale al 1908: in quell'anno le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono a causa delle tremende condizioni in cui erano costrette a lavorare. Dopo alcuni giorni di protesta, l'8 marzo vennero bloccate tutte le uscite e fu appiccato il fuoco. Nessuna delle centoventinove operaie si salvò. Secondo altri, invece, l'incendio sarebbe avvenuto sempre a New York, ma nel 1911 nella Triangle Shirtwaist Company, dopo un'importante mobilitazione delle operaie. L'incendio non fu doloso, ma le vittime furono oltre centoquaranta. Secondo altri la festa fu istituita dalla femminista Rosa Luxemburg in ricordo della tragedia del 1908; secondo altri fu proposta da Clara Zetkin durante la Seconda Conferenza dell'Internazionale Socialista di Copenhagen. L'unica data certa è quella dell'8 marzo 1917, quando a San Pietroburgo un corteo di madri, mogli e figlie di soldati impegnati nella Prima Guerra Mondiale manifestarono per chiedere il ritorno dei loro cari. La scelta del fiore-simbolo è stata fatta nel 1946 dall'Unione Donne Italiane (UDI ) e fu scelta la mimosa, che tra l'altro fiorisce proprio nel periodo della festa, perché il giallo esprime vitalità, forza e gioia; il giallo poi rappresenta il passaggio dalla morte alla vita e ricorda le donne che si sono battute per la nascita di un mondo giusto. Il suo dono significa anche che il mondo sarebbe grigio, triste, povero senza la creatività e vitalità femminili. L'idea di trovare un fiore veniva a sua volta dal garofano rosso, simbolo della festa dei lavoratori. La mimosa, profumata e poco costosa, apparve subito come il fiore adatto. La mimosa come simbolo e dono in questa giornata è una usanza italiana.

 

 

FONTE:
FEDERICO CRESPI & ASSOCIATI
Dott.ssa Alessandra Giussani
Corso Matuzia, 13
18038 - SANREMO IM Italy
Tel.   +39.0184.66.15.87   - Fax +39.0184.66.86.28
www.fcea.it  - mailto: ufficiostampa@fcea.it 



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