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Concerto "Amici di Paganini" a Genova

Il terzo appuntamento il 17 dicembre

Alessandro Perpich
lunedì 1 dicembre 2008

Il terzo appuntamento de il Viaggio Musicale degli Amici di Paganini, la stagione resa possibile grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, è un originale ritorno a Paganini.

Si ripropone un'Accademia, quell'occasione di divertimento, molto diffusa in Italia sino a tutta la prima metà dell'Ottocento, che proponeva brani sia operistici che strumentali, possibilmente "d'effetto" e di rimando belcantistico, attrazioni d'arte varia. Sia Paganini che l'allievo Camillo Sivori furono protagonisti di questi spettacoli, sin dalle prime prodezze di enfant prodige.

La manifestazione di mercoledì 17 dicembre alle ore 20,30 al Palazzo del Principe è una rarità da non perdere, perché oggi non vi è più spazio per questo tipo di intrattenimento, a meno che non si voglia pensare ad un legame fra l'Accademia di un tempo e gli spettacoli, formati da lussuosi pot-pourri, come quelli che il compianto Pavarotti diffondeva con Carreras e Domingo in tutto il mondo, con melodie conosciutissime e infarcite di intermezzi di grande richiamo.

Il programma pensato per questa Accademia Paganiniana inizia con il belcanto: l'aria Bel raggio lusinghier da "Semiramide", ritenuta un modello d'opera dalle proporzioni perfette e dal virtuosismo vocale esasperato, di Gioacchino Rossini, amico di Niccolò Paganini; di quest'ultimo segue il celeberrimo Cantabile e le Variazioni sul "Mosè" di Rossini. A conferma del curioso intreccio, subito seguono altre variazioni, questa volta di Beethoven, sulla stessa opera "Mosè". Ancora di Beethoven la grande aria da concerto: Ah, perfido, spergiuro!

Non mancano alcuni Capricci, opera fondamentale in cui Niccolò Paganini racchiuse estro creativo e difficoltà tecniche estreme per il violino, seguiti da  Le spectre de la Rose e Villanelle da "Les nuits d'été» su testi di Theophile Gautier, di Hector Berlioz, musicista molto ammirato dal Nostro.

Ancora Paganini con il celeberrimo «Nel cor più non mi sento» dalla Bella Molinara, riproposto subito dopo nell'originale per soprano di Giovanni Paisiello.
Un omaggio finale ad una delle più celebri cantanti del tempo: le variazioni su questa ultima aria sono di Maria Malibran. 

La voce del giovane soprano Sara Cappellini Maggiore gareggia al meglio con il violino di Alessandro Perpich. Collaboratore prezioso per i due, al pianoforte, Ermindo Polidori Luciani e «Maestro d'Accademia» il critico Alberto Cantù, che aiuta il pubblico a districarsi in questo affascinante intreccio di virtuosismi. 

SARA CAPPELLINI MAGGIORE, soprano, nata a Genova, si laurea in canto con votazione 110 e Lode, Diploma Accademico di II livello al conservatorio "N. Paganini" di Genova. Ha partecipato a master class tenute da Maria Trabucco, Tamara Rachum, Rita Malaspina, ed alla "Renata Scotto Academy". Premiata in diversi concorsi nazionali ed internazionali debutta in  teatro con La Vedova Allegra e si esibisce alla Radio Vaticana. Collabora in diversi spettacoli e molti concerti di musica sinfonica ed operistica in Italia, Svizzera ed a Mosca. Nel mese di novembre 2008 ha cantato al teatro Carlo Felice "I Capuleti e i Montecch"i di Bellini nella parte della protagonista. 

ALESSANDRO PERPICH, violino, nato a Firenze,si diplomai a pieni voti e lode sia in violino, presso il Conservatorio di Venezia, che in viola, presso quello di Bari. Studia con Vaclav Benda, Wilhelm Waltz, Corrado Romano ed ottiene al Conservatorio di Ginevra il "Premier Prix de Virtuosité". E' vincitore di importanti concorsi fra cui il Vittorio Veneto. Ha suonato in USA, Sudamerica, Asia, Europa. Ha eseguito, presente l'autore, "L'Elogio per un ombra" di Goffredo Petrassi. Collabora per la musica contemporanea con: Manzoni, Razzi, Sifonia, Sciarrino, Cardi, Gervasoni, Rotili, Desiante. Incide per Bongiovanni, EPR. E' fondatore dell'ensemble d'archi "La Corte Sveva, direttore artistico del Festival Musicale Savinese e dell'Accademia "Corrado Romano" a Macerata. Già docente di violino al Conservatori di Bari e di Matera; attualmente insegna al Conservatorio di Como.Suona su un Tommaso Carcassi del 1757 e un Paolo Sorgentone del 1996. (copia Domenico Montagnana). 

ERMINDO POLIDORI LUCIANI, pianoforte, abruzzese di nascita, genovese d'adozione, concertista e didatta, inizia a quattro anni a suonare il pianoforte e si diploma con il massimo dei voti e la lode con L. Passaglia. Frequenta per vari anni i corsi d'interpretazione pianistica di Guido Agosti,, di Riccardo Brengola per la musica da camera e di Ludwig Stefanski ed Halina Czerny Stefanska in Svizzera. Si afferma in vari concorsi pianistici nazionali e debutta alla piccola Scala di Milano nel 1974 in duo pianistico (Di IIio); la sua attività concertistica lo porta in vari paesi europei anche come partner di famosi musicisti. E' regolarmente invitato in giurie di concorsi pianistici e lirici. Come solista privilegia spesso un repertorio particolare, comprendente anche prime riprese in epoca moderna. Insegna al  Conservatorio di Genova, e dal 1985 collabora come pianista con il Concorso Internazionale di Violino "Premio Paganini. 

ALBERTO CANTU', genovese, musicologo e critico musicale, insegna Storia della Musica al Conservatorio di Como e collabora alle principali riviste di settore tra cui MUSICA e Amadeus, ad istituzioni, università  e teatri italiani e stranieri e con la RAI .E' stato critico musicale de il Giornale dal 1976 al 2006. Studioso delle fasi storico-estetiche del violino e di drammaturgia musicale, è stato componente il comitato scientifico dell'««Istituto di studi paganiniani» di Genova e fa parte dell'«Istituto di studi pucciniani» di Milano e del «Centro studi Felice Romani di Moneglia».

Numerosi i lavori dedicati a Paganini ad iniziare dall'edizione critica dei 24 Capricci e delle 60 Variazioni sul Barucabà di Paganini (Monaco, Henle Verlag 1990;1992). Cura la collana edita da Zecchini e dedicata ai grandi violinisti: ai volumi dedicati a Menhuin e Heifetz si aggiunge di imminente pubblicazione "David Oistrakh, lo splendore della vocazione."

I biglietti d'ingresso sono 12 euro per il pubblico, ridotti a 8 per i Soci e a 3 per gli Studenti; l'abbonamento all'intera stagione rispettivamente a 100, 80 e 20 euro. La quota di adesione all'Associazione è di 30 euro che salgono a 100 per i Soci sostenitori. 

Un numero limitato di auto può posteggiare all'interno del Palazzo del Principe. La zona è servita dai mezzi pubblici, da Levante bus 18-19-20, da Ponente anche le linee 1-2-3-4, e dalla metropolitana sino alle ore 21. 

Fonte:
Marvi Rachero 338 4802945
Associazione "Amici di Paganini"
tel:  010 318503 
e-mail: amici@niccilopaganini.it
web site : www.niccolopaganini.it

Sara Cappellini Maggiore Alessandro Perpich


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